Credo che il video si commenti da sé… documenta una presentazione piuttosto inusuale del mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas, nel corso dell’ultima Fiera del Libro di Torino: mi sono fatta strada nella calca in abiti ottocenteschi. Non firmavo le copie del libro con una vera penna d’oca, ma con una Bic senza tappo sottratta alla cassa dello stand; tutti gli altri particolari, però, dalla borsa a sacchetto alla cuffietta in testa, erano estremamente accurati. E’ stato divertentissimo vedere le facce sorprese dei passanti e rivolgermi a loro con un eloquio d’altri tempi…
Ancora grazie a Germano Mazzocchetti per aver concesso l’uso della sua musica. E grazie a Michele Poli, autore della maggior parte delle foto, e a mia nipote Emilia per avermele inviate. Grazie a Ludovica de Caris per avermi suggerito di rivolgermi a Devalle, Costumi per lo spettacolo, e per aver fatto da tramite. E grazie a Edizioni Piemme, e a tutti gli intervenuti.
Una dama d'altri tempi
Parla Bruno Contigiani, l’autore di "Chi va piano"
Nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 16 luglio 2009, avrò il piacere di presentare Chi va piano, il nuovo libro di Bruno Contigiani (l’ideatore della Giornata Mondiale della Lentezza) a Roma, insieme a Lello Fabiani e Mario Conti. L’appuntamento è alle ore 18.30 presso la Libreria Arion Montecitorio - Piazza Montecitorio 59.
Di seguito alcune dichiarazioni dell’autore, Bruno Contigiani, in esclusiva per non solo Mozart.
Il tuo primo successo, Vivere con lentezza (Orme, 2008) è un invito a prendersi i propri tempi, piuttosto che soccombere alla frenesia del quotidiano. In Chi va piano (Rizzoli) proponi di applicare questo principio alle relazioni d’amore. Perché hai desiderato scrivere questo libro?
Ci sono momenti nella vita in cui ci troviamo a un bivio: lì possiamo dare il nostro meglio, oppure il nostro peggio. E’ una scelta. Quando ci si lascia, ad esempio, si può scegliere di dilaniarsi, oppure di continuare a rispettare l’altro. Io racconto una storia, la mia, riflessa negli occhi delle donne. Non pretendo di insegnare niente: dico solo come ho fatto, come avrei potuto fare, o come sarebbe stato meglio non avessi fatto.
Nel libro affermi che i padri separati “non sanno cucinare, non sanno fare la spesa, non sanno accudire, ma principalmente non sanno riempire il tempo che trascorrono con i figli.” Perché, secondo te, le cose stanno in questo modo?
Potrei incolpare le mamme italiane, ma non sarebbe giusto. Noi uomini siamo molto abituati a indicare delle strade. I nostri figli ci guardano e controllano se quelle strade le percorriamo anche noi. Certe volte ci chiedono di fare dei tratti assieme: in quel momento dobbiamo ascoltare e cercare di capire che cosa ci vogliono dire. Senza continuare a fare domande, che magari ci fanno sentire migliori, ma le cui risposte non arriveranno mai, oppure arriveranno solo nel linguaggio cifrato che tanto ci fa soffrire. Come va? Bene – Dove vai? Esco – Ti piace? Non lo so.
Che senso ha per te la famiglia, e in che modo, oggi, ne vedi una possibile?
Gira e rigira la famiglia conta ancora tanto, solo che sta cambiando architettura. Resta un nucleo di affetti, di relazioni, di progetti in comune, di rispetto e di regole condivise. Dopodichè, allargata o ristretta, verticale od orizzontale, tradizionale o di genere, su queste basi può funzionare. Ci si può separare, ma il reciproco sostegno non dovrebbe mai mancare. Per allevare un figlio ci vuole un villaggio, come dice un vecchio proverbio africano. Inoltre la famiglia va vissuta in modo tridimensionale, nel rispetto di sé, degli altri, dell’ambiente e del mondo.
