lunedì 12 ottobre 2009

Alexandre Dumas padre, il grande sceneggiatore di cinema e tivù. Altro che romanziere

Il video qui sotto si riferisce alla presentazione del mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas che si è svolta a Pavia nel corso dell’estate. E’ un breve estratto nel quale le presenti (la romanziera Silvana La Spina, la giornalista Marie-Noëlle Terrisse, la direttrice editoriale di Piemme Mariagiulia Castagnone, e io stessa) parlano di Dumas padre, notando come sia generalmente considerato uno scrittore di second’ordine e chiedendosi perché.



Ne abbiamo discusso su questo blog parecchio tempo fa: il valore letterario e il valore narrativo di un’opera sono cose ben distinte. Riporto una citazione da Umberto Eco:

Il conte di Montecristo è senz’altro uno dei romanzi più appassionanti che siano mai stati scritti e d’altra parte è uno dei romanzi più ‘mal scritti’ di tutti i tempi e di tutte le letterature. […] Pieno di zeppe, spudorato nel ripetere lo stesso aggettivo a distanza di una riga, incontinente nell’accumulare questi stessi aggettivi, capace di aprire una divagazione sentenziosa senza più riuscire a chiuderla perché la sintassi non tiene. […] Lo stile narrativo non ha nulla a che vedere con lo stile poetico, o epistolare. […] Il Montecristo ci dice che, se narrare è un’arte, le regole di quest’arte sono diverse da quelle di altri generi letterari. E che forse si può narrare, e far grande narrativa, senza fare necessariamente quello che la sensibilità moderna chiama opera d’arte.
[Umberto Eco, prefazione a Il conte di Montecristo, BUR].

In questo quadro, Dumas padre può essere paragonato a uno sceneggiatore dei nostri giorni. Non a caso ottenne successo prima come autore di testi destinati alla rappresentazione in teatro e si dedicò ai romanzi solo in seguito. Doveva possedere un poderoso istinto per l’andamento di una storia ed essere meno interessato allo stile.

La sceneggiatura, per definizione, non ha un valore letterario. Non è affatto un’opera letteraria, ma assomiglia piuttosto a un progetto; acquista una ragion d’essere nel momento in cui viene trasformata in un film. E un film deve prima di tutto riuscire a inchiodare gli spettatori alle poltrone, avvincendoli con una storia potente; così come una serie televisiva a puntate deve riuscire a fidelizzarli (cioè indurli a seguire le puntate successive).

Dumas era un asso proprio nella narrativa popolare a puntate, poiché i suoi romanzi venivano pubblicati a puntate sulle riviste, e anche il suo metodo di lavoro può ricordare quello di uno sceneggiatore odierno.

La scrittura televisiva, nella maggior parte dei casi, è collegiale: si lavora in gruppo, discutendo insieme le possibili soluzioni, ma sempre nel rispetto dei ruoli, che sono gerarchicamente stabiliti con precisione. La scelta definitiva è presa dal capo e gli altri si adeguano anche se non sono tanto d’accordo. Una volta, presso l’associazione di autori cinematografici e televisivi Sact, sentii conferire la sceneggiatrice Laura Toscano, purtroppo scomparsa alcuni mesi fa. Lei scrisse molti copioni in coppia con il marito, Franco Marotta, e a una domanda su quale fosse il loro metodo di lavoro rispose che c’era sempre un “padrone della storia”. Uno dei due, probabilmente quello che aveva avuto l’idea iniziale, aveva l’ultima parola su tutte le scelte.

Dumas aveva diversi collaboratori e non tentava di nasconderne l’esistenza. Non erano dei “negri”, come si dice ancor oggi in modo orrendo. Lavoravano alla luce del sole ed erano adeguatamente pagati. Facevano per lui le ricerche storiche, stendevano il piano dell’opera secondo le sue istruzioni e buttavano giù le prime stesure, che lui poi rivedeva e riscriveva. Perché era lui il “padrone della storia”.

Se Dumas fosse vivo al giorno d’oggi, e vivesse in Italia, e soprattutto fosse libero di operare nel nome della creatività e del buon gusto, può darsi che qualche opera di valore in più riuscirebbe a vedere la luce sui nostri schermi. Forse anche per questo, a ben guardare, ne ho fatto il protagonista maschile (molto amato) del mio romanzo.

2 commenti:

  1. Ma ... che cosa è successo??? solo ieri ho visitato il blog e aveva il solito, vecchio e caro aspetto, e adesso è completamente diverso!!! Complimenti, comunque: è BELLISSIMO. Il disegno in apertura è veramente grazioso. E mi sembra che sia anche più facile navigare tra i post. Brava!

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  2. Mi hai preceduta... sto per pubblicare un post che parla proprio di questo! Sono felice che ti piaccia il nuovo modello. Ciao!

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