lunedì 5 settembre 2011

“11 settembre. Io c’ero” di Giorgio Radicati, console italiano a New York

Si avvicina il decimo anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle – e l’inaugurazione di Reflecting Absence, il grandioso monumento progettato dall’architetto Michael Arad e dall’architetto paesaggista Peter Walker, costruito là dove le torri stavano (vedi anche il sito ufficiale delle commemorazioni). Ognuno di noi ricorda quel giorno, dov’era quando ha saputo, cosa ha fatto nei momenti successivi. Io mi trovavo a Roma, in un ufficio nel quale si discutevano gli sviluppi narrativi di una serie televisiva. All’improvviso irruppe nella stanza la ricercatrice, dicendo confusamente che era successa una cosa inimmaginabile. Accendemmo gli schermi e vedemmo in diretta televisiva i due crolli. Ricordo di aver detto con assoluta certezza allo sceneggiatore capo, l’amico Dante Palladino, che la seconda torre non poteva crollare perché l’aereo era entrato molto più in alto – e ricordo che lui confermò con la stessa certezza. Dieci secondi dopo la seconda torre si disintegrava.

Ho scelto di presentarvi il racconto che ci fa dell’11 settembre Giorgio Radicati, console italiano a New York al tempo della tragedia. Quella mattina lui era nel traffico, diretto verso la sede del consolato. La città viveva l’ordinario trambusto sotto un cielo terso e nessuno poteva sospettare che gli attentatori erano a bordo dei fatali aerei e si accingevano a dirottarli contro i grattacieli del World Trade Center.

A dieci anni dall’evento, Radicati – coadiuvato dal giornalista Giuliano Capecelatro – ricorda in questo libro le difficili responsabilità del suo incarico a partire dalle ore drammatiche che hanno trasformato profondamente l’America e il mondo. Un viaggio nella New York di quei giorni ripercorso attraverso la voce dei suoi protagonisti: il sindaco Rudolph Giuliani, i vigili del fuoco, i connazionali scampati al disastro, i parenti delle vittime. “Ho l’impressione che questa tragedia abbia sortito l’effetto di rendere più umana la città” ha dichiarato l’autore.

11 settembre. Io c’ero (Iacobelli Editore, 144 pagine, € 16,50) propone una narrazione inedita corredata di un cospicuo inserto fotografico e delle prime pagine dei quotidiani locali e internazionali – cui si aggiunge uno spazio di riflessione sui nuovi scenari politici dopo l’attentato alle Torri Gemelle.

Giorgio Radicati ha iniziato la carriera diplomatica nel 1967. Ha rappresentato l’Italia in Europa, negli Stati Uniti e in Sud America. Dal 1978 al 1984, presso il Ministero degli Affari Esteri, è stato Capo dell’Ufficio Africa sub-sahariana per la cooperazione e lo sviluppo, portando avanti iniziative d’aiuto a favore dei paesi di quell’area. Tra i suoi incarichi recenti: Console Generale a New York (1998-2003), Ambasciatore a Praga (2003/2006), Ambasciatore dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) a Skopje fino al 2008. In parallelo ha coltivato le arti visive e la scrittura.

Giuliano Capecelatro, giornalista dal 1980, ha lavorato per venti anni a l'Unità e girato il mondo da inviato. Ha pubblicato con il Saggiatore: La banda del Viminale sul delitto Matteotti, Un sole nel labirinto, biografia romanzata del principe Raimondo de Sangro, Tutti i miei peccati sono mortali, biografia romanzata di Caravaggio. Con Deriveapprodi ha pubblicato Incrocio pericoloso, racconto inserito in una raccolta sul tema delle origini di Roma.

11 settembre. Io c’ero si può ordinare su:

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