Nel libro parli anche dell’invidia che alcuni provano per la felicità degli altri…
L’invidia, tra i cosiddetti vizi capitali, è forse quella che ha causato le maggiori sciagure all’umanità. Ne L’Uccello dipinto di Kosinsky si racconta che nei gruppi di nomadi bisognava stare molto attenti quando si scoppiava a ridere: se il tuo vicino riusciva a contarti i denti mentre eri a bocca aperta, saresti morto entro l’anno. L’invidia fa paura. Mi colpisce che molti, anche amici, non sappiano godere delle tue piccole gioie, fosse anche una vincita minuscola al Gratta e Vinci. Ci sono amici che ti accettano solo quando le cose ti vanno male e non sopportano i tuoi cambiamenti. Io credo che gli amici si vedano molto anche nei momenti felici, non solo in quelli “del bisogno”.
A proposito dei maschi e delle femmine
Estratti da un'intervista che mi ha fatto Angelica Alemanno per Deltanews (il testo completo su questa pagina).
A sinistra, un particolare della scultura "Intersecting Space Construction" di Ryoji Goto. Foto di jmurawski.
Quale credi sia il valore aggiunto della tua esperienza di donna nella scrittura rispetto a un uomo che fa la tua stessa attività?
Credi che esista una “scrittura femminile”?
Sospetto che il pensiero della differenza sia molto complesso e che purtroppo si presti ad essere trasmesso in modo semplificato. Una volta sentii una giornalista che aveva scritto un libro dichiarare: “Io credo nel pensiero della differenza, cioè nel fatto che le donne sono diverse dagli uomini”. Di fronte ad affermazioni come queste, io non so se scoppiare a ridere o lasciare che mi cadano le braccia. Che gli uomini e le donne siano diversi è un’ovvietà: alcuni organi non sono gli stessi e generalmente – ripeto, generalmente – gli uomini hanno le spalle larghe e le donne il sedere rotondo. Ma che a una differenza innata nell’aspetto fisico corrispondano differenze innate nella psicologia, nel comportamento e magari nelle attitudini, io non posso crederlo; anche perché queste differenze non sono chiaramente definibili e non valgono per tutti. Mentre la vagina sì che è definibile e vale per tutte, così come vale per tutti il pene, che si può persino facilmente misurare (cosa che pare molti passino la vita a fare, anche metaforicamente). Insomma, affermare che esista, in assoluto, un comportamento “di tipo maschile” e uno “di tipo femminile”, o magari una “scrittura femminile” e una “scrittura maschile”, mi sembra un’affermazione generica e anche criptodiscriminatoria. Chi fa queste affermazioni spesso ha paura di usare il termine “femminista”. Oh, che parolaccia!
Forse qualcuno potrebbe affermare, che so, che la scrittura femminile è più sottile o profonda; che le donne sanno gestire meglio i sentimenti… ma io credo che affermazioni così generiche (e facilmente confutabili) non abbiano una grande utilità. E in ogni caso, se è vero che una storia sul pugilato viene scritta più probabilmente da un uomo, non è solo per via del testosterone; è soprattutto perché veniamo tutti educati in modo da aderire a uno stereotipo di mascolinità e di femminilità. Piuttosto che interrogarsi sulla presunta specificità della scrittura femminile, quindi, mi sembrerebbe interessante occuparsi dei dati: ci sono molte meno scrittrici che scrittori. Possiamo intervenire su questo?
In conclusione, non credo di dover scrivere in modo particolarmente diverso da come lo farebbe un uomo. Nei miei romanzi tratteggio grandi personaggi femminili, ma magari lo farei anche se fossi un uomo, chi lo sa; moltissimi autori maschi hanno creato magnifiche eroine. E non è una cosa che “devo” fare. E’ una cosa che “desidero”.
