mercoledì 30 settembre 2009

Presentazione del mio romanzo su “Flannery, il forum letterario delle donne che scrivono”

Flannery è un blog letterario dedicato alle donne che scrivono, lanciato da pochi mesi e già molto frequentato. E' un'idea della scrittrice Maria Di Lorenzo, che ne cura la pubblicazione. Prende il nome da Flannery O'Connor (nella foto), scrittrice americana vissuta il secolo scorso (1925-1964), oggi autrice "di culto". In Italia al momento sono disponibili quattro sue opere:

* La schiena di Parker (BUR, 1998) - scritti e racconti
* Nel territorio del diavolo (Minimum Fax, 2003) - saggi sulla scrittura
* Il cielo è dei violenti (Einaudi, 2008) - romanzo
* Tutti i racconti (Bompiani, 2009).

La scorsa settimana sul blog dedicato alla O'Connor è stato pubblicata una bellissima presentazione del mio romanzo, che mi ha resa molto felice e della quale ecco a voi...

martedì 22 settembre 2009

Leggevamo 4 libri al bar: si parte!

Oggi in tutta Italia parte il festival letterario simpaticamente anarchico Leggevamo quattro libri al bar (come preannunciato qui).
Per controllare se c'è un appuntamento nella vostra città potete spulciare su questa pagina; se non è previsto nulla, siete ancora in tempo per organizzare la vostra serata nel vostro bar preferito: il festival dura fino al 30 settembre.

Vi ricordo che il festival è ideato e patrocinato dall'associazione Onlus Vivere con Lentezza, presieduta da Bruno Contigiani. Il titolo della manifestazione viene utilizzato grazie alla cortese disponibilità di Gino Paoli e il motto è: "Forse leggere non allungherà la vita, ma può aiutare a migliorarla!"

venerdì 18 settembre 2009

“Sul Romanzo” mi fa un’intervista esclusiva

Sul Romanzo è un blog, ovviamente letterario, gestito con passione da un misterioso individuo che si cela sotto lo pseudonimo di 'Radames'. A chi gliene chiede ragione, risponde: “So che viviamo in un’epoca in cui il protagonismo con nome e cognome è assai diffuso e se scrivessi articoli di indagine sarei tenuto a metterci la faccia, ma parlare di letteratura mi dona la libertà dell’anonimato”. Lo scopo del blog è “porre on line tematiche che potrebbero servire a chi si accinge a produrre un romanzo. Forse anche chi ha già creato romanzi potrebbe trovare argomenti utili e interessanti.”

Tra le altre cose, il blog ospita numerose interviste con scrittori. A tutti vengono poste le stesse 7 domande e può essere divertente andare a vedere le differenze tra le risposte – in qualche caso, come è naturale, molto marcate. Vi è appena stata pubblicata l’intervista con me. Grazie di cuore a Radames ed ecco a voi...

mercoledì 16 settembre 2009

Un post su “Isn’t it romantic?” - con una copia del mio romanzo estratta a sorte

Isn't it romantic? è un blog dedicato ai romanzi d'amore, gestito da un gruppo di appassionate del genere - che lo definiscono "un salottino per fare quattro chiacchiere in compagnia". Questa mattina è partita una blogging session dedicata ai miei libri. L'articolo preparato dalle autrici è molto ben fatto, completo, ricco di immagini e video; inizia con un'intervista esclusiva e si conclude con due estratti da La strana giornata di Alexandre Dumas. Amo molto anche il titolo scelto da queste bravissime blogger: "Rita Charbonnier: teatro e musica nel romanzo".

