lunedì 29 marzo 2010

Lucia Poli: il teatro è politica, anche quando non sa di esserlo. Ma non influisce sul voto

Al termine di una fase pre-elettorale piuttosto turbolenta, e nel secondo e ultimo giorno delle elezioni regionali, pubblico un’intervista esclusiva con Lucia Poli, interprete di un teatro che volentieri si ispira a testi letterari e che lei stessa definisce “politico”. L’attrice è reduce dal terzo anno di tournée dello spettacolo Il diario di Eva, ispirato a un famoso testo che Mark Twain scrisse per sostenere le teorie di Darwin. “Twain voleva dimostrare, con questa sua fantasia paradossale” spiega Lucia “come l’ottusità di un certo pensiero religioso sbagli a non riconoscere l’evoluzionismo e la scienza. Si tratta di temi ancora attuali. Oggi, nonostante tutto quel che è stato dimostrato, torna a galla il creazionismo.”

Si parla spesso dell’influenza che la televisione e il cinema hanno sulle preferenze elettorali. Facendo le debite proporzioni numeriche, tu credi che il teatro possa spostare il consenso politico?

Che il teatro sia politica, questo è indubbio; che possa influire direttamente sui voti no, non lo credo. In questo la televisione è molto più forte, essendo più diffusa e anche più autorevole per le persone meno provvedute, che magari da sole non saprebbero orientarsi e possono essere più facilmente trascinate. Il pubblico che va a teatro, invece, di solito ha già la sua idea. E’ un pubblico elitario, che sceglie di andarci, e normalmente opta per gli spettacoli che ritiene più vicini alla sua idea non solo estetica, ma anche politica.

Qual è la valenza politica del teatro?

lunedì 15 marzo 2010

Cinque domande a Giuseppe Matarazzo, autore di “Cu nesci arrinesci”. Di Girolamo Editore

Salvo Zappulla per non solo Mozart

Cu nesci arrinesci. Chi se ne va, fa fortuna. E’ questo il titolo di un gustosissimo pocket, edito da Di Girolamo, in libreria da qualche mese. Uno spaccato su una generazione di giovani che non trova spazi in Sicilia, che per lavorare e inseguire i sogni deve lasciare la propria terra. Un fenomeno silenzioso che sta lentamente svuotando la Sicilia di risorse umane, compromettendone il futuro. La Sicilia, tra speranze tradite e nuova emigrazione, raccontata attraverso le testimonianze di personaggi della cultura, dello spettacolo, della politica: Giovanni Puglisi, Enrico Lo Verso, Ficarra e Picone, Stefania Prestigiacomo, Nino Frassica, Marina La Rosa, Puccio Corona, Tony Sperandeo, Silvia Salemi, Anna Kanakis, il Mago Forest, Lando Buzzanca, Rita Borsellino.

L’autore è il giornalista Giuseppe Matarazzo, redattore economico del quotidiano Avvenire. Siracusano, 33 anni, dal 2004 vive a Milano. Dopo gli esordi nelle cronache siciliane, è approdato in Mondadori. Ha scritto per i settimanali Tu, Sorrisi e Canzoni, Star Tv e il sito di Panorama. Nel 2008, con Orazio Mezzio, ha pubblicato il pamphlet Politica, le idee contano ancora? (Rubbettino).

lunedì 1 marzo 2010

Le novità di marzo: “La vie en Rose”… e altre cose. Per una primavera piena di storie

Buon mese di marzo a tutti!
Ci sono diverse attività in arrivo dedicate a chi ama la lettura (o forse la amerà), alcune delle quali mi riguardano. Ho preparato una specie di calendario cronologico con tutte le città coinvolte. Vi segnalo in particolare le due iniziative più estese: “Leggere, leggere, leggere!” (26 marzo) che è nazionale e la “Giornata mondiale della Lentezza” (15 marzo), che prevede adesioni in diverse città del pianeta. Tutti i particolari di seguito.


Giovedì 4 marzo
A Frosolone (Isernia)
Alle ore 18.00 parteciperò a un incontro pubblico sul tema delle donne dimenticate dalla storia: Nannerl... e le altre, curato da Emanuele Troisi. (Nannerl era il nome della sorella di Mozart, protagonista del mio romanzo omonimo). Interverranno anche Lucia Vitiello, Leonardo Cammarano, Donato De Renzis e Gennaro Francione. Appuntamento nell’edificio della scuola elementare. L’invito si può scaricare da questo indirizzo.