Come pensi si debba relazionare, oggi, la donna al mondo del lavoro, e come credi che sia cambiato il “valore-lavoro” rispetto alla generazione precedente?
In Italia il femminismo è riuscito a cambiare le leggi sul lavoro e sulla famiglia, che fino a pochi decenni fa trattavano le donne come persone con meno diritti. Ma la mentalità non è troppo cambiata, per cui è ancora raro che gli uomini si occupino delle incombenze familiari; e così la figlia di una casalinga a tempo pieno oggi si ritrova ad essere casalinga e lavoratrice; può avere una vita serena solo se ha la possibilità di pagare colf, baby sitter, badanti. Alcuni anni fa frequentavo una ragazza per metà francese che si è poi stabilita a Parigi e si è sposata con un francese. Lei ha un ottimo lavoro. Lui non lavora affatto. Hanno tre figli. Lei li mette al mondo, poi li affida a lui e torna in ufficio; ed è lui a occuparsi dei bambini e della casa. Possiamo immaginare una situazione del genere in Italia? Su quell’uomo graverebbe una pressione dall’esterno, e anche una derisione, tali da distruggere lui e il loro rapporto in brevissimo tempo.
D’altra parte, mi sembra che oggi vi siano fenomeni preoccupanti che un tempo erano probabilmente meno accentuati. Per molte ragazze oggi il valore più importante sembra essere la fama e il titillamento da parte dei media; ci siamo spostate molto sul corpo e stiamo cedendo al pensiero che il corpo sia la chiave per ottenere tutto. Anche il lavoro. L’altro giorno leggevo su un giornale una dichiarazione di una ragazza molto brillante, con due lauree, poliglotta, che dichiarava di mettersi la minigonna ai colloqui di lavoro perché le sue gambe sono innegabilmente più importanti del suo curriculum, per i selezionatori (maschi). Io non ho niente contro le minigonne (le metto anch’io) e credo che ognuno debba avere la libertà di vestirsi come meglio crede. E non ho niente contro la bellezza; se facessi la selezionatrice, anch’io sarei probabilmente più colpita da un bel ragazzo che da uno scorfano. Ma prima di tutto guarderei alle sue capacità. Qui invece sembra che si ritenga una donna aprioristicamente incapace, e degna di essere inserita in un gruppo di lavoro solo se è piacevole alla vista. Se questa è la cultura dominante, una cultura che limita gravemente la libertà delle donne di esprimersi e il loro diritto a farlo, anziché adeguarsi bisognerebbe opporsi a essa.
Per finire ti chiedo una breve riflessione sulla condizione femminile nel tuo mondo, quello dell´editoria.
Il mondo editoriale è gestito prevalentemente da donne. Ad esempio, se entri negli uffici dell’editore che ha pubblicato il mio nuovo romanzo vedi solo donne: dalla persona che risponde al centralino fino ai piani più alti. Per non parlare degli agenti letterari: in prevalenza donne. Questo vuol dire che nell’editoria italiana c’è una particolare attenzione per i libri di autrici? Non saprei. Se guardiamo le classifiche di vendita, la stragrande maggioranza dei successi proviene da scrittori e non da scrittrici; quindi si potrebbe forse sostenere che si punta sui maschi perché i maschi si vendono di più. Ma chi gestisce la cultura non dovrebbe anche tentare di crearla? “Il pubblico vuole questo” è la scusa che viene comunemente usata per giustificare la propria scarsa volontà di opporsi all’imbarbarimento; l’ho sentita usare troppo spesso in televisione.
Sospetto che molti uomini, in molti ambienti, facciano tuttora una resistenza tenace a dare spazio alle donne e che, anche quando sono in minoranza numerica, esercitino un controllo strisciante del quale le donne non sono del tutto consapevoli; oppure, lo accettano perché ritengono di averne una qualche convenienza. Oggi le donne tendono a rincantucciarsi nel mito della loro specificità e a trascurare la lotta comune per l’ottenimento di un’effettiva parità, che è l’unica cosa concreta da perseguire. E questo può valere non solo per chi i libri li pubblica, ma anche per chi li scrive.