Abbiamo previsto un gioco a premi: tra tutti/e coloro che lasceranno un commento o faranno una domanda (alla quale, naturalmente, risponderò) estrarremo a sorte il fortunato vincitore di una copia del romanzo, con dedica. Avete un account? Scatenatevi. Non lo avete? Scatenatevi lo stesso ma non dimenticate di firmarvi, anche con uno pseudonimo, in modo che possiamo riconoscervi!

lunedì 14 settembre 2009

Per chi fa musica: MuseScore, software libero di composizione e notazione


Ricevo e pubblico con molto piacere questa email di Antonio M.:
Cara Rita, volevo segnalarti il programma di notazione musicale MuseScore che mi sembra decisamente interessante.

Punti di forza:
* gratuito (licenza GNU GPL)
* multipiattaforma (Linux, Mac e Windows)
* molti controlli per l’impaginazione (credo che sia la caratteristica più importante)
* import ed export in numerosi formati
* in rapido sviluppo
* forum piuttosto attivo.

Limiti:
* ancora un po’ immaturo (ma si difende bene)
* manca la notazione della tablatura
* manca la notazione “swing”
* non tutte le funzioni sono documentate nel manuale, ma di molte c’è traccia nel forum (in inglese).

Il link è www.musescore.org/it. Ovviamente è ancora inferiore a programmi “professionali” più blasonati (Finale, Sibelius) ma ha il pregio di con costare nulla e di fare tanto… può quindi essere molto interessante per l’utilizzo nelle scuole di musica, che notoriamente non navigano nell’oro. Io attualmente lo utilizzo per scrivere le parti delle canzoni che suono con gli amici e qualche volta trascrivere spartiti poco leggibili (fotocopiacce) o da integrare. Per la cronaca: ho contribuito alla traduzione in italiano dell’interfaccia, del manuale e del sito.

E’ uscita da poco una nuova versione stabile, la 0.9.5. Se vuoi puoi magari segnalarlo a qualche conoscente che si diletta a scrivere (o trascrivere) musica. Mi piacerebbe che si allargasse un po’ il numero degli utilizzatori di lingua italiana. Ciao, Antonio

venerdì 11 settembre 2009

Recensione del mio romanzo su “La vibrazione nera”

Talvolta un blogger scrive una vera e propria recensione giornalistica: originale, profonda, interessante da leggere. Di fronte alla quale qualche recensore professionista potrebbe fare tanto di cappello. Recensioni come ad esempio questa. O come quella che, più di recente, ha pubblicato Luca Filippi sul suo blog La vibrazione nera – il noir nella letteratura e nell’arte.

Luca nel profilo si descrive come un medico con un master in criminologia e la passione per la lettura e la scrittura. E' quindi a sua volta un autore di romanzi: ha pubblicato il “cortoromanzo noir storico” I diavoli della Zisa (Leone, 2009) e il racconto «Il marchio della strega» nell’antologia La superbia (Perrone, 2009). Di imminente pubblicazione L’arcano della Papessa. Intrigo alla corte dei Borgia (Leone): qui sopra, la copertina. Il libro uscirà a fine mese e comunque prima del Pisa Book Festival. Se fate clic su questo link potete anche vedere il book trailer e avere qualche anticipazione sulla storia, che si promette molto intrigante.

mercoledì 9 settembre 2009

Ancora a proposito del romanzo storico e della verità storica

Non so se avete avuto modo di dare un’occhiata a questo post, nel quale tra le altre cose rispondevo a un’opinione espressa sul Mozart Forum: il mio primo romanzo La sorella di Mozart risentirebbe di una scarsa accuratezza storica. L’ho pubblicato anche sul mio blog in lingua inglese e, di getto, Maria Cristina Savioli vi ha postato una interessante risposta che trovate, tradotta in italiano, più in basso.

Maria Cristina ha presentato a Bologna, lo scorso 8 luglio, il mio secondo romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas (nel quale Dumas padre intrattiene un colloquio con un’anziana signora intenzionata a fargli scrivere un feuilleton su di lei). E’ docente di lingua inglese all’università di Modena e Reggio Emilia e ha insegnato letteratura e critica letteraria alle Università di Leeds e di Huddersfield in Gran Bretagna. Con l’associazione culturale Pa.Gi.Ne. collabora all’organizzazione del festival letterario Gialloluna Neronotte, che quest’anno sarà dedicato a Edgar Allan Poe. Inoltre, lavora come traduttrice letteraria. E’ sua la traduzione del romanzo d’ambientazione storica Le ultime parole famose di Timothy Findley (Neri Pozza, 2003) e anche per questo ha approfondito con particolare attenzione la questione della veridicità.

