domenica 1 luglio 2007

Il cosiddetto ‘effetto Mozart’: gli effetti positivi della musica sul corpo e sulla mente

A proposito de L'effetto Mozart. Curarsi con la musica di Don Campbell (Baldini Castoldi Dalai). Un articolo più ampio sull'argomento si trova qui.

Non solo la musica rende più attivo il cervello, non solo la musica di Mozart sviluppa l'intelligenza dei bambini, ma è anche in grado di curare disturbi fisici e psicologici. Lo sosteneva Alfred Tomatis, un medico francese del secolo scorso (1920-2001): "Mozart è un'ottima madre. Provoca i migliori effetti sul corpo e sulla mente umani". La musica del Maestro può curare difficoltà di apprendimento, epilessia, dislessia, iperattività, autismo...

La cura ideata e sviluppata dal dottor Tomatis, che è basata essenzialmente sull'ascolto di musica, ha permesso a diverse persone di "lottare contro la depressione, imparare più facilmente una lingua straniera, comunicare con maggior facilità, essere più creativi e migliorare l'efficacia nel lavoro". Molti utenti dei centri Tomatis hanno sottolineato la valenza psicologica del metodo, menzionando "un’accresciuta fiducia in se stessi, un migliorato livello d’energia e di motivazione, una maggiore chiarezza di pensiero e un migliorato senso di benessere"...

Ma la cosa che qui più ci interessa è che la musica di Mozart, ancora una volta, sembra avere davvero qualcosa di assoluto. Chi la ascolta quotidianamente sostiene che ha un impatto notevole sul proprio umore e sui propri pensieri; che trasmette sensazioni, emozioni profonde e può essere rilassante o energizzante, a seconda di quale pezzo si ascolta. E più la si ascolta, più cresce il desiderio di conoscere l'uomo che è dietro l'opera.

Mi piace, peraltro, la definizione di Mozart come "ottima madre".

Aggiornamento. Il libro di Campbell L'effetto Mozart. Curarsi con la musica (Baldini Castoldi Dalai, 2004) risulta al momento esaurito. Ma ci sono sempre le biblioteche.

Aggiornamento del 5 ottobre 2008. Il professor Paolo Manzelli, direttore del Laboratorio Ricerca Educativa dell'Università di Firenze, ci invita a leggere un suo articolo sull'argomento, dal titolo Scienza, cervello e musica. Davvero molte grazie ed ecco il link alla prima parte, ed ecco il link alla seconda.

7 commenti:

  1. Consiglio vivamente a tutti la lettura de "L'effetto Mozart" di Don Campbell, in cui le teorie di Tomatis hanno largo spazio nella trattazione. Concordo con tutto ciò che si scrive sull'effetto che la musica di Mozart può sortire ascoltandola.
    Col tempo, però, a me è successa la cosa un pò contraria rispetto al desiderio di conoscere l'uomo che è dietro l'opera: ora m'importa veramente poco, se non fosse per la curiosità di leggere le vicende quotidiane legate alla composizione di singole opere.
    Saluti a tutti,
    Trazom.

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  2. L'hai mai ascoltata la sonata kv. 448 per due pianoforti?
    E' di una bellezza che lascia sconcertati.
    Vari studi hanno dimostrato che l'ascolto e/o l'esecuzione di questa alzano il Quoziente Intellettivo
    di 4 o 5 punti.

    Ne parlano anche qui, se ti interessa!
    http://skepdic.com/mozart.html

    bello il blog nuovo! :)

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  3. Mi auguro che le tesi a favore dell'aumento del quoziente intellettivo provocato dall'ascolto di Mozart non siano fondate. Qualora fossero dimostrate rappresenterei un elemento posizionate nelle "code" della curva di distribuzione e purtroppo mi collocherei tra quelli che non sono progrediti pur partendo da un livello che lascia buone speranze di miglioramento.
    Ascolto, leggo e scrivo di Mozart, sia pure, in quest'ultimo caso solo come espediente letterario.
    Visito spesso questo blog e mi complimento con la padrona di casa per gli spunti sempre interessanti, lo stile nell'esposizione e l'innata capacità femminile di porsi al sopra della media della popolazione.
    Un saluto.

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  4. Ti ringrazio moltissimo dei complimenti! Sono subito andata a vedere il tuo blog e li ricambio di cuore. Mi riprometto anzi di visitarlo con più calma per apprezzare pienamente le cose che scrivi.

    Ripeto qui l'indirizzo: eventounico.blog.kataweb.it.

