martedì 18 gennaio 2011

Nessuno si aspetta l’inquisizione spagnola



Così partiva un memorabile sketch dei Monty Python e così ripeteva più volte il protagonista maschile di Sliding Doors. Nessuno se l’aspetta, e quando l’Inquisizione arriva si resta attoniti, si soccombe, o magari ci si oppone con ogni mezzo. È quello che è accaduto negli ultimi due giorni a seguito di una stupefacente iniziativa sostenuta dall’Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon: quella di eliminare dalle biblioteche del territorio tutti i libri scritti dagli intellettuali e romanzieri che, nel 2004, firmarono un appello per la liberazione di Cesare Battisti.

A proposito della vicenda Battisti, e in particolare dell’atteggiamento sprezzante che alcuni personaggi stranieri di spicco hanno assunto nei confronti della giustizia italiana e dell’Italia tout-court, mi è parso molto bello l’articolo di Barbara Spinelli su Repubblica di alcuni giorni fa. Poi c’è stato il caso clamoroso di Antonio Tabucchi, il cui scritto dal titolo “Cesare Battisti, un coupable” è stato pubblicato su Le Monde il 15 gennaio e, in italiano e in versione integrale, su Il Fatto Quotidiano il giorno successivo (Pdf dell’articolo).

Personalmente non ho firmato l’appello del 2004 a favore del condannato (al tempo non ero neppure una scrittrice) ma non l’avrei firmato comunque e dubito fortemente che anche adesso lo firmerei (chi volesse conoscere le ragioni dell’appello può leggere questo documento). Sposo la posizione di Carlo Lucarelli così come riportata sul blog dei Wu Ming, che per primo ha denunciato l’iniziativa di Speranzon: qualunque opinione si abbia in merito, questa “lista di proscrizione” è pura “censura del dissenso” nonché una “squallida operazione da dittatura stupida”.
Foto di altemark @ Flickr
Confesso di aver provato un certo dispetto nei confronti degli intellettuali stranieri di cui sopra. Ma non perché hanno difeso Battisti: perché hanno attaccato il mio Paese. Perché hanno voluto ignorare (cito da Spinelli) “come funziona la giustizia in Italia, la sua indipendenza ben più solida che in Francia, la lotta che i magistrati conducono contro la mafia, la corruzione, la politica ridotta a lucro privato.” Lotta sempre più difficile.

Ai romanzieri si chiede spesso di fare gli opinionisti, e loro spesso acconsentono. Mi sembra quindi che il lettore sia perfettamente legittimato a snobbare un romanzo scritto da qualcuno che abbia espresso un’opinione disturbante (per lui). Ma il lettore, dico. Che risponde delle proprie scelte, e delle proprie antipatie, a se stesso; che è libero, se crede, individualmente, di lasciarsi trasportare dalle emozioni e quindi sovrapporre a un libro l’immagine che ha del suo autore. È invece evidentemente gravissimo che chi sovraintende alle istituzioni culturali in una provincia si permetta di gettare in un calderone un mucchio di scrittori diversissimi tra loro (qui una lista parziale: anche Loredana Lipperini, che ho intervistato, e Tiziano Scarpa, che è intervenuto a commentare un mio articolo) ingiungendo alle biblioteche di ritenerli “persone sgradite” e rimuovere i loro libri dagli scaffali. Con una minaccia: il bibliotecario che non lo farà, “se ne assumerà la responsabilità”.

La protesta è partita dalla rete. Centinaia di post sono stati pubblicati su altrettanti blog; se n’è discusso su Facebook e Twitter (vedi #rogodilibri). Ieri pomeriggio se n’è parlato a Fahrenheit (qui il comunicato stampa della trasmissione) e oggi finalmente la stampa nazionale se n’è interessata: vedi gli articoli di Repubblica e L’Unità riportati su Lipperatura (che ha seguito la vicenda di ora in ora). Vedi anche Il Fatto Quotidiano di ieri, Licia Troisi sul suo blog, Tiziano Scarpa su Il primo amore e soprattutto Carmilla di stamattina, che riepiloga tutta la vicenda.

Aggiornamento del 19 gennaio. Leggete gli sviluppi della vicenda su Lipperatura.

6 commenti:

  1. Ahimè, la fascistizzazione dell'Italia corre impetuosa...

    Resistere, resistere, resistere

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  2. al tg3 l'hanno messa che nelle biblioteche del veneto hanno fatto sparire i libri di saviano. 'tacci sua, pure le liste di proscrizione della leganord: tutte le fortune je capiténo...

    ps: lei è troppo buona.

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  3. Nei suoi confronti, Larry? No davvero! I suoi commenti sono spesso la cosa più interessante da leggere nel blog che sa...
    Quindi non hanno parlato affatto del #rogodilibri? Mah.

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  4. Mi correggo: l'unica cosa interessante da leggere. Stasera vado forte con errori e correzioni.

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  5. Leggo il post con un po'di ritardo. Come andò a finire? Che genio del male comunque questo assessore.

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  6. @farovale, credo che il rogo si sia estinto da sé. Sì, questo post ha avuto un'improvvisa popolarità tardiva... a causa della trasmissione in tv di Sliding Doors :-)

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