venerdì 14 agosto 2009

Ecco l’intervista per Fahrenheit: “La strana giornata di Alexandre Dumas” libro del giorno


L’efficientissima redazione di Fahrenheit ha messo online a tempo di record l’intervista che mi ha fatto Felice Cimatti a proposito del mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas. La trovate sulla pagina del programma di Radio 3, scaricandola sul vostro computer; oppure potete ascoltarla comodamente dal player qui sotto. (O ancora, su questa pagina del mio sito, accanto ad altre interviste radio e brani musicali da ascoltare).



Nel corso del programma sono arrivati diversi messaggi ai quali non è stato possibile rispondere per ragioni di tempo. Rosa Polacco mi ha gentilmente inoltrato un paio di email che pongono questioni interessanti: nel ringraziare chi le ha inviate, ho pensato di rispondere qui.

Siamo figli di chi ci genera o di chi ci alleva? 

Questo è l’interrogativo alla base de La strana giornata di Alexandre Dumas. Felice Cimatti mi ha chiesto che cosa ne penso, e ho risposto che siamo figli di chi ci alleva – nel senso che i caratteri ereditari non hanno un’importanza esclusiva, né decisiva, nella formazione della personalità. Ecco il commento di Norma. La scrittrice ha detto che secondo Lei si è figli di chi ci ha allevato. Questo vale anche per i figli sottratti dalla dittatura argentina? I figli dei desaparecidos, dopo 30 anni cercano ancora la loro vera identità. Sbagliano? Grazie Norma Certo che non sbagliano! Non oso pensare a che cosa possa significare scoprire all’improvviso non solo di non essere figli di chi ci ha allevati, ma che i genitori adottivi sono stati quanto meno conniventi nella “sparizione” di quelli naturali. Ognuno di noi, in queste condizioni, vorrebbe ad ogni costo scoprire la verità. Anche la protagonista del mio romanzo, che pure non vive una situazione così drammatica, smuove mari e monti per scoprirla.

La misteriosa età di una donna

Questa ascoltatrice, invece, ha dato un’occhiata alla mia biografia sul mio sito ufficiale e ha notato che manca l’anno di nascita… Ma perchè queste grandi donne non hanno mai il coraggio di dire la loro età. Scrive di essere nata, e lo sappiamo, ma non quando – è un limite del femminile!!! Kika Non so se sia un limite esclusivo del femminile; conosco uomini che nascondono la propria età, così come conosco donne che dichiarano qualche anno di meno. Io comunque sembro una decina d’anni più giovane (questo forse è un fatto puramente genetico, vale per tutti i miei famigliari) quindi non ti dirò mai, mai, mai, scordatelo, che ho 43 anni.

Infine…

Vi segnalo che ieri è stata pubblicata un’introduzione al romanzo, corredata di intervista, sul blog collettivo La poesia e lo spirito. L’introduzione è di Massimo Maugeri e l’intervista di Salvo Zappulla.

>> Leggi l’articolo su La poesia e lo spirito

3 commenti:

  1. Bello l’accenno ai figli dei desaparecidos. Nel romanzo c'è il tema ricorrente del rapporto tra innato ed acquisito nella personalità di ciascuno di noi, del quale l'autrice parla anche in alcune interviste. E’ chiaro che lei è dalla parte dell’acquisito. Io personalmente sono meno schierato, più agnostico, direi. Quale materialista, credo che anche la personalità sia un’espressione del nostro corpo, delle connessioni dei nostri neuroni, dell’elettrochimica del nostro cervello: e il nostro corpo è prevalentemente plasmato dalla genetica. Un punto di partenza per una ricerca sul campo potrebbe essere, ad averne voglia, qui.

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  2. A più riprese compare inoltre, nel romanzo, il tema del rapporto tra la realtà e la nostra percezione. Sembra che Maria Stella (la protagonista) sposi certe tesi filosofiche estreme, le quali teorizzano che una realtà oggettiva e indipendente dalla nostra percezione non esiste. Si potrebbe poi ipotizzare che anche l’autrice simpatizzi per codesti folli estremismi. Quale ammiratore del metodo scientifico galileiano, io non posso che dissentire. La ripetibilità in tempi e luoghi diversi, e con diversi sperimentatori, dei risultati di un esperimento è il principio fondamentale di tale metodo scientifico, e poggia sulla fiducia nell’esistenza di una realtà indipendente dalla nostra osservazione. Ma è anche vero che la fisica delle particelle elementari viene a mettersi di traverso con stranezze quali il principio di indeterminazione, le funzioni d’onda probabilistiche, il paradosso onda/corpuscolo, … In ogni caso, nel romanzo, l'immagine (a pag. 331) circa le camere ottiche ciascuna delle quali coglie aspetti diversi (di una stessa realtà soggiacente?) e che non possono occupare lo stesso punto di vista è molto efficace: complimenti!

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  3. Anche se con un po' di ritardo, ringrazio molto Leonardo per le interessanti osservazioni!

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