Sull’argomento, anche in rete, potete trovare un po’ di tutto. Se ne continua a parlare su Letteratitudine e alcuni continuano a sostenere che l’autore di romanzi ambientati nel passato sia obbligato ad attenersi ai “fatti”. In questi giorni ho ripreso un interessante libro di Dara Marks, consulente per gli sceneggiatori di Hollywood: L’arco di trasformazione del personaggio (Audino Editore, 2007). Mi sembra che quanto Dara Marks affermi a pag. 24 si possa applicare a qualunque narrazione, non solo cinematografica:

Le storie, anche quelle basate su avvenimenti reali, non sono mai l’esperienza reale ma solo una rappresentazione di quell’esperienza. Non forniscono informazioni dirette sulla vita di ogni individuo; rispecchiano invece le informazioni sulla vita in generale. Ciò significa che i personaggi e le situazioni hanno una funzione simbolica.

E ancora, ecco quanto affermava lo scrittore canadese Maurice Constantin-Weyer nella prefazione al suo romanzo L’aventure vécue de Dumas père (Genève, Editions du Milieu du Monde, 1944):

Diversi eminenti critici hanno condannato la biografia romanzata – e qualunque biografia lo è così facilmente! – come un genere ‘falso’. Devo confessare che non so bene cosa sia un genere ‘falso’. […] Per chi ha vissuto due guerre e i loro comunicati, e passato un buon numero di anni nelle sale di redazione, il ‘documento’ perde ogni rispettabilità. Diventa persino sospetto. Un solo comunicato serve a due fini opposti. Una sola informazione si presta a venti verità diverse. […] E siamo sicuri, peraltro, che esista una verità assoluta? Più divento vecchio e meno mi sembra possibile.

Ecco il commento di Maria Cristina Savioli:

Le parole di Constantin-Weyer dicono tutto in nuce. Vale forse la pena ricordare che egli non è il solo ad esprimere tali opinioni in merito a concetti quali “verità” e “fatti”. Perfino gli storici sono dovuti scendere a patti con l’idea che non esiste una realtà oggettiva. Basti pensare all’ampia bibliografia prodotta nel campo del metaromanzo storiografico (vedi “historiographic metafiction”, Linda Hutcheon, 1988, 122-3).

Ma restiamo più vicini a casa. Non c’è bisogno di spingersi molto lontano se vogliamo pensare al romanzo storico. Fin dagli albori di questo genere letterario in Italia gli scrittori puntualizzarono come fosse opportuno che un autore affidasse alle figure storiche più importanti un ruolo secondario, così da ovviare alle costrizioni cui li legava la conoscenza storica che si aveva di questi personaggi. Con ciò detto, nulla impedì agli scrittori del tempo di ritrarre tali personaggi in particolari momenti della loro vita di cui nessuno storico era a conoscenza e di cui nulla fosse stato scritto. Nessuno mai in seguito ha gridato allo scandalo per la presunta mancanza di una qualche accuratezza storica o biografica nella monaca di Monza o nel Cardinale Federico Borromeo così come erano stati rappresentati da Manzoni. Conosciamo tanto intimamente queste figure da poter asserire con certezza se esse fecero o meno una determinata cosa in un determinato momento?

Mi pare sia poi superfluo dire alcunché riguardo la “accuratezza storica” dei drammi storici di Shakespeare, in quanto vi è abbondanza di produzione critica sull’argomento.

