“Roma per le strade, Vol. 2” di autori vari, Azimut Libri. Il ricavato in beneficenza

Devo confessare che questa copertina mi crea qualche perplessità. Prima però occupiamoci del contenuto, che è meritevole sotto diversi aspetti. Il libro è una raccolta di racconti scritti da autori e autrici di grande rilievo, come Dacia Maraini, e da molti altri e altre, tra le quali io stessa; l’elenco completo si trova a fondo post. Il tema che unisce gli scritti è la città di Roma. E’ il secondo volume sulla capitale (qui il primo) nell’ambito del progetto editoriale Città per le strade. E’ curato da Massimo Maugeri, ideatore e autore dell’eccellente e frequentatissimo blog letterario Letteratitudine.

I proventi della vendita andranno tutti in beneficenza, a finanziare il reparto pediatrico del Policlinico “Umberto I” di Roma. Il libro si potrà presto acquistare online presso il sito dell’editore, Azimut Libri, insieme a molti altri a scopo benefico. Ecco la presentazione curata dalla redazione:

Trenta autori, dai più grandi nomi della letteratura italiana contemporanea ai giovani esordienti, insieme per un progetto benefico

Può sembrare ambiziosa la sfida di presentare in un’unica raccolta trenta scrittori da Roma e dintorni – oppure nati altrove e trasferitisi nella Capitale – eppure la ricchezza di questo volume risiede proprio nel crogiuolo dei molteplici punti di vista di cui è composto. Non una sola generazione di autori ma almeno tre, a confrontarsi tra di loro e con i mille volti di una città che ha alle spalle la gloria di un Passato mai dimenticato e cerca di aprirsi la via del Futuro, attraverso le contraddizioni del Presente.

I luoghi di Roma vanno a comporre la cartografia di una città troppo vasta e troppo ricca di energie contrastanti per essere abbracciata interamente da un unico sguardo. Per il lettore, sarà il modo di attraversare luoghi familiari, o sconosciuti, con l’introspezione della scrittura; per il viaggiatore sarà uno spunto per nuovi itinerari, non turistici.

Ora veniamo alla copertina del libro. Premetto che vista dal vivo, stampata sul cartoncino, fa un effetto diverso e premetto che tutte le copertine di questa interessante casa editrice sono efficaci, originali e belle. Premetto infine che l’immagine in questione può soprattutto fornire l’occasione di parlare, più ampiamente, dell’uso del corpo delle donne che si fa nei media.

Quando l’ho vista per la prima volta, su Facebook, mi sono chiesta che cosa si fosse voluto comunicare attraverso quei grossi seni anonimi. Forse che Roma è una mamma prosperosa e generosa? Oppure che Roma è una puttana, come cantava Luca Barbarossa anni fa? O ancora si è voluto omaggiare Fellini? Ho provato a immaginare la stessa immagine in versione maschile. Su quale libro comparirebbe un torace tornito di maschio, con gli addominali a tartaruga? O un muscoloso sedere maschile? Forse su un romance, più o meno erotico. Non su una raccolta di racconti che come fil rouge ha i luoghi di una città.

Si è parlato a lungo di questo problema, normalmente affermando che l’uso del corpo femminile nei media è scorretto quando non c’è relazione tematica tra l’argomento trattato e il corpo stesso. Se, cioè, parliamo di automobili, che c’entra un sedere a mandolino? Se invece il tema è la liposuzione, il sedere ci può stare e nessuno dovrebbe avere nulla da ridire. D’altra parte, nel caso specifico la relazione tematica (Roma = madre) passa evidentemente attraverso una metafora assai soggettiva.

Mi è stato fatto notare che la copertina è stata realizzata da una donna – e che quindi non potrebbe esprimere nulla che non sia a favore delle donne stesse. L’argomento non mi sembra rilevante. Estremizzando, una madre che pratica l’infibulazione sulla propria figlia bambina potrebbe sostenere qualcosa di non dissimile.

Donne non si nasce, si diventa – diceva Simone de Beauvoir. Poi il femminismo ha preso strade diverse e passibili di semplificazioni, per cui si è tornati a postulare, nel parlare comune, una differenza innata e “naturale” tra uomini e donne, che di fatto giustifica molte discriminazioni (a cominciare da quelle verbali) e che è tra le cause, e gli effetti, dell’attuale marcato regresso.

Per concludere, in anteprima per i lettori di non solo Mozart, inserirò l’inizio del mio scritto – un monologo teatrale. E’ ispirato a “Il vaso cinese” di Alberto Moravia, da Nuovi racconti romani, ed è prevalentemente in romanesco.