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  5. INTERVISTA RAI 2 18/NOV/2007 a paolo manzelli pmanzelli@gmail.com

    > 1) Che cosa " sente " un bambino prima ancora di nascere ?

    La vita prenatale e fondamentale nell' appedimento , in particolare dopo 10 settimane e il nascituro ha una predilezione all'apprendimento del suono .
    Nel mondo intrauterino il infatti liquido amniotico permette di trasmettere assai rapidamene i suoni, cosi che al 5 mese, l' esercizio di attivazione dei canali sensoriali attivi che correlano suonorita e
    movimento , sono gia' sufficentemente maturati da riconoscere e ricercare la voce della madre. La maturazione psichica tramite il suono permette pertanto lo sviluppo dei circuiti cerebrali che si
    esercianto come pre-immaginazione cosciente nonche' come apprendimento onirico durante il sogno dell' infante. Vedi ad es: http://www.viveremeglio.org/0_volumi/la_vita_prenatale.pdf

    2) Ci può spiegare - in termini semplicissimi - che cosa succede nel cervello quando ascoltiamo un suono?
    Da quando la Risonanza Magnetica funzionale (RMf) ci ha permesso di osservare il cervello come sistema interattivo di apprendimento,abbiamo iniziato a comprendere che il cervello e' un attivo
    analizzatore di frequenze udibili e cio significa che non solo riceve vibrazioni dal mondo esterno, ma che produce attivamente dei suoni per cercare di distinguere similitudini e differenze rispetto a quanto e' stato gia memorizato dal proprio sistema di apprendimento mnemonico.
    Una alterazione tale produzione attiva di suoni induce la membrana auricolare a vibrare in modo anomalo cosi che sentiamo un tedioso fischio nell' orecchio detto ACUFENE.
    Pertanto il suono che ascoltiamo e cio che viene generato interattivamente dalla attivita' selettiva e risonante cervello e le vibrazioni esterne. Tale interazione avviene nel quadro delle sincronizzazioni possibili con le frequenze udibili tra 20 e 20.00 Hz( Cicli/sec). Quindi il cervello va cercando attivamente le vibrazioni e le trasforma in sensazioni sonore tramite un processo di riconoscimento
    mnemonico. Nel mondo esterno infatti non ci sono suoni ma solo vibrazioni che il cervello significa come sensazioni sonore. Infatti possiamo notare che come il bambino va cercando le sonorita' della voce della mamma , l'uomo piu' in generale cerca di significare tra tutte le sonorita dell'
    ambiente, quelle della voce umana , cosi che ad es. preferisce alla musica strumentale il canto di un cantante. Musica e memoria: http://www.descrittiva.it/calip/dna/musica.htm

    > 3) Ci sono suoni piacevoli e suoni spiacevoli, irritanti. Così come c' è buona musica, dotata di aromonia, e musica martellante. Quali sono le conseguenze degli uni e delle altre?

    Come conseguenza della ricerca attiva di sonorita' fisiologicamente piacevoli, pertanto ci sono alcuni elementi musicali che incrementano le abilità cognitive ed altri che tendono ad inibirle. Infatti il suono viene significato sia dall' emisfero sinistro che da quello destro e rispettivamente i due emisferi cerebrali preferiscono naturalmente quelle sinergie che hanno sonorita' ritmiche ed armoniche coerenti con il proprio sviluppo fisiologico.Alcuni ricercatori nel 1993 hanno messo in evidenza il cosi detto “effetto Mozart”, capace con l' ascolto delle Musiche del Compositore Austriaco di influenzare l'organismo modificando lo stato emotivo, fisico e mentale in modo da rafforzare i processi creativi dell'emisfero destro .Certamente saper ascoltare buona influisce sul modo in cui percepiamo lo spazio-tempo e cio conduce ragionevolmente a favorire le capacita
    di apprendimento. Alte sonorita' martellanti delle moderne discoteche al limite della udibilita e prive di sinergie tra ritmi ed armonie tendono inesorabilmente a favorire lo sballo della mente dei giovani che purtroppo inconsciamente ne subiscono la innaturale pressione .

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  6. Cari amici del Blog
    suggerisco di vedere su SCIENZA CERVELLO e MISICA . due miei articoli .Cordialmente Paolo Manzelli pmanzelli@gmail.com

    -- parte I° http://www.wbabin.net/science/manzelli44.pdf
    -- parte II° http://www.wbabin.net/science/manzelli45.pdf

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