Il Concerto per pianoforte di Mozart K 271, detto “Jeunehomme”

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Diverse composizioni del Maestro sono citate nel mio romanzo La sorella di Mozart, ma solo due entrano a far parte della storia: una è la Fantasia in Re minore K 397, l'altra è il Concerto per pianoforte N. 9 in Mi bemolle maggiore K 271, 'Jeunehomme'.

'Jeunehomme' in francese vuol dire 'giovanotto', ma è un nome di donna: perché così si chiamava la pianista francese che nel 1777 giunse "dal gran mondo a sconvolgere [Salisburgo] con una ventata di profumo mondano", come afferma il grande esperto di Mozart Bernhard Paumgartner (autore della bellissima biografia Mozart, Einaudi, 1994). Mozart aveva poco più di vent'anni quando scrisse questo mirabile concerto per lei.

Le informazioni si fermano qui. Anche in altri testi, troviamo poche notizie e molte ipotesi. Chi era, dunque, la misteriosa signorina per la quale Mozart scrisse il Concerto migliore dei suoi anni giovanili? Senz'altro una virtuosa, a giudicare dalle difficoltà tecniche che vi compaiono. Tra i due vi fu qualcosa di romantico, come mormora qualcuno? La Jeunehomme era cieca, o questa è solo una leggenda? E poi, si chiamava proprio Jeunehomme, o Jenamy come sostiene anche Piero Melograni in un articolo? Vien quasi da chiedere: è esistita davvero?

Dei limiti che sarebbe opportuno porre alla fantasia del romanziere abbiamo già parlato qui e qui. Ma quando di un personaggio storico si sa poco, i limiti si allontanano ancor più: a parte sostenere che la Jeunehomme fosse giunta a Salisburgo su un'astronave, si può fare di tutto. Era dunque costei, sappiate, una splendida ragazza dagli occhi verdi e dai capelli color oro, che sedusse Mozart e stuzzicò la gelosia di sua sorella Nannerl...

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Aggiornamento del 12 ottobre 2008. Adesso è possibile scaricare dal mio sito, in formato m4a, il Rondeau del Concerto, insieme a tutti i brani di Mozart citati nel mio romanzo.

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