Nel 1967 il critico letterario francese Roland Barthes scrisse un saggio famoso intitolato La morte dell’Autore, nel quale mandò in frantumi le nozioni fino ad allora ampiamente accettate di “intenzione dell’autore” e di “oggettività”. E’ stupefacente come dopo tanti anni dalla prima pubblicazione di quel saggio rivoluzionario vi sia ancora qualcuno che pretenda di avvalersi di una qualche fedeltà a qualsivoglia “verità” finora stabilita dalla documentazione storica quale metro di misura per la valutazione di un romanzo. Quasi ogni giorno emergono documenti storici che mettono in discussione quanto fino a ieri era un semplice luogo comune. Pertanto non fa meraviglia che spesso gli autori, attraverso i loro romanzi, si avvicinino a quanto accadde in un particolare momento della Storia più di quanto qualsiasi documento storico abbia rivelato fino a quel momento. Basti pensare al complotto per uccidere Hitler. Lo scrittore canadese Timothy Findley nel 1981 aveva immaginato una tale congiura e l’aveva descritta nel suo romanzo Le ultime parole famose (Neri Pozza, 2003) molto tempo prima che tale congiura emergesse dalla documentazione storica poi rinvenuta. Si trattava di pura “fiction” (finzione)? Eppure oggi i film che dal grande schermo rinarrano la vicenda, in maniera più o meno romanzata, abbondano.

Come dice il termine stesso il “romanzo storico” è un romanzo, per quanto profondamente inserito in un contesto storico. Dunque perché non dare una definizione di “accuratezza storica”, se ci riusciamo?

Immagine di apertura: Sapphireblue.

lunedì 7 settembre 2009

Leggevamo quattro libri al bar, terza edizione

Il mondo culturale italiano è in fibrillazione: questo giovedì parte il Festivaletteratura di Mantova. Vorrei proporvi di partecipare a un festival piuttosto diverso, che si svolgerà contemporaneamente in tutta Italia e che, se volete, potete organizzare voi stessi: Leggevamo quattro libri al bar, dal 22 al 30 settembre.

E' ideato e patrocinato dall'associazione Onlus Vivere con Lentezza, presieduta da Bruno Contigiani. Il titolo della manifestazione viene utilizzato grazie alla cortese disponibilità di Gino Paoli (autore della celebre canzone Eravamo quattro amici al bar).

I clienti dei bar italiani, i baristi e i lettori sono invitati a organizzare incontri di lettura a voce alta nei bar, proponendo brani dei libri che più amano, così da incontrarsi, conoscersi e svelarsi attraverso la letteratura. L'idea di usare i bar come luogo di incontro e cultura dipende dalla scelta di sfruttare realtà già esistenti e diffuse capillarmente sul territorio. L'iniziativa è stata portata anche in altri contesti: asili, scuole, ospedali… diffondendo la cultura del prendersi tempo per le cose importanti della vita (ovvero: del vivere con lentezza).

venerdì 4 settembre 2009

Silvia Ballestra: “La Chiesa e il regalo di papi”

Come sappiamo, la scrittrice Silvia Ballestra è stata querelata da Silvio Berlusconi insieme a Concita De Gregorio, direttrice responsabile de L’Unità, alle giornaliste Natalia Lombardo e Federica Fantozzi, e all’opinionista Maria Novella Oppo.
La richiesta di risarcimento danni (per un totale di 2 milioni di euro) si riferisce a tutti i servizi dedicati allo scandalo sessuale che ha coinvolto il presidente del consiglio, pubblicati sul quotidiano fondato da Antonio Gramsci.

