All’inizio era una piacevole sorpresa, adesso è un’inevitabile e continua conferma: in Italia ci sono moltissime persone che dedicano le loro energie a creare e mantenere attivo un blog letterario. E lo fanno con grande professionalità, oltre che con evidente passione. Mi è capitato di essere contattata per un’intervista su un blog 3 mesi prima che questa potesse essere effettivamente pubblicata: fino a quella data, gli spazi erano tutti programmati. Mi è capitato di interloquire con blogger che non hanno voluto aspettare di ricevere la copia di un mio libro in regalo (che viene inviata secondo modalità spiegate qui) ma hanno acquistato entrambi i volumi, li hanno letti e poi mi hanno fatto domande pertinenti e mai scontate. Mi è capitato di leggere recensioni del mio romanzo più recente da far invidia al più blasonato quotidiano. Alcuni blogger creano rubriche, fanno inchieste, inviano richieste, suggerimenti e vibrate proteste agli editori; altri non si fermano all’attività online, ma organizzano giornate di incontro con gli autori; quasi tutti curano la grafica del loro spazio in rete al pari dei contenuti. Di questo fermento si è accorto da tempo un programma radiofonico di rilievo come Fahrenheit (vedi questo post) che coinvolge i blogger nella rubrica di recensioni in due minuti “You Book”.lunedì 25 gennaio 2010
Intervista su “Romanzistorici.it” ed estrazione a sorte di un mio libro su “JuneRossBlog.com”
All’inizio era una piacevole sorpresa, adesso è un’inevitabile e continua conferma: in Italia ci sono moltissime persone che dedicano le loro energie a creare e mantenere attivo un blog letterario. E lo fanno con grande professionalità, oltre che con evidente passione. Mi è capitato di essere contattata per un’intervista su un blog 3 mesi prima che questa potesse essere effettivamente pubblicata: fino a quella data, gli spazi erano tutti programmati. Mi è capitato di interloquire con blogger che non hanno voluto aspettare di ricevere la copia di un mio libro in regalo (che viene inviata secondo modalità spiegate qui) ma hanno acquistato entrambi i volumi, li hanno letti e poi mi hanno fatto domande pertinenti e mai scontate. Mi è capitato di leggere recensioni del mio romanzo più recente da far invidia al più blasonato quotidiano. Alcuni blogger creano rubriche, fanno inchieste, inviano richieste, suggerimenti e vibrate proteste agli editori; altri non si fermano all’attività online, ma organizzano giornate di incontro con gli autori; quasi tutti curano la grafica del loro spazio in rete al pari dei contenuti. Di questo fermento si è accorto da tempo un programma radiofonico di rilievo come Fahrenheit (vedi questo post) che coinvolge i blogger nella rubrica di recensioni in due minuti “You Book”.
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lunedì 18 gennaio 2010
Cinque domande a Aude Walker, autrice di “Saloon”. Del Vecchio Editore
Aude Walker è franco-americana, ha 29 anni e vive a Parigi, dove lavora presso una rivista di moda. Il suo romanzo d’esordio, Saloon, è uscito in Francia nel 2008 presso Edizioni Denoël; ha riscosso un grande successo, scatenato dibattiti e vinto premi. Racconta il viaggio alla ricerca delle proprie radici americane da parte di una ragazza francese che ha un rapporto distruttivo con la propria madre; sulle orme di Cassavetes e Bukowski, è un western familiare con una scintilla di noir. Il titolo è un omaggio al luogo-simbolo dell’epopea americana, nel quale avvenivano i regolamenti di conti. Il romanzo è stato presentato lo scorso dicembre presso la Fiera Più libri più liberi a cura dell’editore italiano, Del Vecchio (con la mia partecipazione in qualità di interprete di alcuni brani; erano inoltre presenti la scrittrice Chiara Valerio e la giornalista Cristina Bolzani).1. Aude, perché hai scritto Saloon? Da quale idea è scaturito? Da quale esigenza?
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lunedì 11 gennaio 2010
Bando per il concorso letterario “Città di Sortino”. Racconto breve, poesia in lingua italiana, poesia in dialetto siciliano
Pubblico qui il bando di un concorso nel quale sono coinvolta. La scadenza per la spedizione delle opere è il 30 giugno, ma visto che bisogna anche scriverle... ho pensato di parlarne adesso. Buon lavoro e in bocca al lupo.
Nell’ambito della Mostra-Mercato dell’Editoria Siciliana che si svolgerà in Sortino (Siracusa) dal 1° al 3 ottobre 2010, l’associazione culturale PENTELITE, con il patrocinio del Comune di Sortino, indice per l’anno 2010 il concorso letterario nazionale “CITTÀ DI SORTINO”.
REGOLAMENTO
Art. 1) Il concorso è suddiviso in tre sezioni, è aperto a tutti per opere inedite, senza limiti di età.
A) Racconto breve, max 5 cartelle (12,000 battute circa), in lingua italiana, a tema libero, in cinque copie stampate di cui una sola firmata, completa delle generalità dell’Autore con scheda bio-bibliografica dello stesso.
