martedì 11 ottobre 2011

A Parma il festival “Slowflute”, nel centenario della nascita di Nino Rota

È in corso nella provincia di Parma la IV edizione di Slowflute Festival, il primo festival italiano dedicato ai flautisti e alla loro musica, quest’anno nel nome di Nino Rota, nel centenario della sua nascita. Il cartellone propone l’analisi dell’opera di Rota, uno dei maggiori compositori novecenteschi che ha diffuso in tutto il mondo la musica italiana per il cinema e il teatro. Fu allievo di Pizzetti e Casella, nonché amico di Toscanini che in prima persona si impegnò per garantirgli una borsa di studio presso il Curtis Institute di Philadelphia.

A completare il progetto vengono presentati i brani per flauto e arpa incisi da Claudio Ferrarini (direttore artistico del festival) e Emanuela Battigelli, nel cd dedicato alle musiche tratte dai film Amarcord, Il Padrino, Casanova, Il Gattopardo (con il Valzer di Giuseppe Verdi arrangiato da Rota), Otto e mezzo, Giulietta degli Spiriti, La Dolce vita, Rocco e i suoi fratelli, Il Padrino, Romeo e Giulietta e l’edizione critica delle composizioni di Rota per flauto e arpa.

I concerti si tengono a Salsomaggiore, la località che ha visto esibirsi numerosi flautisti di Parma tra le fila dell’Orchestra dalle Terme, nata nel 1925 e diretta da Gino Gandolfi. Il 29 Ottobre il concerto di chiusura, presso la Pieve di San Prospero a Collecchio, sarà affidato a un’originale rilettura di pagine di musica per il cinema interpretate dal flauto e dalla tastiera analogica.

Tutti gli appuntamenti sono a offerta libera, a sostegno dell’Associazione ADA Donne Ambientaliste per l’attività di tutela della natura e di educazione ambientale.

Alla domanda “perché Slowflute?” Claudio Ferrarini risponde:

Essere slow, lenti, in alcuni casi non è sinonimo di non stare al passo; significa scegliere tutto ciò che migliora la qualità di ogni esperienza, rallentando i ritmi frenetici e opponendosi ai gesti frettolosi e superficiali. La velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda al virus: contro la “fast life” che sconvolge le nostre abitudini, sottoponendoci a un continuo cambiamento, proponiamo lo SlowFlute Festival che nasce per il piacere dell’ascolto di quei repertori flautistici che appartengono al passato, ma possono sviluppare il gusto del futuro. Questa cultura ci porterà a un progresso, uno scambio di storie, conoscenze, progetti per assicurarci un ascolto migliore.

Ecco i prossimi concerti in calendario:

Martedì 11 Ottobre, ore 21.15 – Salsomaggiore Terme, Palazzo dei Congressi (Sala delle Cariatidi)
La magia dell’Opera attraverso le Fantasie. Le pagine del melodramma che hanno reso grande la musica italiana nel mondo, ascoltate attraverso le Fantasie. Musiche di Donizetti, Bizet, Bach.
Giordano Olivieri, flauto
Giuseppe Vaccaro, pianoforte
Flautisti del Biennio solistico Conservatorio A. Boito di Parma

Sabato 15 Ottobre, ore 21.15 – Salsomaggiore, Terme del Berzieri
Il virtuosismo da Mozart a Doppler. Il favoloso regno dei grandi virtuosi del flauto. Musiche di Mozart, Kulhau, Doppler.
Roberto Fabbriciani, flauto
Claudio Ferrarini, flauto
Roberto Issoglio, pianoforte

Mercoledì 19 Ottobre, ore 21.15 – Salsomaggiore Terme, Palazzo dei Congressi (Sala delle Cariatidi)
VERDI sempre VERDISSIMO. Le più belle pagine di Giuseppe Verdi per due flauti e pianoforte.
Giordano Olivieri, flauto
Leonora Fortunati, flauto
Giuseppina Coni, pianoforte
Allievi del dipartimento di Flauto del Conservatorio A. Boito di Parma

Mercoledì 26 Ottobre, ore 21.15 – Salsomaggiore Terme, Palazzo dei Congressi (Salone Moresco)
La magia degli strumenti d’epoca nel grande repertorio barocco italiano. Il barocco italiano, suonato con gli strumenti originali dell’epoca. Un suono ritrovato per le orecchie contemporanee. Musiche di Vivaldi, Albinoni, Mascitti, Sammartini, Corelli.
Ensemble Benedetto Marcello

Concerto di chiusura del IV° Festival SlowFlute
Sabato 29 Ottobre, ore 21.15 – Collecchio, Chiesa di San Prospero
Omaggio a Nino Rota. Le più belle pagine sonore del mondo del Cinema secondo Nino Rota nel centenario della nascita.
“Non credo a differenze di ceti e di livelli nella musica: Il termine ‘musica leggera’ si riferisce solo alla leggerezza di chi l’ascolta, non di chi l’ha scritta”. Nino Rota
Claudio Ferrarini, flauto
Giovanni Amighetti, analog electronic sounds.

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