martedì 2 novembre 2010

Cinque domande a Paolo Cortesi

Misteri e segreti dell'Emilia Romagna
di Paolo Cortesi, Newton Compton
Paolo Cortesi è narratore e saggista. Il suo romanzo Il patto (Nexus edizioni, 2008) ha riscosso un grande successo di critica e pubblico. Tra i suoi numerosi libri pubblicati con la Newton Compton: Quando Mussolini non era fascista (2008); Manoscritti segreti (2003); Il libro nero del Medioevo (2005, ristampa 2009); Storia e segreti dell’alchimia (2002, traduzione in lingua polacca 2005) e Cagliostro (Premio Castiglioncello 2005). Ha scritto i testi del programma Testimoni. Le voci della storia, trasmesso da Rai Storia in dieci puntate dal 4 al 15 gennaio 2010. A marzo del 2011 Edizioni Piemme pubblicherà il suo nuovo romanzo La velocità dei corpi.

Il suo saggio Misteri e segreti dell’Emilia Romagna, uscito con copertina rigida e sovraccoperta nel 2005, è adesso disponibile in tascabile (303 pagine, € 9,90). Vi si analizza, tra le altre cose, il “mistero di Modigliana” o “leggenda di Maria Stella”, al centro del mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas (Piemme, 2009).

1. Paolo, perché hai deciso di occuparti del lato oscuro della tua regione?

La risposta è forse un po’ troppo prosastica, ma è sincera: il libro mi è stato commissionato dall’editore. La Newton Compton ha una collana dedicata alle regioni italiane e ai loro aspetti meno noti. Un bel giorno, anni fa, mi ha chiamato l’editore e mi ha chiesto se volevo scrivergli questo libro. Lo ha chiesto a me perché vivo in Emilia-Romagna (Romagna, per essere esatti) e perché avevo fatto con lui altri libri su misteri storici. Mi è sembrata una gran bella occasione per raccogliere e illustrare personaggi, eventi, luoghi della mia terra poco conosciuti, affascinanti, inquietanti.

Come scrivo nell’introduzione, l’Emilia Romagna ha una fama di regione solare, pacioccona, gaudente; in questo mio libro ho raccontato l’altra faccia della luna, la faccia in ombra: una terra con enigmi e sussulti, con dubbi e silenzi.

2. Qual è la tua opinione sulla leggenda di Maria Stella Chiappini (Modigliana 1773 – Parigi 1843)? Lei era davvero figlia di un’aristocratica coppia francese e fu scambiata nella culla con un neonato di vile condizione che poi divenne re di Francia? 

Il mistero di Maria Stella è forse il meno improbabile fra i tanti pretesi enigmi storici. Anche con la necessaria cautela, occorre riconoscere che molti elementi sembrano dar ragione alla donna che passò la vita a dichiarare la sua origine regale: non figlia dello sbirro di Modigliana, ma della casata degli Orléans. Basterebbe a far riflettere l’accanimento con cui il governo di Luigi Filippo mise a tacere, anche con offerte di denaro, Maria Stella, che trattò da povera pazza, un espediente che i governi usano da sempre con grande soddisfazione per annichilire i dissidenti e i personaggi scomodi. Del resto, una sentenza del tribunale ecclesiastico di Faenza accertò l’origine aristocratica della pretendente, cui riconobbe il diritto di chiamarsi De Joinville, titolo che portavano all’estero, in relativo incognito, il duca e la duchessa di Chartres-Orléans.

3. Illustraci un altro mistero che analizzi nel tuo libro.

Nel 1731, la contessa Cornelia Bandi di Cesena fu distrutta dal fuoco; una fine orribile, un orrore da mozzare il fiato, ma ancora più atroce è il fatto che la poveretta fu consumata da una fiamma di cui non si scoprì mai l’origine; il caso Bandi è uno dei più noti e studiati episodi di autocombustione umana, un fenomeno ancora oggi controverso: realtà per alcuni fisiologi, tetra leggenda metropolitana per altri. Nel mio libro, raccolgo tutte le testimonianze dell’epoca, con le relative interpretazioni, che spaziavano dall’intervento diabolico agli influssi d’ordine chimico-elettrico.

4. Che cos’è per te la scrittura? 

Comunicare, certo; ma condividere non solo idee e opinioni e speranze, ma anche la gioia tutta fisica (paragonabile a bere quando si ha sete) di una pratica che miracolosamente quando funziona dà piacere. A cosa serve un concerto? A niente, ma quando lo stiamo ascoltando ci fa essere più vivi di quanto lo eravamo un secondo prima che iniziasse.

5. Tu sei romanziere e saggista. Quando scrivi, in cosa sostanzialmente differisce il tuo approccio all’uno e all’altro genere?

La saggistica pretende un lavoro di documentazione che invece non è richiesto dalla narrativa, almeno non così capillare. Questo ha una conseguenza diretta nella struttura e nell’atmosfera dei due generi: la saggistica deve dimostrare e chiarire, la narrativa osserva, suggestiona e interroga; per questo io credo che il romanzo sia, comunque, in qualche misura, sempre politico; ma non è sempre militante, come invece è la saggistica.

Grazie, Paolo! E per un’intervista video a proposito di Misteri e segreti dell’Emilia Romagna potete spostarvi su questa pagina. Inoltre potete consultare la scheda del libro sul sito dell’editore. Paolo Cortesi ha un blog personale: Conleparole.

Misteri e segreti dell’Emilia Romagna si può ordinare su:


Se non vuoi perdere le prossime interviste:

2 commenti: