martedì 26 maggio 2009

Il corpo delle donne

Il documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi si occupa dell’immagine della donna nella televisione italiana e sta facendo discutere non poco. Fino a ieri era visualizzabile solo sul blog dell’autrice. A causa dell’enorme traffico, che ha creato qualche difficoltà tecnica, oggi è stato caricato anche su Vimeo; quindi è facilmente condivisibile su qualunque blog. Nelle prime 8 ore è stato già visto 2.500 volte. Da guardare e diffondere il più possibile.

Aggiornamento del 27 maggio ’09. Il documentario è stato cancellato da Vimeo. E’ sempre possibile vederlo integralmente a questo indirizzo. Dura 25 minuti ed è assolutamente consigliabile vederlo per intero.

sabato 23 maggio 2009

Diego Grazioli intervista Rita Charbonnier



Ecco il video dell'intervista andata in onda su Rai 2 nella notte tra il 13 e il 14 maggio, all'interno del programma La voce dei cittadini. Il giornalista Diego Grazioli mi fa alcune intriganti domande a proposito de La strana giornata di Alexandre Dumas.

(Utenti Vimeo: avete problemi anche voi? I video vanno a scatti, l'audio è scollato dalle immagini... caro vecchio YouTube).

lunedì 18 maggio 2009

A proposito del romanzo storico. Prima di tutto, che cos'è?


Romanzo storico” è una definizione ampia, nella quale rientrano scritti con caratteristiche molto diverse. Secondo la Historical Novel Society, che raccoglie autori e amanti del genere in tutto il mondo, un romanzo per essere definito storico deve essere stato scritto un minimo di 50 anni dopo gli eventi narrati, oppure deve essere stato scritto da qualcuno che all’epoca dei fatti non era ancora nato. Tutto qui.

I romanzi storici hanno sempre suscitato un grande interesse nel mondo anglosassone e negli ultimi anni sembrano conoscere una nuova fioritura anche in Italia. Sabato scorso a Torino, durante la Fiera del Libro (che si conclude oggi) ne ho parlato in quasi-diretta Internet su Booksweb.tv con Cinzia Tani (ultimo romanzo pubblicato: Lo stupore del mondo, Mondadori) e Leda Melluso (La ragazza dal volto d’ambra, Piemme). Naturalmente ho parlato anche del mio romanzo fresco di stampa, La strana giornata di Alexandre Dumas.

L’intervista è stata condotta da Elisabetta Bucciarelli, che è a sua volta una scrittrice (ultimo libro pubblicato: Io ti perdono, Kowalski). Qui, se preferite, potete vedere il contributo direttamente su Booksweb.tv.

martedì 12 maggio 2009

Alla Fiera del Libro di Torino, in abiti ottocenteschi

Domenica 17 maggio incontrerò lettori e curiosi all'interno della Fiera Internazionale del Libro di Torino. In omaggio al mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas, indosserò un abito ottocentesco (fornito da Devalle, Costumi per lo spettacolo) e parlerò come una dama d'altri tempi. Sì, avete letto bene: sarà una presentazione diversa dal solito. L'appuntamento è per le ore 11 presso lo stand di Edizioni Piemme che si trova nel Padiglione 2 ed è il numero J 73.

Inoltre, giovedì 14 maggio alle 19 presenterò insieme a Massimo Maugeri il bel romanzo Il trionfo dell'asino di Andrea Ballarini, Del Vecchio Editore. Quest'opera, a metà tra il romanzo picaresco e il giallo storico, inaugura la collana di autori italiani della giovane casa editrice. Qui trovate le indicazioni per raggiungerci.

Se invece preferite restare a casa, la mattina di venerdì 15 ascoltate lo splendido programma Melog 2.0 di Gianluca Nicoletti, dalle 10 alle 11 su Radio 24: ci sarò anch'io.

Immagine da abitiantichi.it.

sabato 9 maggio 2009

Pietro Garinei e la commedia musicale italiana

Oggi, 9 maggio 2009, ricorre il terzo anniversario della scomparsa di Pietro Garinei: il padre, insieme a Sandro Giovannini, della commedia musicale italiana. Di seguito un’intervista che gli feci per la rivista di teatro e spettacolo dal vivo Hystrio, che si conclude con una sorta di testamento artistico.

