mercoledì 2 aprile 2008

“L’ultimo dei Mozart” di Jacques Tournier

Questo romanzo è uscito nel 2006, ma può essere ancora interessante per gli amanti del Maestro ai quali sia sfuggito.

L’ultimo dei Mozart (Edizioni E/O) si occupa di Franz Xaver Wolfgang Mozart, l’ultimo dei sei figli che il Maestro ebbe da Constanze Weber, la moglie, e l’unico che arrivò all’età adulta, insieme al fratello Carl. Franz Xaver nacque solo cinque mesi prima della morte di suo padre, fu a sua volta un musicista e visse quasi completamente nella sua ombra.

Il protagonista del romanzo è un uomo schiacciato da una figura paterna mitica della quale non conosce nulla, oltre alla musica inarrivabile. L’immagine di Mozart lo tormenta e gli impedisce di costruirsi una personalità autonoma; in un’occasione pubblica, si arriva a definirlo “l’opera vivente di suo padre”, quasi non fosse un essere umano, ma un brano di musica. Franz Xaver non sembra neppure consapevole di quanto le circostanze abbiano giocato a favore della carriera artistica di suo padre, e a sfavore della propria; sembra solo sentirsi in colpa per non essere alla sua altezza. Eppure Wolfgang Amadeus aveva un padre, Leopold Mozart, che era un impresario eccellente e ha sapientemente indirizzato la carriera di suo figlio; il padre di Franz Xaver, invece, è stato solo un assente ingombrantissimo.

Incitato da Josepha, la donna che ama (e non può avere, poiché è sposata con un altro e ha una figlia), il protagonista intraprende una tournée artistica che è soprattutto un viaggio di crescita. Nell’intento di far pace con la figura paterna, cerca di recuperarne la memoria affettiva: per questo incontra in primo luogo il fratello maggiore, Carl. E poi vedrà la zia Aloysia, la cugina Maria Anna Thekla e, naturalmente, Nannerl.

La zia paterna, sorella di Wolfgang Amadeus Mozart, è il personaggio più interessante dell’intera opera: balza fuori dalle pagine nella coscienza del proprio valore inespresso, nelle acute osservazioni sulla personalità del fratello defunto, nei suoi malumori e nella sua cauta benevolenza. E’ peraltro una sua battuta a dare il titolo al romanzo: “Sarai l’ultimo dei Mozart”.

Franz Xaver, però, non riesce a stabilire con lei un vero rapporto. La madre, Constanze, lo usa come pedina per ottenere da Nannerl quel che vuole – lettere di Mozart, documenti, anche il posto nella tomba di famiglia; Nannerl lo intuisce e inizia a guardarlo con sospetto. Alla fine l’uomo si allontana da quelle lotte indecenti per accaparrarsi una fetta più grande della memoria di suo padre – poiché Mozart rappresenta già un affare. Ognuno dei personaggi che ha incontrato, al di là degli interessi privati, aveva una propria personalissima versione della stessa storia, e nel narrarla ha cercato di difendere, più che la memoria di Mozart, se stesso. Eppure, è proprio questa serie di incontri a consentire al protagonista di placare, finalmente, il proprio conflitto interiore.


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4 commenti:

  1. Io il libro l'ho letto e l'ho trovato noiosetto e anche alquanto depressivo. E' la storia di una sconfitta annunciata:il protagonsta alla fine accetta che non potrà mai raggiungere le vette di suo padre. E' quello che sapevamo tutti dall' inizio, anche prima di leggere il libro.Comunque sono d'accordo che il personaggio piu' accattivante e' quello di Nannarel.

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  2. molto intiresno, grazie

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  3. La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

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