martedì 19 settembre 2006

La sorella di Mozart al telefono (presentazione del romanzo ad Arezzo con trilli)

Puoi leggere questo articolo, insieme a diversi altri di argomento para-mozartiano, anche sul mio sito ufficiale.

Casa Museo di Ivan Bruschi
Nell'ambito della Notte Rosa

Situazione: l’autrice legge un passo del romanzo, quello nel quale si parla della Fantasia per pianoforte in Re minore di Mozart. Alle sue spalle il pianista Patrizio Paoli, seduto alla tastiera, è pronto ad eseguirla. La sala è gremita e silenziosa, il pubblico favorevole e cordiale. L’organizzatrice e anima dell’evento, Alessandra Baroni, si guarda intorno e gioisce per il successo dell’iniziativa…

Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiin!!!!!!!!!

Per la verità lo squillo non si è sentito, ma si è sentita bene la voce di colei che parlottava al cellulare: una signora dai capelli rossi, rannicchiata a testa bassa su una poltroncina di quarta fila. Nessuno osava dirle: “Shhh!” ma diversi spettatori le rivolgevano occhiatacce che lei non vedeva perché, giustappunto, era rannicchiata.

L’autrice che fa? Continua a leggere, tanto prima o poi la telefonata finirà; e quella invece non smette di borbottare. Le occhiatacce crescono di numero, si vede anche qualche occhio fuori dall’orbita; e la signora dai capelli rossi parlotta e parlotta, imperterrita. L’autrice, mentre legge, pensa: il brano è quasi finito; se non la fermo, quella continua a cianciare anche mentre suona il pianista; e quando la serata sarà finita e la sala si sarà svuotata, lei sarà ancora lì, con l’orecchio in fiamme. La signora dai capelli rossi è entrata in un tunnel e non ne è consapevole. Bisogna aiutarla.

“Scusi, potrebbe smettere di telefonare, per favore?”

Un attimo di sorpresa, poi la rossa alza lo sguardo, e non pare contrito. “Sto parlando col mi’ figliolo che è andato all’estero, è la prima volta che prende l’aereo da solo, e…”

Dalla sala si levano voci: “E’ un’indecenza! Ma come si permette?”

L’autrice le sovrasta: “Lei ha tutto il diritto di parlare col su’ figliolo, ma se lo facesse fuori di qui, sarebbe più cortese.”

“Io non pensavo si sentisse!”

“Si sente, eccome. Allora, che fa, esce?”

La signora non coglie l’invito ma chiude frettolosamente la telefonata col figliolo, forse spegne addirittura l’apparecchio (chi può dirlo?) e la serata riprende.

Alla fine, quando tutti erano in piedi e chiacchieravano, l’incidente è stato ampiamente dibattuto. Qualcuno ha anche rimproverato aspramente la rossa, che però continuava ad opporre i suoi diritti di madre e forse era anche abbastanza contenta di ritrovarsi così citata. Una spettatrice è venuta a dirmi persino: “Le chiedo scusa a nome delle donne aretine”. Io le ho risposto: “Scherza? Adesso ho un ottimo argomento per l’articolo sul blog!”

Ringrazio Alessandra Baroni che ha avuto l’idea dell’evento e vi si è dedicata con passione e generosità, Patrizio Paoli che ha appositamente messo nel suo repertorio la Fantasia K 397 e l’ha interpretata magnificamente, Silvia Bardi de La Nazione che ha animato il dibattito con domande originali e interessanti.

Ringrazio inoltre l’Assessore alla Cultura della Provincia di Arezzo, Prof. Emanuela Caroti, per le sue parole lusinghiere su La sorella di Mozart.

Grazie a mia sorella, Chiara, per le foto della serata.

2 commenti:

  1. Non conosco l'origine dell'appellativo "notti bianche" per cotali manifestazioni. Debbo comprendere che "notti rosa" ha a che fare con le quote rosa? Che orrore! Per il resto sono felice per quella che mi sembra di capire sia stata una riuscitissima serata.
    Quanto alla tua gestione dell'episodio di disturbo, chapeau!

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  2. Grazie!

    Un amico mi segnala che i gestori di alcuni teatri inglesi, esasperati
    dal continuo trillare dei telefonini, stanno pensando a dei dispositivi tecnologici per inibirne il funzionamento. Ce la faranno?

    A proposito invece di "notte bianca", mi si dice che è la traduzione un tantinello frettolosa del francese "nuit blanche", che vuol dire... "notte IN BIANCO".

    Ciao!

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