HYSTRIO - Nella storia del teatro musicale italiano il 1952 è un anno importante: Garinei & Giovannini danno alle scene Attanasio cavallo vanesio, spettacolo che segna il passaggio dalla rivista alla commedia musicale. Cioè, da una forma di spettacolo costituita da numeri musicali e sketches slegati tra di loro al racconto di una vera e propria trama, in parole e musica. E’ d’accordo?
GARINEI - Sì, quello fu il primo passo che compimmo verso il genere nuovo; noi venivamo dalla rivista, prima satirica, e poi dal grande spettacolo di Wanda Osiris. In Attanasio cavallo vanesio, per la verità, c’erano anche balletti e canzoni che non aiutavano la storia ad andare avanti e che quindi avevano ancora un sapore di rivista: abbiamo avuto paura di svezzare di colpo il pubblico dalla rivista, abbiamo cercato di farlo pian piano, non essendo del tutto certi che l’esperimento avrebbe funzionato. E comunque non chiamammo “commedia musicale” quel nostro lavoro, ma “favola musicale”, perché aveva proprio il carattere della favola e perché credevamo che adoperare la parola “commedia”, per il grande rispetto che nutrivamo verso questo termine, fosse eccessivo.

H. - Il declino della rivista e il successo della commedia musicale, dagli anni ’50 in poi, rispecchiano le condizioni sociali del nostro paese: la guerra e la ricostruzione avevano creato nel pubblico un desiderio di evasione; in seguito, la crescita economica e l’espansione della classe media crearono un bisogno di maggior realismo. Non crede?
G. - Se questo si riferisce ai nostri spettacoli non posso essere del tutto d’accordo, perché Attanasio Cavallo vanesio è una vicenda ambientata in America con dei gangsters, Alvaro piuttosto corsaro è la storia di un pirata, Tobia, candida spia narra di un venditore di palloncini a Vienna che si ritrova coinvolto in un intreccio di spionaggio... non credo che la classe media italiana potesse riconoscersi in quelle vicende.

H. - Poi però siete arrivati a risultati come Buonanotte Bettina, che racconta una storia di persone comuni.
G. - Sì, ma tra le prime commedie e quest’ultima passarono alcuni anni. Comunque è vero che spesso abbiamo cercato spunti nella realtà. Carlo non farlo si ispirava al matrimonio di Ranieri di Monaco ed Enrico 61 raccontava la vita di un centenario nato nel 1860, data dell’Unità d’Italia, e narrava così la nostra storia. Anche La padrona del raggio di luna si ispirava a una storia vera: il presidente dell’associazione di calcio Palermo aveva acquistato il giocatore argentino Martegani. Non lo aveva acquistato in quanto presidente della società, lo aveva acquistato in proprio; e quando morì, nel testamento lasciò il giocatore in eredità alla moglie, che era Olga Villi. E noi da questa vicenda abbiamo tratto una commedia.

H. - Quali sono le differenze fondamentali tra la commedia musicale italiana e il musical americano?
G. - La commedia musicale italiana ha sempre fatto un maggior affidamento sull’elemento comico, il protagonista è sempre stato un comico e le storie sono sempre partite da uno spunto che cercava di essere comico. Il musical invece batte strade universali: la strada del dramma, della grande emozione, del grande amore, si affida più al canto e il canto si espande meglio quando racconta un’emozione, mentre con il canto è più difficile esprimersi comicamente.

H. - La commedia musicale, in Italia, è sostenuta dalla politica teatrale?
G. - Devo dire che non c’è quella considerazione che sarebbe necessaria per permettere alla commedia musicale di essere più rappresentata, per invogliare i produttori a metterne in scena di più. La commedia musicale non è considerata uno spettacolo di primo livello. Anzi, è proprio lo spettacolo di intrattenimento, “leggero”, che è ritenuto di secondaria importanza. Mentre il teatro leggero non è leggero per niente, né per chi lo scrive, né per chi lo produce, ed è pesantissimo per chi lo interpreta.