"La strana giornata di Alexandre Dumas", presentazione: Pavia, giovedì 9 luglio
Ecco i dettagli sulla presentazione che si svolgerà questo giovedì 9 luglio a Pavia, dopo quelle di martedì 7 a Punta Marina Terme (Ravenna) e di mercoledì 8 a Bologna.
La strana giornata di Alexandre Dumas sarà presentato all'interno di un ciclo di incontri con autori, Quattro libri un'estate, ideato da Bruno Contigiani, fondatore dell'Associazione Onlus L'arte del Vivere con Lentezza. Bruno è a sua volta uno scrittore, autore di libri che insegnano saggiamente a prendersi la vita con calma, il più recente dei quali è Chi va piano (Rizzoli). E' anche l'ideatore della Giornata Mondiale della Lentezza e della simpatica iniziativa Leggevamo quattro libri al bar.
L'appuntamento con la figura di Alexandre Dumas e con il mio romanzo è presso la Libreria Feltrinelli di Pavia, Via XX Settembre 21, giovedì 9 luglio alle ore 18.00. Interverrà la scrittrice Silvana La Spina. (Ho da poco finito di leggere il suo Uno sbirro femmina, uscito lo scorso anno in economica Mondadori, ed è bellissimo). Interverranno inoltre Bruno Contigiani e la giornalista francese Marie Nöelle Terrisse, collaboratrice di Le Monde.
Vi segnalo infine che sul sito Arte Insieme di Renzo Montagnoli è stata pubblicata una bella recensione del romanzo.
>> Leggi la recensione su Arte Insieme
L'immagine di apertura, che ritrae la Certosa di Pavia, è di barb_ar.
"La strana giornata di Alexandre Dumas", presentazione: Bologna, mercoledì 8 luglio
Sono in arrivo tre presentazioni de La strana giornata di Alexandre Dumas: Punta Marina Terme (martedì 7 luglio), Bologna (mercoledì 8) e Pavia (giovedì 9).
A Bologna l’appuntamento è presso il Mondadori Multicenter, Via Massimo D’Azeglio 34/a, mercoledì 8 luglio alle ore 18.00.
Interverranno Maria Cristina Savioli e Luigi Rivola. La presentazione si svolgerà nella bellissima piazzetta antistante la torre medievale, che è inglobata nella libreria: una sorta di salotto all’aperto.
Parleremo anche di astrologia. Nel romanzo, infatti, Dumas padre trascorre un’intera, strana giornata in compagnia di un’astrologa che analizza il suo tema natale. La chiromante, di nome Maria Stella, si scoprirà essere la “marchesa di Modigliana”: un’eccentrica signora che nel primo ’800 rivendicò di essere figlia di Louis Philippe Joseph “Egalité” d’Orléans (cugino del re Luigi XVI), vittima però di uno scambio nella culla.
Perché l’astrologia? Ho pensato al tema natale come a una rappresentazione simbolica del codice genetico.
Secondo alcuni biologi la personalità, e persino il destino, di ognuno di noi sono quasi del tutto ereditari. L’astrologia sostiene qualcosa di simile: in entrambi i casi la personalità è considerata in relazione a una predisposizione. Nel romanzo si parla di uno scambio di neonati, ci si chiede come si formi la personalità e se esista un destino. Non credo esista un approccio a tutto questo più efficace di quello astrologico.
Nella realtà, inoltre, Alexandre Dumas era solito recarsi da un’astrologa di nome Madame Desbarolles. Scrisse anche un romanzo intitolato L’horoscope (L’oroscopo): storia di una drammatica predizione e del suo graduale svelamento.