B) Poesia in lingua italiana (una sola poesia, a tema libero, compresa in una cartella), in cinque copie stampate di cui una sola firmata, completa delle generalità dell’Autore con scheda bio-bibliografica dello stesso.
Associazione Culturale Pentelite
Mostra-Mercato dell’Editoria Siciliana
Sortino (SR) 01-02-03 ottobre 2010
Concorso Letterario Nazionale “Città di Sortino”
Nell’ambito della Mostra-Mercato dell’Editoria Siciliana che si svolgerà in Sortino (Siracusa) dal 1° al 3 ottobre 2010, l’associazione culturale PENTELITE, con il patrocinio del Comune di Sortino, indice per l’anno 2010 il concorso letterario nazionale “CITTÀ DI SORTINO”.REGOLAMENTO
Art. 1) Il concorso è suddiviso in tre sezioni, è aperto a tutti per opere inedite, senza limiti di età.
A) Racconto breve, max 5 cartelle (12,000 battute circa), in lingua italiana, a tema libero, in cinque copie stampate di cui una sola firmata, completa delle generalità dell’Autore con scheda bio-bibliografica dello stesso.
B) Poesia in lingua italiana (una sola poesia, a tema libero, compresa in una cartella), in cinque copie stampate di cui una sola firmata, completa delle generalità dell’Autore con scheda bio-bibliografica dello stesso.
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lunedì 4 gennaio 2010
Cinque domande a Elisabetta Bucciarelli, autrice di “Io ti perdono”. Colorado noir/Kowalski editore
Elisabetta Bucciarelli è nata e vive a Milano, dove si è diplomata in drammaturgia presso il Laboratorio di Scrittura Drammaturgica del Piccolo Teatro. Lavora per Booksweb.tv, canale televisivo culturale on line. Ha scritto testi teatrali, saggi, racconti e i romanzi Happy Hour (Mursia), Dalla parte del torto (Mursia, selezionato per il Premio Scerbanenco 2007 e finalista al Premio Azzeccagarbugli come miglior romanzo poliziesco del 2008), Femmina de luxe (Perdisa Pop, Bloody Mary Award 2008 assegnato da Thriller Café) e il più recente Io ti perdono (Colorado noir/Kowalski), finalista al premio Scerbanenco 2009, menzione speciale della giuria “per l’originalità della scrittura e l’analisi psicologica”.1. Il tuo romanzo è un noir incentrato su un caso di bambini scomparsi sul quale indaga l’ispettrice Maria Dolores Vergani, che abbiamo già conosciuto nei tuoi libri precedenti. Quale esigenza ti ha portata a scrivere questa nuova storia?
Io ti perdono nasce da una domanda: come (e se) sia possibile sopravvivere a un dolore tremendo quale la morte di una persona amata o la perdita di un figlio. L’unica risposta possibile mi sembrava poter essere il perdono. Religioso per chi ha il dono della fede. Laico, per chi ha seguito percorsi differenti. Non ho mai avuto fascinazioni per assassini o delinquenti, mi interessano le vittime e, soprattutto, i sopravvissuti. Il loro lamento, le loro parole, le difficoltà, le paure di chi resta. Per questo mi sono immaginata un perdono impossibile, nei confronti di chi osa toccare i bambini. Una possibilità di redenzione che solo il segreto del confessionale può concedere, ma fuori da lì perdonare o meno è una partita da giocare con la propria coscienza. Bambini reali ma anche infanzia come metafora di un’arcadia dei sentimenti che abbiamo perduto. La capacità di fidarci del prossimo e di lasciarci andare alle emozioni. La insensata volontà di annientare tutto ciò che di buono ci viene proposto e offerto dalle relazioni affettive.
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venerdì 1 gennaio 2010
Buon compleanno a Paola Borboni: un secolo e un decennio di teatro
Oggi, 110 anni fa, il primo giorno del secolo, nasceva Paola Borboni, una delle figure-simbolo del teatro del Novecento. Forse ai più giovani questo nome non è troppo familiare; vi rimando alla voce di Wikipedia e al video a fondo post. Per il resto, vi basti sapere che era una donna dalla vitalità dirompente e dalla personalità esplosiva, che ha recitato anche quando era anziana e costretta a camminare con le stampelle, che fu la prima a esibirsi in teatro a seno nudo e che sposò un uomo di quarant’anni più giovane: Madonna, al confronto, è una dilettante.Io la conobbi quando avevo 18 anni e iniziavo ad affacciarmi al mondo dell’arte. Frequentavo un corso di recitazione ed ebbi, con i compagni, la possibilità di assistere alle prove di Cosi è se vi pare di Luigi Pirandello, con la regia di Franco Zeffirelli e Pino Colizzi nel ruolo del signor Ponza. Eravamo tutti schierati in platea, silenziosi e intimiditi. La Borboni, che interpretava la signora Frola, a un certo punto mi passò davanti e mi fissò intensamente. Dovevo avere i capelli un po’ scarmigliati perché lei, puntando su di me uno sguardo incredibilmente magnetico esclamò: “Che foresta!” lasciandomi annichilita.
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