venerdì 21 gennaio 2011

Alexandre Dumas, ‘o scrittore napulitano

Una rara foto a colori di Alexandre Dumas padre. Il fotografo si chiamava Alexis Gouin ed era nato a Cayes, ad Haïti. Il colore mette in evidenza la grande eleganza dello scrittore, le sue ascendenze etniche (vedi questo articolo), nonché la sua bellezza. La foto appartiene al Musée d’Orsay e mi è stata gentilmente inviata da Noël Lebeaupin della Societé des Amis d’Alexandre Dumas.

Un articolo da Il Mattino del 13 gennaio scorso (inoltratomi da Giglioviola, che ringrazio) riporta:

Un signore francese, ciarliero e dall’aspetto rubicondo, elegante e con un cappello a falde larghe, tra il 1861 e il 1863 si aggirava per Napoli con lapis e taccuino. Prolifico e fantasioso, curioso osservatore della realtà, Alexandre Dumas inviò a Parigi un gran numero di corrispondenze e di articoli. Ma non tutti vennero pubblicati su “L’Indipendente”, il giornale che lui stesso aveva fondato e diretto. Gli articoli che da allora rimasero inediti, scritti durante il soggiorno napoletano, diverranno ora un libro. Si intitolerà “Des Bourbones de Naples” (Dei Borbone di Napoli) e presto vedrà la luce in Francia.

L’opera, che sarà pubblicata dall’editore Fayrand, sarà curata dallo storico Jean-Paul Desprat e si avvarrà della prefazione di Claude Schopp, forse il più grande studioso mondiale di Dumas e del romanzo d’appendice (qui un’intervista per il Guardian, in inglese, qui una sua biografia di Dumas, in francese).

Non tutti in Francia sanno che l’autore de I tre Moschettieri e Il conte di Montecristo era un grande amante di Napoli, e dell’Italia meridionale; la pubblicazione di questo libro sulla sua produzione giornalistica nel capoluogo della Campania è quindi molto attesa dagli specialisti del grande narratore. Prima di fermarsi a Napoli, Dumas aveva partecipato alla spedizione dei Mille, o perlomeno l’aveva spalleggiata: nella primavera del 1860, imbarcatosi a Marsiglia sulla propria nave alla volta dell’Oriente, durante uno scalo a Genova cambiò programma, raggiunse Garibaldi a Palermo e si mise a sua disposizione. Acquistò armi per i patrioti, distribuì manifesti, fu testimone della battaglia di Calatafimi che descrisse ne Les garibaldiens (I garibaldini), pubblicato nel 1861. L’ultima edizione italiana di questo testo, purtroppo di difficile reperibilità, è del 1996 per gli Editori Riuniti. Maggiori informazioni sul soggiorno in Italia di Dumas negli anni ’60 dell’800 su questa pagina.

5 commenti:

  1. Temo ci sia un refuso ... anni '60 dell'800

    RispondiElimina
  2. è gonfissimo, sembra fatto di metanfetamine!

    RispondiElimina
  3. Ha ha ha... immagino che tutt'al più quel giorno avesse ben mangiato e bevuto!

    RispondiElimina
  4. Molto interessante, in questo blog trovo sempre notizie curiose e originali

    RispondiElimina