Intervista su “Romanzistorici.it” ed estrazione a sorte di un mio libro su “JuneRossBlog.com”

All’inizio era una piacevole sorpresa, adesso è un’inevitabile e continua conferma: in Italia ci sono moltissime persone che dedicano le loro energie a creare e mantenere attivo un blog letterario. E lo fanno con grande professionalità, oltre che con evidente passione. Mi è capitato di essere contattata per un’intervista su un blog 3 mesi prima che questa potesse essere effettivamente pubblicata: fino a quella data, gli spazi erano tutti programmati. Mi è capitato di interloquire con blogger che non hanno voluto aspettare di ricevere la copia di un mio libro in regalo (che viene inviata secondo modalità spiegate qui) ma hanno acquistato entrambi i volumi, li hanno letti e poi mi hanno fatto domande pertinenti e mai scontate. Mi è capitato di leggere recensioni del mio romanzo più recente da far invidia al più blasonato quotidiano. Alcuni blogger creano rubriche, fanno inchieste, inviano richieste, suggerimenti e vibrate proteste agli editori; altri non si fermano all’attività online, ma organizzano giornate di incontro con gli autori; quasi tutti curano la grafica del loro spazio in rete al pari dei contenuti. Di questo fermento si è accorto da tempo un programma radiofonico di rilievo come Fahrenheit (vedi questo post) che coinvolge i blogger nella rubrica di recensioni in due minuti “You Book”.

Romanzistorici.it

Alcune settimane fa mi ha contattata Conte Mascetti, l’autore del blog Romanzistorici.it e l’animatore del gruppo di Anobii dedicato al romanzo storico, per chiedermi un’intervista. Il blog di Conte Mascetti è attivo dal 2009 e ha avuto uno sviluppo molto rapido; nei prossimi tempi, come ho saputo in anteprima, la grafica del sito verrà rinnovata in una direzione molto interessante. Ecco un estratto della bella intervista pubblicata e, di seguito, il link per leggerla tutta.

Quanto tempo ha dedicato al lavoro di “ricostruzione storica” all’interno delle due trame [La sorella di Mozart e La strana giornata di Alexandre Dumas]? Che fonti/strumenti ha utilizzato per quest’attività?
Adesso le farò una confessione. Di norma mi viene detto, come fosse un gran complimento, che i miei romanzi – soprattutto il più recente, quello con Dumas – sono molto “documentati”. E mi si chiede con profonda ammirazione “come ho fatto” a ricordarmi tutte quelle cose, a riprodurle con quella naturalezza, eccetera. La verità è che il lavoro di documentazione storica è per me la parte più leggera e divertente, la meno angosciosa, quella che crea meno problemi. Ed è soprattutto, a mio avviso, la parte meno importante. Quello che conta davvero è creare un racconto efficace, così da poter comunicare qualcosa a qualcuno. Non esiste nulla di “reale” in una ricostruzione storica. Il racconto della Storia, anche quello che viene fatto dallo storico, non è che il racconto di un punto di vista sulla Storia stessa. Per me i personaggi sono archetipi. Tutti. Anche quelli che si basano su persone realmente esistite. Nel momento in cui un personaggio storico diventa un personaggio da romanzo, si trasforma immediatamente in un archetipo. E’ questo per me l’unico modo possibile di considerare la scrittura (e la lettura), che abbia o meno a che fare con epoche passate. Ed è questo il vero lavoro. Quello che porta momenti di disperazione e di esaltazione, quello che induce a ridere e piangere da soli davanti allo schermo, quello che fa vedere i personaggi attorno a sé, parlare, gesticolare, interagire, a volte benevoli, a volte ostili, a volte indifferenti. Il più bel complimento che mi sia stato fatto per il mio primo romanzo è che fa venire una gran voglia di suonare, e per il secondo che fa guardare alcune cose della vita in modo diverso. Queste sono cose che hanno un peso, secondo me. Che la tappezzeria nel primo ‘800 fosse proprio in quel modo lì, chi-se-ne-frega.

>> Leggi l’intervista su Romanzistorici.it

JuneRossBlog.com

Questo blog è dedicato ai romanzi d’amore e la sua animatrice, June Ross, è una forza della natura. Pubblica in media un post ogni due giorni. Organizza un concorso fotografico e un concorso letterario, gestisce uno sportello virtuale di informazioni sul genere, partecipa al Women’s Fiction Festival, crea letteralmente dal nulla una giornata annuale di incontro tra lettrici e scrittrici che si chiama La vie en rose (qui un servizio televisivo sulla giornata dello scorso anno, che si è tenuta a Milano; la prossima a Roma il 13 marzo, qui il video promozionale). Ho dimenticato qualcosa? Ah, certo: le video-interviste! E’ per quello che siamo entrate in contatto: l’amica scrittrice Sylvia Z. Summers mi ha intervistata per conto di June Ross negli studi di Telereporter. E ne è nato un bell’articolo di presentazione che prevede anche l’estrazione a sorte, tra tutti coloro che lasceranno un commento, di una copia autografata del mio primo romanzo La sorella di Mozart. Per partecipare c’è tempo fino al 27 gennaio, dopodomani. Complimenti e molte grazie, June Ross!



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Foto: Mike Licht, NotionsCapital.com e Lyn Pernille.

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