Come mettere in regola la colf

Checiàp @ Flickr
Ho fatto una ricerca su Internet per tentare di capire come si fa ad assumere regolarmente una colf, anche per poche ore a settimana. Trovare spiegazioni chiare e semplici è un’impresa quasi impossibile. Si incontrano soprattutto giustificate lamentele: il sistema è terribilmente complesso e sembra quasi scoraggiare chi desidera comportarsi in modo onesto. Peraltro (aggiornamento del 2011) questo è tra i post più visitati, se non il più visitato in assoluto, del mio blog, che in teoria sarebbe il blog culturale di una romanziera: il che la dice lunga sulla qualità delle informazioni reperibili in rete tramite i canali ufficiali e dedicati.

Risorse online

Naturalmente esiste il sito dell’INPS, ma (è forse un mio problema) io lo trovo un tantino farraginoso e, neanche a dirlo, burocratico. Sono stata al telefono mezz’ora con una gentilissima amica di un mio amico che mi spiegava, con lo schermo davanti, il percorso da seguire per effettuare tutta la pratica, per concludere al termine della telefonata che non avevo capito niente. Nella homepage c’è anche un numero di telefono, quello del Contact Center (la lingua italiana non ci piace proprio, eh? Dobbiamo per forza tentare di fare i disinvolti utilizzando parole straniere, spesso a sproposito) ma inutile dire che è praticamente impossibile avere risposta.

Senz’altro chi si associa ad Altroconsumo viene a sapere tutto, ma c’è un costo: dopo il periodo di prova gratuita di 2 mesi, la quota associativa e l’abbonamento ammontano a 13,45 € a trimestre (anziché 26,95 € perché per i primi 12 mesi si usufruisce dello sconto di benvenuto del 50%) oppure a 53,90 € l’anno (anziché 107,80 € sempre perché per i primi 12 mesi si usufruisce dello sconto di benvenuto del 50%).

Poi ci sono i siti che offrono di effettuare tutte le pratiche. Questo, ad esempio. Però, oltre a essere abbastanza inguardabile, si può utilizzare solo con WindowsXP e Internet Explorer. Mozilla Firefox, Google Chrome, Safari (che funzionano molto meglio di IE, la maledizione dei webmaster)? Niente da fare. Inoltre, il servizio costa € 100,80 annuali IVA compresa (quota fissa e non frazionabile). Mi dicono che è apprezzabile. Però…

La migliore risorsa online

Però poi ho trovato questo sito: WEBCOLF.com. Intanto è chiaro, ben fatto ed esteticamente gradevole. Funziona con tutti i browser. E soprattutto, è gratis.

Bisogna registrarsi, inserire i propri dati e quelli del lavoratore (colf o badante), il livello di inquadramento, il numero di ore settimanali lavorate e in quali giorni, e poi fa tutto lui e ti guida passo passo. Ogni volta che fai il log in, ti compare una lucetta che ti ricorda quali adempimenti ti aspettano. Nell’ordine, il sito prepara:


Aggiornamento del 14/11/2009. Ho appena scoperto che il servizio non è più gratuito. D’altra parte il costo è molto contenuto (meno della metà degli altri siti a pagamento): 40 € + IVA.

Burocrazia, I love you

Resta solo da scoprire a quale Centro per l’Impiego vada inviata la Comunicazione Obbligatoria Lavoro Domestico per la prima assunzione, il che nel mio caso (abito a Roma) non è stato semplice. Non so nemmeno come, dopo sforzi estenuanti, sono riuscita a trovare il numero di telefono del Centro specifico; ho chiamato per chiedere conferma e, incredibile dictu, mi ha risposto un signore in carne e ossa e la conferma l’ho avuta. A parte il fatto che io volevo mandare la Comunicazione via fax (è previsto) e lui mi ha detto che il fax “non sempre funziona” quindi era meglio spedirla per posta. Ha parlato di posta normale, ma io ho pensato che se questi signori si perdono i fax, non vedo perché non debbano perdersi anche le lettere, e allora ho fatto una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Poi mi è arrivata una meravigliosa lettera dall’INPS con i bollettini postali per il pagamento dei contributi trimestrali e le istruzioni per compilarli. Ma io delle istruzioni non ho bisogno, perché (ha ha) WEBCOLF.com li compila per me. Si possono ricopiare i dati a mano da un facsimile che appare sullo schermo, o addirittura stampare direttamente i bollettini dal sito, se si possiedono una stampante e la carta apposita (il formato A4 non va bene perché i bollettini sono più lunghi).

E per versare i contributi evitando file all’ufficio postale, o si trova uno dei pochi tabaccai che hanno il servizio, oppure si può pagarli sul sito dell’INPS qui: bisogna inserire il proprio codice fiscale e quello del rapporto di lavoro, che si trova sui bollettini, e poi si paga con la carta di credito. Però bisogna prima essersi registrati sul sito delle Poste, il che è pure abbastanza complesso; ti mandano addirittura un telegramma a casa con il codice. Viva l’Italia degli Azzeccagarbugli!

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