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| Maxwell GS @ Flickr |
Salve! Dietro suggerimento di Rita Charbonnier mi sono deciso finalmente a scrivervi. Mi chiamo XXX e insieme allo scrittore XXX della casa editrice XXX con il quale ho frequentato diversi corsi di scrittura creativa, ho ultimato l’editing del mio primo lavoro, una sorta di romanzetto poliziesco in salsa umoristica dal titolo XXX. [Segue riassunto della trama con annotazioni sulla sua sicura “presa” presso il grande pubblico]. Se siete interessati posso inviarvi scheda ed estratto dell’opera. A dispetto del mio spirito autarchico, io sono convinto che un agente letterario sia l’opportunità migliore per uno scrittore. Ciò a patto che sia una persona seria e che se deve spendere un “no” lo faccia, ma se decide per il “sì”, che svolga effettivamente il suo lavoro. Nell’attesa di un vostro riscontro, vi saluto cordialmente. [Firma e recapiti]
Prima di commentare la sintetica email a me medesima e la suicida email all’agente, riassunto delle puntate precedenti.
- Trovare l’editore migliore per la tua scrittura, o aspirante romanziere, è compito dell’agente letterario. Lui conosce il mondo editoriale meglio di te e sa quindi quale editore possa eventualmente essere interessato al tuo lavoro; e una volta che l’interesse si sarà manifestato, stipulerà per te un contratto migliore di quello che stipuleresti tu.
- L’agente è il tuo primo editor e può darti consigli preziosi sulla tua scrittura.
- Sarebbe meglio evitare gli agenti che chiedono soldi per valutare gli inediti. Gli agenti letterari, per definizione, guadagnano sui guadagni degli autori, non sulle aspirazioni degli aspiranti tali.
- E come si fa a trovare un agente? Ti dico come ho fatto io: su Internet. Ho fatto lunghe e approfondite ricerche, ho mandato email proponendo i miei scritti, ho incontrato le persone interessate. Nessuno mi ha presentato nessuno. Nessuno conosceva nessuno che conoscevo io.




