Ho fatto una ricerca su Internet per tentare di capire come si fa ad assumere regolarmente una colf, anche per poche ore a settimana. Trovare spiegazioni chiare e semplici è un’impresa quasi impossibile. Si incontrano soprattutto giustificate lamentele: il sistema è terribilmente complesso e sembra quasi scoraggiare chi desidera comportarsi in modo onesto. Peraltro (aggiornamento del 2011) questo è tra i post più visitati, se non il più visitato in assoluto, del mio blog, che in teoria sarebbe il blog culturale di una romanziera: il che la dice lunga sulla qualità delle informazioni reperibili in rete tramite i canali ufficiali e dedicati.
Risorse online
Naturalmente esiste il sito dell’INPS, ma (è forse un mio problema) io lo trovo un tantino farraginoso e, neanche a dirlo, burocratico. Sono stata al telefono mezz’ora con una gentilissima amica di un mio amico che mi spiegava, con lo schermo davanti, il percorso da seguire per effettuare tutta la pratica, per concludere al termine della telefonata che non avevo capito niente. Nella homepage c’è anche un numero di telefono, quello del Contact Center (la lingua italiana non ci piace proprio, eh? Dobbiamo per forza tentare di fare i disinvolti utilizzando parole straniere, spesso a sproposito) ma inutile dire che è praticamente impossibile avere risposta.
sabato 28 marzo 2009
mercoledì 25 marzo 2009
Sito rinnovato!
Il sito www.ritacharbonnier.com è stato rinnovato nella grafica e nei contenuti, in vista della prossima pubblicazione del mio nuovo romanzo: La strana giornata di Alexandre Dumas (Edizioni Piemme).E’ possibile trovare risposte alle domande più frequenti e accedere ai link che a breve consentiranno di ordinare il libro online. Inoltre si può scaricare un corposo estratto (lo trovate anche qui). Infine, sulla pagina Press Room i giornalisti possono reperire materiale utile.
Nella sezione dedicata al mio primo romanzo La sorella di Mozart si trovano nuovi commenti dei lettori e anche la pagina della rassegna stampa è stata aggiornata.
Grazie a Roberta di Eclectika per lo splendido lavoro.
Foto di apertura: Blackangel.
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Internet
sabato 21 marzo 2009
“La strana giornata di Alexandre Dumas”, tra pochi giorni in libreria
Questo post riporta la presentazione dell'editore. Per maggiori informazioni sul romanzo potete spostarvi sui post che consentono di ascoltare l'intervista su Fahrenheit, guardare un video nel quale la scrittrice Silvana La Spina parla del libro (c'è anche la trascrizione del suo intervento), consultare una prima e una seconda parte della rassegna stampa. Inoltre, nella sezione Parola di blogger ci sono diverse interviste, presentazioni, recensioni.
Quella sarebbe stata una giornata come tutte le altre per Alexandre Dumas, se non fosse stato per una strana donna sulla settantina che gli aveva proposto di leggergli l’oroscopo per l’anno successivo, il 1844.
Dopo i primi convenevoli, infatti, lo scrittore capì che quella donna non aveva nessuna intenzione di parlargli di transiti astrali, ma che aveva una storia da raccontare, la propria. Per una volta sarebbe stato lui lo spettatore.
Tutto aveva avuto inizio a Modigliana, in Romagna, dove la madre della chiromante, Vincenza, l’aveva data alla luce e l’aveva chiamata Maria Stella. In breve, però, Vincenza si era accorta che l’accenno di chioma scarlatta e i piccoli occhi di cielo della neonata non potevano venire né da lei né da Lorenzo, suo marito, entrambi neri come la pece. Quella non era sua figlia.
Quella sarebbe stata una giornata come tutte le altre per Alexandre Dumas, se non fosse stato per una strana donna sulla settantina che gli aveva proposto di leggergli l’oroscopo per l’anno successivo, il 1844.
Dopo i primi convenevoli, infatti, lo scrittore capì che quella donna non aveva nessuna intenzione di parlargli di transiti astrali, ma che aveva una storia da raccontare, la propria. Per una volta sarebbe stato lui lo spettatore.
Tutto aveva avuto inizio a Modigliana, in Romagna, dove la madre della chiromante, Vincenza, l’aveva data alla luce e l’aveva chiamata Maria Stella. In breve, però, Vincenza si era accorta che l’accenno di chioma scarlatta e i piccoli occhi di cielo della neonata non potevano venire né da lei né da Lorenzo, suo marito, entrambi neri come la pece. Quella non era sua figlia.
Argomenti:
La strana giornata di Alexandre Dumas
lunedì 16 marzo 2009
Aperitivo letterario: il video
Chi conosceva già questo blog avrà notato come sia stato completamente ridisegnato (per la… quarta volta dalla sua apertura? Forse quinta). E’ stato possibile dare alla pagina un nuovo aspetto anche grazie ai preziosi consigli trovati qui, qui e qui. Fino a qualche tempo fa non c’erano quasi blog in italiano gestiti da persone esperte di programmazione, e in grado quindi di condurre per mano i meno esperti desiderosi di proiettarsi sulla Rete; erano tutti in inglese. Adesso ho notato con piacere che ce ne sono tanti.
