sabato 26 novembre 2011

Incontro con la scrittrice Rita Charbonnier

Da Il Giornale di BARGA, ancora a proposito de L’orma delle donne. L’articolo originale si può scaricare facendo clic qui (file Jpeg – 125 Kb). Buon fine settimana a tutti.
È un piacere leggerla, è un piacere ascoltarla, la scrittrice Rita Charbonnier, donna dai molti talenti che avevamo già incontrato durante gli incontri-dibattito di Fornaci in... canto tenutisi durante l’estate.

Il 18 ottobre scorso la scrittrice è stata di nuovo a Barga, presso Villa Moorings per affrontare, assieme alla commissione pari Opportunità e ad un variegato e partecipe pubblico il senso dell’orma delle donne nella Storia.

Autrice di tre romanzi di successo con protagoniste tre figure femminili e la Storia, il discorso si è sviluppato attorno a Nannerl Mozart – La sorella di Mozart, il suo primo romanzo, 2006, tradotto in decine di lingue – Maria Stella Chiappini – La strana giornata di Alexandre Dumas, 2009 – e a Elsa/Anita Garibaldi – Le due vite di Elsa, 2011.

Tutte donne che, nei romanzi di Rita Charbonnier come nelle proprie storie personali, hanno lasciato un’impronta, forse però più piccola di quella che avrebbero potuto se per epoca di appartenenza (metà Settecento la prima, inizio Ottocento la seconda, anni Trenta del Novecento la terza) e humus culturale fossero vissute nel presente.

La conferenza, portata avanti dalla scrittrice e dai membri della Commissione Pari Opportunità senza alcuna volontà di stigmatizzare o di “insegnare” alcunché si è concentrata soprattutto sul “dove la donna è partita e dove è arrivata”, riflessione importante per valutare dove la figura femminile può ancora arrivare.

Il premio Nobel per la pace assegnato pochi giorni fa a tre donne (la presidentessa della Liberia Ellen Johnson-Sirleaf, l’avvocatessa liberiana Leymah Gbowee e l’attivista yemenita Tawakkul Karman), definite “fonte di ispirazione, di coraggio, forza e impegno non comuni” e di grande potenziale nei processi di democrazia e pace, fa ben sperare che i talenti e la forza femminile comincino a non essere più “sprecati” o comunque messi in ombra.

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