lunedì 22 febbraio 2010

“L’autre Dumas”, il film delle polemiche: è offensivo che un uomo di origini afro-caraibiche sia interpretato da Gérard Depardieu?

Sono pronta a scommettere: pochi sapevano che l’autore de I tre moschettieri avesse ascendenze haitiane. Io stessa lo ignoravo, prima di documentarmi per il mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas. Ho dovuto leggere testi in francese: non esistono biografie italiane del grande narratore. Forse anche perché non è considerato un vero letterato, da noi nessuno finora ha ritenuto valesse la pena di raccontare la sua vita.

Negli ultimi giorni però, sull’onda del film L'autre Dumas (L'altro Dumas, uscito al momento solo in Francia) nel quale lo scrittore è interpretato dal bianco Gérard Depardieu, sono comparsi diversi articoli che parlano delle sue ascendenze, anche in rete, alcuni dei quali parafrasati (diciamo così) da questa mia pagina, senza citare la fonte come prevede la licenza. Pazienza...
(Aggiornamento: in seguito a una mia decisa richiesta, la fonte e il link sono stati correttamente inseriti.)

La nonna schiava
Veniamo ai fatti. Il nonno paterno di Alexandre Dumas era un marchese normanno che nel tardo ‘700 si stabilì ad Haiti, che allora si chiamava Saint-Domingue ed era colonia francese. La popolazione originaria dell’isola (e di tutte le Antille) era stata gradualmente sterminata e vi erano state deportate migliaia di africani. Lo schiavismo dell’epoca coloniale, come sappiamo, è una delle peggiori vergogne della storia. Uomini senza scrupoli per secoli sono sbarcati a frotte in Africa occidentale, hanno rapito altri uomini, donne e bambini, li hanno incatenati, gettati nelle stive delle navi, portati nelle Americhe e venduti all’asta. Lo schiavo non era considerato un essere umano. La sua forza-lavoro era sfruttata allo stremo e, se non ubbidiva, poteva essere legato a un palo e flagellato (la foto di apertura ne mostra le conseguenze). Se si ribellava, poteva essere ucciso. Gli schiavisti impedivano che gli schiavi costituissero nuclei familiari, perché le unioni rinforzano; quindi, se una schiava aveva un figlio, il padre del bambino veniva spostato in un’altra piantagione e i due non si vedevano mai più (questo perlomeno avveniva in Guadalupa, a quanto mi è stato raccontato lì). Le rivolte ovviamente erano frequenti e quella decisiva, per Haiti, iniziò nel 1790 e si concluse nel 1804 con la proclamazione dell’indipendenza dalla Francia. Tutti abbiamo visto le immagini del recente terremoto. Le persone disperate che si aggiravano tra le macerie erano perlopiù discendenti di schiavi.

lunedì 15 febbraio 2010

Cinque domande a Monica Avanzini, autrice de “L’ombra della regina nera”. Baldini Castoldi Dalai editore

Monica Avanzini è nata e cresciuta a Venezia, dove si è laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Cà Foscari. Giornalista pubblicista, appassionata di storia e di letteratura “gialla”, ha lavorato nel mondo dell’arte, collaborando con maestri di fama internazionale. Vive tra Roma e Venezia e lavora per Rai Uno Cultura, dove ha curato per due anni un programma dedicato alla saggistica e alla narrativa. Il suo romanzo L’ombra della regina nera, un noir nel quale storia e fantasia si mescolano ad avvenimenti reali nella Venezia dei nostri giorni, è uscito nel 2009; è ambientato durante il Carnevale, quindi siamo proprio nel periodo giusto per parlarne.

1. Il protagonista del tuo romanzo è un giovane antiquario di nobili origini che, insieme alla sua domestica, si ritrova coinvolto in una serie di strani omicidi. Perché hai desiderato scrivere questa storia?

lunedì 8 febbraio 2010

“La strana giornata di Alexandre Dumas”: recensioni, interviste, presentazioni del romanzo

Ed eccoci alla seconda parte dell’aggiornamento sulla rassegna stampa del mio romanzo edito da Piemme (la prima parte qui). Ma partiamo con un annuncio: il 22 di questo mese, lunedì, si svolgerà una presentazione del libro a Roma, presso la Biblioteca Corviale. Per chi non lo conosce, è uno spazio ampio e fornito, che organizza numerose interessanti manifestazioni (qui il programma completo di febbraio) e che conta su un nutrito e attivissimo Circolo di lettura. Ed è proprio il circolo a organizzare questo incontro, del quale sono molto lieta. Se abitate in zona, venite! Vi aspetto il 22 febbraio alle 18.30 presso la Biblioteca in via Marino Mazzacurati 76, Roma. Alla presentazione seguirà la proiezione del film La maschera di ferro, ispirato al romanzo Il visconte di Bragelonne di Dumas padre; sono previsti anche aperitivo e buffet. Da questo link potete scaricare l’invito.


Radio Popolare – RotoClassica
La storica emittente radiofonica milanese non ha bisogno di presentazioni; e neppure ne ha il “rotocalco” settimanale dedicato alla musica classica, curato da Claudio Ricordi. L’intervista che Claudio e Carlo Lanfossi mi hanno fatto si concentra sugli aspetti musicali del mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas. La protagonista femminile, Maria Stella Chiappini, personaggio realmente esistito, fece difatti la cantante d’opera a Firenze; e nella mia storia interpreta l’opera La Cecchina, ossia la buona figliuola di Niccolò Piccinni, su libretto di Carlo Goldoni. Qui sotto il player per ascoltarla. (Un’altra intervista radiofonica sul romanzo, andata in onda su Fahrenheit, Radio 3, si trova qui).




lunedì 1 febbraio 2010

Cinque domande ad Andrea Frova, autore de “Il Cosmo e il Buondio. Dialogo su astronomia, evoluzione e mito”. Casa Editrice Rizzoli

Andrea Frova è professore ordinario di Fisica Generale e docente di Acustica Musicale presso l’Università di Roma “La Sapienza”. In passato è stato ricercatore presso i Laboratori AT&T Bell di Murray Hill e professore visitatore nelle università dell’Illinois, di Stoccarda, della California, oltre che presso il Politecnico Federale di Losanna. Ha pubblicato circa 150 articoli scientifici su riviste internazionali nel settore della Fisica della Materia, in particolare sulle proprietà ottiche dei semiconduttori, e oltre 200 articoli su quotidiani e mensili.

E’ autore di numerosi saggi e testi di divulgazione scientifica, tra i quali Perché accade ciò che accade (BUR, 1995), Parola di Galileo, (BUR, 1998), La fisica sotto il naso (BUR, 2001), Armonia celeste e dodecafonia, (BUR, 2006), Se l’uomo avesse le ali (BUR, 2007), vincitore del premio letterario Galileo 2008 per la divulgazione scientifica. E’ inoltre autore di narrativa: Il test di coscienza e altri racconti quasi catastrofici (Albatros, 2007) e il romanzo sulla vita di Johann Sebastian Bach Bravo Sebastian (Bompiani, 2007). Diversi suoi libri sono stati tradotti in inglese, giapponese, spagnolo, olandese, portoghese, russo.