Tra breve ricorrerà il compleanno di Dumas, che nacque il 24 luglio 1802 alle 05.30 del mattino, come lui stesso rivela nel primo capitolo delle sue Memorie. Quale migliore occasione per accostarsi alla figura di un uomo straordinario, che ebbe una vita più avventurosa di quelle dei suoi personaggi? Vi aspetto!
Foto di apertura: Chiara Marra.
"La strana giornata di Alexandre Dumas", presentazione: Punta Marina Terme (RA), martedì 7 luglio
La prossima settimana si svolgerà un mini-tour promozionale de La strana giornata di Alexandre Dumas. Martedì 7 sarò in provincia di Ravenna, mercoledì 8 a Bologna (Mondadori Multicenter, Via Massimo D’Azeglio 34/a, ore 18.00) e giovedì 9 a Pavia (Libreria Feltrinelli, Via XX Settembre 21, ore 18.00).
La prima presentazione è martedì 7 a Punta Marina Terme (Ravenna): un incontro letterario in perfetto accordo con la stagione, perché si svolgerà in riva al mare, di sera. Una formula che riesce a coniugare il divertimento, lo spettacolo e l’amore per i libri. E anche quel pizzico di romanticismo che fa sempre piacere. Le serate si strutturano come chiacchierate nel dopocena, condotte da giornalisti ed esperti che dialogano con gli ospiti; viene dato spazio al pubblico, libero di intervenire e fare tutte le domande che desidera. Trovate il calendario completo della manifestazione, Wave Book 2009, qui. L’organizzazione è a cura dell’Associazione Pa.Gi.Ne. e dello stabilimento balneare Wave.
E’ anche possibile cenare con l’autore, in questo caso l’autrice, cioè la sottoscritta, prenotando al numero 0544 / 439247.
L’appuntamento è per martedì 7 luglio alle 21.00 presso lo stabilimento balneare Wave, Lungomare Colombo 26/28, a Punta Marina Terme (RA). Email bagnowave@libero.it.
Vi segnalo inoltre che su Lib(e)ro è stata pubblicata una splendida recensione de La strana giornata di Alexandre Dumas, corredata da una foto di scena che mi ritrae accanto al grande Nino Manfredi.
>> Leggi la recensione su Lib(e)ro
I dettagli sulle altre due presentazioni saranno pubblicati qui sul blog nei prossimi giorni.
Foto di apertura: lrargerich.
Roma: fine settimana letterario. Presentazione de "Il trionfo dell'asino" e Alicia Gimenez-Bartlett a Trastevere Noir Festival
Chi vive a Roma, o ci trascorre questo fine settimana, e ama la lettura ha diverse manifestazioni letterarie tra le quali scegliere.
Prosegue Roma si libra, la festa dell’editoria a Piazza del Popolo. Questo è il programma di domani, venerdì 3 luglio. Come potrete vedere, alle 19 nello Spazio Eventi presenterò il romanzo Il trionfo dell’asino di Andrea Ballarini (Del Vecchio Editore) insieme alla giornalista Chiara Buoncristiani. Io stessa leggerò un brano del romanzo, altri brani saranno letti da Emiliano Valente. Il programma promette musica dal vivo. Questo il programma di sabato e questo della giornata conclusiva, domenica 5.
Prosegue inoltre Trastevere Noir Festival (ne avevo parlato qui). Il programma degli incontri con gli scrittori, moderati da Paolo Petroni, è particolarmente interessante e finalmente vi compare anche qualche scrittrice. Gli incontri si svolgono presso il Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1b.
Venerdì 3 luglio
Ore 21.00: Loriano Macchiavelli
Ore 21.45: Lidia Ravera
Sabato 4 luglio
Ore 21.00: Andrea Vitali
Ore 21.45: Donato Carrisi
Domenica 5 luglio
Ore 21.00: Cinzia Tani
Ore 21.45: Alicia Gimenez-Bartlett (!!!)
Maggiori informazioni su questa pagina.
Foto di apertura: James Cridland.


















