domenica 20 agosto 2006

Vallettopoli, 10 anni dopo (il Merolone)

Il finale in "òpoli" è di recente invenzione, ma di ricatto sessuale ai danni di aspiranti vallette e attrici si parla da quando esistono le vallette e le attrici. Con una costante: loro, ragazzacce senza una morale, vengono messe alla berlina; trascurando il particolare, non banale, che hanno subito pressioni e magari anche minacce.

Dieci anni fa, una di queste vicende (grossolana, è il caso di dirlo) riempì tutti i giornali: quella di Valerio Merola, da allora soprannominato il Merolone. Ignoro cosa sia stato della sua vita, e soprattutto di quella di colei che si prese coraggiosamente la briga di denunciarlo. Spero che entrambi stiano meglio. Ho pensato di celebrare l'anniversario ripubblicando qui un breve articolo che scrissi allora per un periodico romano.


La sindrome del Merolone

Foto: Lil Erna.
(le persone ritratte sono estranee ai fatti in questione)
Chi non ha chiuso gli occhi, le orecchie e le finestre durante l'estate avrà saputo qualcosa di certe “attricette” obbligate a concedere turpi favori a turpi personaggi, in cambio di ingaggi nel mondo dello spettacolo. Una di queste, ribellatasi alla transazione, ha raccontato ai giudici quali specifiche turpitudini le furono richieste, rivelando che si trattò di atti “contro natura”. Alto si è levato allora il grido dell'imputato: signori, la sgualdrinella mente, la mia straordinariamente generosa conformazione fisica rende irrealizzabili simili prodezze! Sorrisi sghembi, invidia degli uomini, curiosità delle donne.

La tristezza infinita nella quale la storiaccia ci ha gettati ci ha impedito di appurare se le dichiarazioni dell'imputato siano state verificate sperimentalmente. Ma la faccenda è stata comunque assai illuminante. E’ ora un fatto assodato e pubblicamente attestato: esistono “dimensioni” oltre le quali non è proprio possibile lanciarsi in certe imprese.

Ma quali sono, precisamente, queste “dimensioni”? Eh diavolo, sull’indispensabile particolare le informazioni sono scarse. Possibile che nessun ricercatore intenda percorrere il sentiero testé individuato? Possibile che nessuna rivista scientifica offra spazio all’argomento? Qualcuno dovrebbe brevettare e mettere in commercio un misuratore tridimensionale, da tenere nel cassetto del comodino accanto al Kamasutra: questa posizione sì, questa no, questa forse. Questa ce la faccio, questa mica lo so. Beati i meno dotati, almeno possono fare tutto quel che l'estro e la passione gli suggeriscono.

2 commenti:

  1. Ommioddio. Non mi sono accorto di aver chiuso occhi, orecchie e finestre durante l'estate, eppure questa me l'ero persa.
    Sostengo da sempre che l'Anticristo sarà un giurista maschilista frequentatore della Parrocchia ed amante dei motori, ed è bello (cioè bruttissimo) scoprire tali conferme ai miei timori.
    Temo che l'occidentale "società dello spettacolo" (per dirla con Guy Debord) non sia granché diversa dalle teocrazie, quali ad esempio quelle islamiche (Iran, Talebani, etc.) e quelle cristiane (molte isole del Centroamerica): in entrambi i casi il vomitevole maschilismo imperante vuole la donna come mero oggetto sessuale, privata di qualsiasi attributo intellettuale.
    Donna-schiava, donna-madre, ma mai donna-donna, intesa nella sua totalità di libero corpo in libera mente.
    C'è ancora bisogno di un femminismo d'assalto.

    RispondiElimina
  2. Grazie dell'intervento, Claudio. E non mi pento mai di fare una visitina al tuo blog, quando trovo il tempo!

    RispondiElimina