mercoledì 23 dicembre 2009

Ipazia, la papessa valdese e
“In nome del popolo sovrano”

Avevo intenzione di scrivere un post più che smitizzante per questo Natale. Volevo cominciare dal film Agorà del geniale regista-sceneggiatore-compositore Alejandro Amenábar sulla figura di Ipazia di Alessandria (IV secolo D.C.), matematica, filosofa e astronoma pagana che fu barbaramente uccisa da un gruppo di monaci cristiani. (Da questa pagina si può scaricare una puntata de La Storia in giallo, Radio 3, che ripercorre la vicenda; vedi anche questo articolo di Piergiorgio Odifreddi). Ebbene, sembra che il film non riesca ad uscire in Italia, chissà perché.

Volevo poi tornare a una questione della quale tempo fa si è discusso su Facebook. Ero venuta a conoscenza di uno strano scivolone commesso da L’Unità: la nuova presidente delle chiese luterane tedesche (Margot Kaessman) era stata definita in un articolo “papessa”, e poi “valdese”. La doppia inesattezza, sottolineata sul sito della Chiesa Evangelica Valdese, è stata così commentata sulla mia pagina Facebook da una persona che ben conosco e che parla con cognizione di causa:

E’ un continuo... se ci fate caso, fin dal pontificato precedente, c’è stata una crescente volontà di confondere sempre di più la popolazione. La storia ci insegna che la confusione va sempre a vantaggio di chi ha la voce più grossa. Leggiamo e sentiamo ai telegiornali continuamente frasi ambigue con “cristiani” e “chiesa” che esplicitamente portano le menti deboli a pensare che in Italia c’è una sola religione, quasi si diffondesse ancora il pensiero fascista della religione di stato. Non mi stupisce che, in questo lavaggio del cervello generale, anche testate giornalistiche importanti manifestino un po’ di ignoranza. Quello che stupisce è che il loro lavoro dovrebbe essere proprio quello di informare. Spesso viene da pensare che tutto questo sia voluto. Ma la vita insegna anche che si cerca di far tacere la voce di cui si ha più paura.

Volevo infine far notare una curiosa carenza nelle catene produttive e distributive di DVD: il film di Luigi Magni In nome del popolo sovrano. E’ uno dei lavori che il grande regista e sceneggiatore ha ambientato nella Roma ottocentesca; gli altri della serie (In nome del Papa Re, Arrivano i bersaglieri, Nell’anno del Signore) si trovano facilmente anche in rete, questo invece non è commercializzato affatto. Eppure tra i protagonisti ci sono Nino Manfredi e Alberto Sordi. Il film racconta l’esperienza della Repubblica Romana del 1849: che cominciò con un’insurrezione contro il potere temporale del Papa, Pio IX, il quale fu costretto a fuggire...

Volevo parlare di tutto questo. Poi però sono stata invitata, a sorpresa, a leggere una poesia natalizia di Juan Ramón Jiménez (1881-1958, Premio Nobel per la Letteratura) per un programma in onda sulla Radio Svizzera. E mi è venuto in mente di giustapporre a quei versi le immagini augurali più belle che mi sono state inviate, realizzando così un piccolo video in omaggio alla poesia e al calore umano. E ho ricevuto, letto e ascoltato pensieri nostalgici e affettuosi, sul rimpianto di non poter trascorrere il Natale con chi non c’è più. “Per fortuna ci sono gli amici a medicarmi le ferite”, mi è stato scritto. E allora buon Natale e buone feste, laiche o religiose che siano, di qualunque religione esse siano, di tutto cuore, a tutti.

Ecco a voi il video.




Ed eccone un altro: è stato realizzato da Paul Barton, poliedrico artista che vive in Thailandia, sposato con Khwan Plygeaw, scultrice. E’ l’aria Oh Thou That Tellest Good Tidings To Zion dall’oratorio Messiah di Georg Friedrich Händel. Canta Tak, accompagnata da Paul al pianoforte. Così si legge nella pagina del video su YouTube:

Dedicated to our friend Rita in Italy, wishing her a happy Christmas from Khwan, Tak and myself. I met Tak at Bangkok’s School for the Blind in 2000. She’s staying with us over the Christmas holidays and having fun running through lots of songs.



Ancora buone vacanze. Il prossimo post sarà pubblicato su questo blog a gennaio.

Immagine di apertura: ritratto di Ipazia, da Wikimedia Commons.

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