H. - Groucho Marx racconta in una delle sue lettere che quando si cimentò in un ruolo drammatico amici, parenti e critici ebbero una reazione unanime: ‘finalmente dimostri di essere un attore vero!’ E commenta che se avesse saputo prima che la recitazione drammatica, che è più facile, gli avrebbe portato tale consenso, avrebbe fatto subito l’attore serio.
G. – Queste sono le cose che dico sempre agli attori. Tutti i grandi comici sono riusciti molto bene nel drammatico: Totò, Renato Rascel, Aldo Fabrizi… non ce n’è uno che sia fallito. Quello di cui non sono sempre sicuro, invece, è che gli attori drammatici sappiano fare anche il comico. Eppure diversi attori di grandi qualità comiche mi dicono di voler assolutamente interpretare personaggi seri. Io rispondo: signori, perché? Avete avuto dal Padreterno la gioia, la fortuna di far ridere la gente e ve ne vergognate? Sentite come escono dal teatro allegri? La ridoterapia, come la chiamo io, fa tanto bene: c’è bisogno di ridere, e voi volete farli piangere?

H. - Che futuro prevede per la commedia musicale italiana?
G. - Il pubblico c’è, un pubblico che manifesta sempre lo stesso piacere, sempre lo stesso desiderio di andare a vederla. Ci sono i registi, i musicisti, gli scenografi; e poi ci sono attori, cantanti e ballerini preparatissimi. La commedia musicale ha bisogno di interpreti specializzati, e per un certo periodo non è stato facile trovarne. Oggi invece ci sono tanti giovani che sono molto più bravi, e sono anche molti di più. Studiano, vanno all’estero, e mi fa tenerezza vedere con quanto amore si applicano... e quanto poco lavoro, in rapporto, si può offrire loro. Ma lei lo sa che in questo momento in Italia ci sono trentadue compagnie amatoriali che rappresentano Aggiungi un posto a tavola? Questo vuol dire che c’è sia il desiderio di esibirsi in questo tipo di spettacolo, sia quello di andare a vederlo. Dobbiamo aiutare tutto questo. Sostenete la commedia musicale, trattatela bene, vogliatele bene! Consideratela una forma di teatro importante. Lo dico con amore, perché Sandro Giovannini ed io abbiamo dedicato non dico la nostra vita, ma senz’altro la nostra attività a questo genere, e l’abbiamo fatto con grande passione. Ora, quando vengo a sapere che un’altra compagnia fa una commedia musicale, sono felice: è come vedere qualcuno che attacca il cappello su un attaccapanni che anche tu hai contribuito a costruire.

lunedì 4 maggio 2009

La prossima presentazione del nuovo romanzo: Roma!

Questo venerdì, 8 maggio, incontrerò i lettori e presenterò il mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas (Edizioni Piemme). Interverrà la scrittrice Cinzia Tani.

L’appuntamento è per le 18.00 presso il Mondadori Multicenter in Via di San Vincenzo 10, vicino alla Fontana di Trevi. Potete scaricare l’invito qui. Vi aspetto!

Foto: Duchamp.

venerdì 1 maggio 2009

"La strana giornata di Alexandre Dumas" a Modena - 20 aprile 2009

Sala ex oratorio
Palazzo dei Musei

Ma come facevamo quando non c’era Internet? Probabilmente la stessa cosa, in passato, qualcuno avrà pensato a proposito del telefono, dell’acqua corrente, o del servizio postale. Comunque, senza Internet, e i social network, la presentazione de La strana giornata di Alexandre Dumas a Modena difficilmente si sarebbe fatta. Ho conosciuto Francesco Zarzana (a destra nella foto, autore di questi libri) su Facebook, e su Facebook ci siamo scritti finché non è nata la sua proposta di organizzare un incontro con i lettori nella sua splendida città di adozione. Detto, fatto. Per così dire, poiché l’associazione culturale ProgettArte ha lavorato alacremente all’organizzazione dell’evento.