Diversi siti e blog letterari (tra i quali Il primo amore, Vibrisse, Nazione Indiana, Sul Romanzo) hanno deciso di ripubblicare il testo di Silvia Ballestra co-firmandolo idealmente, in segno di solidarietà. Mi associo all’iniziativa. Vi invito inoltre a leggere questo articolo di Ida Dominijanni dal Manifesto di ieri e questa serie di domande/risposte sulla libertà di stampa in Italia, dal blog di Alessandro Gilioli.

giovedì 3 settembre 2009

Il musical su Don Chisciotte: “Man of La Mancha”

Proseguono gli appuntamenti con il musical all’interno di Ridotto dell’opera, il programma di Giorgio Appolonia (in onda sulla Radio Svizzera in lingua italiana) del quale sono, con molto piacere, ospite. Questa volta si tratta di Man of La Mancha, bellissimo musical di Mitch Leigh, drammaturgia di Dale Wasserman, testi delle canzoni di Joe Darion – basato su Don Chisciotte della Mancia, il capolavoro di Miguel de Cervantes.

Ne abbiamo parlato nell’arco di 3 puntate e abbiamo fatto ascoltare diversi brani musicali. Trovate tutto in podcast a questo indirizzo; a metà pagina, nella sezione “Lingua, letteratura e arte”, c’è il box di Ridotto dell’opera. La chiacchierata sul musical è sempre nella seconda parte del programma. Le puntate interessate sono, nell’ordine:

* 01.08.09 L’uomo della Mancha
* 15.08.09 Torna l’uomo della Mancha
* 22.08.09 Addio all’uomo della Mancha.

Su Youtube ci sono diversi video su questo musical. Ne ho trovato uno molto bello, che documenta una versione recente dello spettacolo, andata in scena lo scorso aprile nel Teatro Municipal di Santiago del Chile. E’ una sorta di racconto della messa in scena, con immagini delle prove e del “dietro le quinte”.



La canzone più popolare è The Impossibile Dream, che è stata interpretata da innumerevoli cantanti sia d’opera che pop. Lo spettacolo debuttò a Broadway nel 1968, superò le 2.000 rappresentazioni e ottenne diversi premi. Nello stesso anno debuttò a Londra e ne fu realizzata un’edizione in francese, con Jacques Brel protagonista: L’homme de la Mancha.

Negli anni è stato più volte ripreso. Io vidi l’edizione del 1992 a Broadway, con Raul Julia e Sheena Easton; nel 2002 è stato ripreso nuovamente, con Mary Elizabeth Mastrantonio nel ruolo di Aldonza-Dulcinea, la protagonista femminile.

Ne è stato tratto anche un film nel 1972, che però non ha trovato un gran posto nella storia del cinema (date un’occhiata qui e capirete perché). I protagonisti erano Peter O’Toole e Sophia Loren e la regia di Arthur Hiller. La voce di O’Toole, nelle canzoni, non è la sua: a film ultimato si è deciso di doppiarlo. Tutti gli altri attori, compresa Sophia Loren, hanno invece cantato in prima persona i loro brani.

Foto di apertura: OliBac.

martedì 1 settembre 2009

Wolfgang Amadeus Mozart, tra scoperte straordinarie e levate di scudi un po’ ordinarie

Durante l’estate abbiamo avuto due interessanti novità mozartiane: eccole a voi. In coda una vicenda che riguarda il mio primo romanzo, La sorella di Mozart.

Scoperti due inediti di Mozart
La Fondazione Internazionale Mozarteum di Salisburgo ha annunciato che due brani musicali per cembalo, finora ritenuti anonimi, sono stati composti senza dubbio da Wolfgang Amadeus Mozart. Si tratta di un preludio e del movimento di un concerto, reperiti nel cosiddetto Notenbuch für Nannerl – il quaderno di musica della sorella maggiore di Mozart, Maria Anna detta Nannerl. Leopold Mozart, il padre, l’aveva regalato a sua figlia nel 1759 e vi scriveva gli esercizi che lei doveva eseguire al clavicembalo. In seguito il quaderno fu utilizzato anche per l’educazione musicale di Wolfgang, e infine per accogliere le prime composizioni musicali del genio bambino. Queste due, però, non erano state ancora identificate come sue.
Su questa pagina (in inglese) trovate maggiori informazioni e potete anche ascoltare i due brani musicali.