lunedì 4 luglio 2011

Cinque domande ad Andrea Ballarini

Chi massaggia il manzo di Kobe?
di Andrea Ballarini, Dalai editore
Andrea Ballarini nasce a Milano nel secolo scorso. Dopo il liceo scientifico si iscrive inutilmente a Giurisprudenza, poi giunge alle soglie della laurea in Lettere Moderne, che non consegue perché dal 1989 si dedica all’advertising. Per vivere da allora fa il copywriter. Per non morire scrive delle storie. Dal 2001 vive a Roma. Nel 2003 appare per Lupetti Editori il suo primo romanzo Giallo Viola - Casanova, il cinema e l’amore. Nel maggio 2009 pubblica con Del Vecchio Editore il romanzo ambientato nel mondo della commedia dell’Arte del Seicento Il trionfo dell’asino. Dal 2010 ogni venerdì tiene su “Il Foglio” la rubrica “Manuale di conversazione” che nel 2011 viene raccolta nel libro Chi massaggia il Manzo di Kobe? da Dalai Editore. Al momento continua a scrivere un po’ per sé e un po’ per la pubblicità, ma principalmente naviga a vista.

1. Caro Andrea, in primo luogo ti pregherei di esporre le ragioni esistenziali, antropologiche e sociologiche che ti hanno spinto a scrivere questo libro.

In anni di intensa frequentazione di bar e meeting di lavoro mi sono accorto che una gran parte delle conversazioni è fatta da idee riciclate, non sempre capite davvero ma smerciate con la massima disinvoltura. Mi sembrava doveroso che alcune delle perle raccattate lungo la via non andassero perse. Poi ho preso gusto al gioco e mi sono divertito a scriverne alcune che avrei potuto sentire dire o dire io stesso.

2. Che cos’è il manzo di Kobe e chi lo massaggia?

E’ un manzo giapponese di una razza pregiata che viene alimentato in un modo specialissimo affinché la carne divenga particolarmente tenera e saporita (e cara). Intorno a questo animale fioriscono molte leggende, la più famosa delle quali vuole che negli ultimi tempi precedenti alla macellazione l’animale sia massaggiato quotidianamente con il saké. Mi piacerebbe molto conoscere uno che di mestiere fa il massaggiatore di manzo di Kobe. Chissà che contratto gli fanno.

3. Chi può trarre giovamento da un’attenta lettura del tuo manuale?

Ovviamente tutti: non vorremo mica autosegarci parte del target, no? E comunque, chiunque abbia un minimo di orecchio per le frasi e le idee riscaldate, non potrà che ritrovarne a iosa su moltissimi argomenti.

4. Quanto della tua esperienza personale di frequentatore di salotti e fine conversatore vi è confluita?

Moltissima. Il luogo comune, la frase fatta, la cosa sentita dire si insinua inavvertitamente anche negli eloqui di ottime e rigorosissime persone. E’ inevitabile. Poi, da che scrivo il “Manuale di Conversazione” ci faccio più caso e così finisce che non riesco a dire nulla senza sentirmi uno spacciatore. Un po’ come quegli artisti che restano prigionieri della propria opera. Del resto, con la velocità dei mezzi di comunicazione di oggi, la genialata di qualcuno oggi diventa la banalità di qualcun altro domani. Anche quest’ultima frase l’ho sentita dire e l’ho già usata diverse volte.

5. Quali sono i tuoi autori umoristici preferiti?

Woody Allen, Groucho Marx, Francis Veber al cinema. Su carta: Stanislaw Lec, Tom Sharpe, Gino Patroni (sempre citare un autore poco conosciuto: si suggerisce così un mondo di letture speculative e sofisticatissime). Se ci penso, però, me ne vengono in mente altri.

Grazie, Andrea! E per maggiori informazioni su Chi massaggia il manzo di Kobe vi segnalo, tra le numerose pagine presenti in rete, una recensione su La Stampa, un'intervista su GQ e un'intervista su Radio Monte Carlo, che potete ascoltare in podcast. Inoltre chi vive a Roma può intervenire alla presentazione del libro, mercoledì 6 luglio alle 19.00, presso la libreria Set, Piazza dei Martiri di Belfiore 12 (a due passi da piazza Mazzini).

Nel video, realizzato dal canale tv web ShooTV (dove ne trovate molti altri), Andrea ci spiega come... far finta di aver letto Illusioni perdute di Balzac.



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