Sono pronta a scommettere: pochi sapevano che l’autore de I tre moschettieri avesse ascendenze haitiane. Io stessa lo ignoravo, prima di documentarmi per il mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas. Ho dovuto leggere testi in francese: non esistono biografie italiane del grande narratore. Forse anche perché non è considerato un vero letterato, da noi nessuno finora ha ritenuto valesse la pena di raccontare la sua vita.Negli ultimi giorni però, sull’onda del film L'autre Dumas (L'altro Dumas, uscito al momento solo in Francia) nel quale lo scrittore è interpretato dal bianco Gérard Depardieu, sono comparsi diversi articoli che parlano delle sue ascendenze, anche in rete, alcuni dei quali parafrasati (diciamo così) da questa mia pagina, senza citare la fonte come prevede la licenza. Pazienza...
(Aggiornamento: in seguito a una mia decisa richiesta, la fonte e il link sono stati correttamente inseriti.)
La nonna schiava
Veniamo ai fatti. Il nonno paterno di Alexandre Dumas era un marchese normanno che nel tardo ‘700 si stabilì ad Haiti, che allora si chiamava Saint-Domingue ed era colonia francese. La popolazione originaria dell’isola (e di tutte le Antille) era stata gradualmente sterminata e vi erano state deportate migliaia di africani. Lo schiavismo dell’epoca coloniale, come sappiamo, è una delle peggiori vergogne della storia. Uomini senza scrupoli per secoli sono sbarcati a frotte in Africa occidentale, hanno rapito altri uomini, donne e bambini, li hanno incatenati, gettati nelle stive delle navi, portati nelle Americhe e venduti all’asta. Lo schiavo non era considerato un essere umano. La sua forza-lavoro era sfruttata allo stremo e, se non ubbidiva, poteva essere legato a un palo e flagellato (la foto di apertura ne mostra le conseguenze). Se si ribellava, poteva essere ucciso. Gli schiavisti impedivano che gli schiavi costituissero nuclei familiari, perché le unioni rinforzano; quindi, se una schiava aveva un figlio, il padre del bambino veniva spostato in un’altra piantagione e i due non si vedevano mai più (questo perlomeno avveniva in Guadalupa, a quanto mi è stato raccontato lì). Le rivolte ovviamente erano frequenti e quella decisiva, per Haiti, iniziò nel 1790 e si concluse nel 1804 con la proclamazione dell’indipendenza dalla Francia. Tutti abbiamo visto le immagini del recente terremoto. Le persone disperate che si aggiravano tra le macerie erano perlopiù discendenti di schiavi.