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Internet,
Mie presentazioni
sabato 14 marzo 2009
“La sorella di Mozart”: nuove recensioni
Su ritacharbonnier.com sono appena state pubblicate due recensioni del mio primo romanzo, La sorella di Mozart, dalla stampa internazionale: statunitense per il Chicago Sun-Times e franco-canadese per Radio-Canada.Inoltre, è online la pagina pubblica di Rita Charbonnier per gli utenti Facebook. Se volete essere aggiornati riguardo alle presentazioni del nuovo romanzo, La strana giornata di Alexandre Dumas, potete aggregarvi. Il libro esce tra 3 settimane, il 7 aprile.
Buon fine settimana a tutti!
Foto: Robert Brook.
Argomenti:
La sorella di Mozart,
Mia rassegna stampa
mercoledì 11 marzo 2009
Alexandre Dumas padre e “Il gladiatore”
Ancora sul rapporto tra verità e finzione nel romanzo storico (del quale avevamo già discusso qui e soprattutto qui).
Nel fare ricerche per il mio romanzo di prossima uscita, La strana giornata di Alexandre Dumas, mi sono imbattuta in uno scrittore francese non molto conosciuto, anche se ha vinto il premio Goncourt nel 1928: Maurice Constantin-Weyer. Constantin era il suo cognome e Weyer quello della moglie; credo sia l’unico uomo al mondo ad aver aggiunto al proprio cognome quello della donna che ha sposato, e questo me lo rende simpatico. (Almeno un altro caso celebre, per la verità, c’è: quello di Frédéric Joliot-Curie, che sposò Irène Curie, figlia di Pierre Curie e Maria Skłodowska, cioè Madame Curie, e ottenne insieme a lei il Nobel per la chimica nel 1935).
Maurice Constantin-Weyer nacque nel 1881, morì nel 1964 e scrisse ben 54 libri, tra i quali il romanzo L’aventure vécue de Dumas père (Genève, Editions du Milieu du Monde, 1944). Nella prefazione, fa la seguente autodifesa:
Nel fare ricerche per il mio romanzo di prossima uscita, La strana giornata di Alexandre Dumas, mi sono imbattuta in uno scrittore francese non molto conosciuto, anche se ha vinto il premio Goncourt nel 1928: Maurice Constantin-Weyer. Constantin era il suo cognome e Weyer quello della moglie; credo sia l’unico uomo al mondo ad aver aggiunto al proprio cognome quello della donna che ha sposato, e questo me lo rende simpatico. (Almeno un altro caso celebre, per la verità, c’è: quello di Frédéric Joliot-Curie, che sposò Irène Curie, figlia di Pierre Curie e Maria Skłodowska, cioè Madame Curie, e ottenne insieme a lei il Nobel per la chimica nel 1935).Maurice Constantin-Weyer nacque nel 1881, morì nel 1964 e scrisse ben 54 libri, tra i quali il romanzo L’aventure vécue de Dumas père (Genève, Editions du Milieu du Monde, 1944). Nella prefazione, fa la seguente autodifesa:
domenica 8 marzo 2009
8 marzo: la bufala dell’incendio in fabbrica
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| Crabchick @ Flickr |
La caratteristica peculiare delle bufale è che sono persistenti e molti ci credono pervicacemente, in modo fideistico e aprioristico, poiché esse fanno leva in primo luogo (come tutte le storie) sulle emozioni. Io stessa ci credevo. Qualche anno fa ebbi una conversazione con un giornalista più anziano che si svolse grossomodo così.
La leggenda
“Che storia questa della festa della donna” dico io. “E’ diventata come San Valentino, e invece dovrebbe essere un momento di riflessione sull’uguaglianza tra gli esseri umani, senza distinzione di sesso. E poi è un anniversario terribile: la giornata è stata scelta per ricordare la morte di tante operaie in America, che lavoravano in condizioni orribili…”
“Per la verità” dice lui “l’8 marzo di tanti anni fa non c’è stato nessun incendio in nessuna fabbrica. E’ una pura leggenda.”
Io mi sentii un po’ scema e non potei non pensare che in errore era lui, e che parlava così perché era maschio e forse anche un po’ maschilista. E invece aveva ragione. Secondo la leggenda, dunque, alcuni giorni prima dell’8 marzo 1908, le operaie di un’industria tessile di New York che si chiamava “Cotton” (che vuol dire “cotone”: un nome inventato anche con poca fantasia) entrarono in sciopero per protestare contro le inumane condizioni di lavoro alle quali erano sottoposte. Lo sciopero proseguì per giorni finché, l’8 marzo, il proprietario della fabbrica, che si chiamava Johnson (anche qui, spreco di fantasia) chiuse le operaie all’interno bloccando tutte le uscite. Lo stabilimento fu devastato da un incendio e le operaie prigioniere fecero una fine terrificante. Secondo una versione della storia che rasenta il ridicolo e risuona di antiche cacce alle streghe, sarebbe stato lo stesso Johnson ad appiccare il fuoco.
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