L’arco di via Giulia
di Rita Charbonnier

Guardate che io al padrone j’ho sempre voluto bene. Capito? E mo’ nun me piace pe’ gnente come me state a guarda’.
Gli volevo bene e gli voglio bene ancora. Lui non m’ha trattata mai come una serva. Avevo dodici anni quando so’ andata a lavora’ da lui, e adesso ce n’ho ventotto. Fate li conti un po’ voi, che sapete tante cose e de me pensate de sape’ già tutto.
Nessuno al mio padrone lo conosce come lo conosco io. E’ un signore vero, mica come la gente che s’incontra in questi posti. E’ alto ‘na settimana, e io che so’ piccoletta lo guardo di sotto in su pure quando sta seduto. Parla bene, lui, e ci ha la testa grande e li capelli tutti bianchi, lisci lisci, sempre a posto, perché dentro casa mette la retina, di quelle tirate co’ l’elastico qua dietro, non so se ce l’avete presenti. Di retine ce n’ha tre, anzi quattro, adesso che ce penso, perché l’altra settimana me n’ha fatta compra’ una marrone, che però a lavarla ha stinto sul pigiama; infatti la retina che se mette di giorno io la sera gliela lavo, così ce l’ha sempre pulita sulla testa; ma lui però non s’è arrabbiato, perché con me lui non s’arrabbia mai...
Scusi, sor commissa’, ma che vor di’ che devo andare al punto? Volete sentire la mia versione dei fatti, è così che ha detto quello co’ la giacca nera che sputacchia, no? E allora state a senti’, per cortesia.
Io al padrone gli voglio bene e in tutti questi anni ogni giorno ho ringraziato il Cielo co’ la faccia per terra de lavora’ per lui. E ho sempre lavorato come una che sa lavora’. Capito? A casa non si trova un granello di polvere manco a cercarlo col lanternino, e quando vengono ospiti gli casca il mento a terra per la meraviglia, e in salotto la vetrina coi vasi brilla come un diamante. I vasi, mannaggia a me e a quello stronzo der bottigliaro...
Mi scusi.
No, le parolacce non le dico più.
Ho sempre fatto tutto io, mette a posto, cucina’, compra’ la pasta e i pomodori della salsa, insomma, non ci stanno altri servi, non so se a ‘sto punto avete inteso. Tutte le mattine il padrone si sveglia presto presto, si lava, fa colazione, si mette i vestiti che io gli ho preparato sull’omino, prende il bastone col pomello d’argento che gli lucido una sera sì e una no, e poi lo vedo che s’allontana piano piano per la strada e sparisce verso l’arco, quello coll’edera che sta a metà della via, ce l’avete presente, no? Così apro tutte le finestre di casa, alzo il letto e vado a fare la spesa a Campo de’ Fiori.
Guardi che questo c’entra, eccome. E’ a Campo de’ Fiori che ho incontrato il bottigliaro...
Scusate...
Non lo so manco io perché me sta a veni’ da piagne...
Solo ‘n attimo...
Ecco. Stavo a di’. A un certo punto mi sono accorta che quello m’aspettava tutte le mattine, e allora un po’ di sguincio l’ho guardato. Non era brutto, però era sporco e secondo me puzzava pure, co’ la barba e li capelli lunghi, vestito de stracci. Io bella linda, invece, co’ la crocchia, il grembiulino stirato e in casa mettevo pure la crestina, e quello arruffato e zozzo, che insomma un pochetto mi faceva pure schifo.
(continua... sul libro!)

Azimut Libri, Roma per le strade, Vol. 2. Racconti di Dora Albanese, Adelia Battista, Gaja Cenciarelli, Rita Charbonnier, Francesco Costa, Laura Costantini & Loredana Falcone, Mario Desiati, Andrea Di Consoli, Pasquale Esposito, Massimiliano Felli, Gianfranco Franchi, Andrea Frediani, Luca Gabriele, Enrico Gregori, Luigi La Rosa, Silvia Leonardi, Lia Levi, Dacia Maraini, Piera Mattei, Massimo Maugeri, Italo Moscati, Stefania Nardini, Antonio Pascale, Sandra Petrignani, Rosella Postorino, Tea Ranno, Carlo Sirotti, Cinzia Tani, Filippo Tuena. A cura di Massimo Maugeri.


“Roma per le strade, Vol. 2” si può ordinare su:
* Bol.it
* laFeltrinelli.it
* Deastore.com.

Immagini: The Bikini Open e IK's World Trip.

Etichette: