lunedì 11 aprile 2011

Verità e finzione ne “La sorella di Mozart”. I personaggi

La famiglia Mozart nel 1780-81.
(Altri ritratti nella sezione Multimedia del mio sito)

Si registrano parecchi accessi al blog con la chiave di ricerca “quanto c’è di vero nella sorella di mozart?”. Nella nuova edizione Piemme Bestseller di questo mio romanzo compare, alla fine, una nota che si propone di chiarire la questione, ma evidentemente ci sono ulteriori dubbi e curiosità. Ho quindi deciso di pubblicare qui una nota più estesa e divisa in due parti, la prima dedicata ai personaggi realmente esistiti, più e meno noti, principali e di contorno, e la seconda (che troverete la prossima settimana) dedicata a luoghi ed episodi.

I personaggi sono elencati in ordine alfabetico per nome di battesimo. Al termine di ogni nota, la pagina del romanzo (nell’edizione Piemme) nella quale compaiono o vengono menzionati per la prima volta.

Antonio Salieri (1750 – 1825, a sinistra nel ritratto). Compositore famoso e apprezzato ai suoi tempi, insegnante di alcuni grandissimi musicisti tra i quali Beethoven; oggi ricordato soprattutto per la leggenda, suggestiva ma infondata, che lo vede più o meno direttamente responsabile della morte di Mozart.
(pag. 180)

Burkhardt Tschudi (1702 – 1773). Costruttore di pianoforti. Svizzero, emigrato nel 1718 in Inghilterra, fondò nel 1728 la Broadwood & Sons che esiste tuttora, ed è la più antica casa di pianoforti al mondo.
(pag. 63)

Constanze Weber (1762 – 1842, a destra nel ritratto). Moglie di Mozart. Ebbero sei figli, due soli dei quali arrivarono all’età adulta: Carl Thomas (1784 – 1858) e Franz Xaver Wolfgang (1791 – 1844).
(pag. 296)

Franz Armand d’Ippold (1730 circa – 1790). Consigliere militare di corte a Salisburgo. Fu sentimentalmente legato a Nannerl, la sorella di Mozart, e un affettuoso amico dell’intera famiglia. La corrispondenza tra lui e Nannerl che compare nel romanzo, d’altra parte, è di fantasia. Chi avesse pensato che fosse autentica è in buona compagnia: quando fu realizzata l’edizione in lingua tedesca, mi fu chiesto di fornire i riferimenti delle lettere perché nel romanzo bisognava inserire gli originali…
(pag. 9)

Jeunehomme, Mademoiselle. Di questo personaggio alcuni storici mettono in dubbio il nome e persino l’esistenza (ne abbiamo parlato qui). Secondo le note all’edizione dell’epistolario mozartiano in lingua francese curata dal Mozarteum di Salisburgo (Mozart, Corréspondance II, Flammarion 1987), Jeunehomme era senza dubbio una pianista francese che Mozart conobbe a Salisburgo nel 1776 e per la quale scrisse il Concerto per pianoforte n. 9 in Mi bemolle maggiore K 271, eseguito l’anno successivo. Mozart la nomina peraltro in una lettera da Parigi del 1778, affermando che si trova in città, e il padre nella risposta lo prega di porgerle i propri omaggi e quelli di Nannerl.
(pag. 174)

Johann Baptist von Berchtold zu Sonnenburg (1736 – 1801, a sinistra nel ritratto). Barone, alto funzionario della corte di Salisburgo con un incarico presso il tribunale di Sankt Gilgen. Vedovo due volte e padre di cinque figli. Il matrimonio tra lui e Nannerl Mozart ebbe luogo il 24 agosto 1784. Purtroppo è lecito pensare che fosse un uomo assai diverso dal Baptist del romanzo e che non avesse esattamente un animo poetico. Secondo ad esempio Maynard Solomon (Mozart, Oscar Mondadori, 2006) aveva un cattivo carattere ed era tirchio. Secondo Paumgartner (Mozart, Einaudi, 1994) i suoi figli (“maligni, maleducati e ignoranti”) diedero filo da torcere alla matrigna. Si trattò quasi certamente di un matrimonio di convenienza, celebrato peraltro quando Nannerl era, secondo i canoni del tempo, una vecchia zitella (33 anni); il barone era dotato di una sicura rendita e di un’ottima posizione sociale. Per queste ragioni Leopold Mozart lo scelse per la propria figlia.
(pag. 118)

Johann Christian Bach (1735 – 1782, a destra nel ritratto). Notissimo compositore, il più giovane degli undici figli di Johann Sebastian Bach, aveva l’incarico di maestro di musica della regina d’Inghilterra Carlotta Sofia, moglie di Giorgio III. In una lettera da Londra del 19 marzo 1765, Leopold Mozart, il padre, scrive: abbiamo fatto la conoscenza del signor Bach!
(pag. 37)

Johann Gottfried Eckard (1735 – 1809). Compositore tedesco. Leopold Mozart lo cita in una lettera da Parigi del 1 febbraio 1764: Mia figlia Nannerl suona i pezzi più difficili di Schobert, Eckard e altri autori, e interpreta le composizioni di Eckard, che sono le più delicate, con una precisione incredibile… Il signor Eckard è un onest’uomo…
(pag. 39)

Joseph Bullinger (nome per esteso Franz Joseph Johann Nepomuk Bullinger, 1744 – 1810). Religioso, precettore di nobili, amico di famiglia dei Mozart. In una commovente lettera da Parigi del 3 luglio 1778, Mozart gli annunciò la morte della propria madre e lo pregò di preparare padre e sorella alla notizia: Amico mio carissimo, mi conservi mio padre; gli infonda coraggio con le sue parole, affinché, quando dovrà conoscere il peggio, il colpo non sia per lui troppo duro. Le raccomando con tutto il cuore anche mia sorella. La prego, vada subito a trovarli…
(pag. 27)

Maria Anna Thekla Mozart (1758 – 1841, a sinistra nel ritratto). Cugina del Maestro, celebre soprattutto per alcune lettere che lui le scrisse, punteggiate di scherzi osceni.
(pag. 136)

Matthias von Sallaba, primario dell’Ospedale Generale di Vienna e Thomas Franz Closset (1754 – 1813), medico personale di Mozart e della moglie. Furono gli ultimi medici a prendersi cura del Maestro.
(pag. 303)

Thresel (Therese Pänckl, nata nel 1738). Domestica dei Mozart, citata in diverse lettere di famiglia.
(pag. 78)

Per concludere, una nota su un personaggio di invenzione: Bencini, il pingue mercante fiorentino di spartiti che supplica Nannerl, nel finale della storia (pag. 321), di vendergli un manoscritto di Mozart. Questo personaggio torna nel mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas: è l’insegnante di musica della protagonista femminile, Maria Stella. Anche Mozart vi torna, e anche Victoria d’Ippold… a proposito, Victoria non compare nell’elenco qui sopra. Chissà perché. Ma anche i personaggi inventati sono veri, o no?

Nessun commento:

Posta un commento