venerdì 23 dicembre 2011

Filastrocca di Natale (con coda cinica a prestito)

Amarcord. La bambina nella foto sono io. Non il grazioso angioletto sulla destra, ma la personcina parlante nel microfono con le braccia conserte, le scarpe ortopediche (che probabilmente mi hanno rovinato piedi, schiena e denti), il grembiule della scuola elementare con tanto di fiocco e un paio di pantaloni di velluto verde a coste, disperatamente anni '70 (com'era bella, però, quella moda).
Si avvicinava il Natale e presso la Basilica dei Santi Pietro e Paolo di Roma Eur fu organizzato una specie di spettacolino nel corso del quale lessi un mio piccolo scritto, naturalmente fanciullesco e ingenuo, che trovate più in basso. Forse uno psicoanalista potrebbe trovare interessante la visione della Natività, che vi è espressa, come salvataggio da una coppia di genitori disinteressati e distratti; per non parlare di quei "fantasmi". E poi chissà perché mi misi nei panni di un bambino anziché di una bambina; probabilmente immaginavo che in quel modo la mia voce sarebbe stata più "universale". Di queste problematiche parleremo giusto al nascere del nuovo anno; fino ad allora, il blog va in vacanza. Tanti affettuosi auguri di buone feste a tutti.

Avvertenza. Anche se tra il piccolo scritto che segue e L'infinito vi è qualche differenza, non lo rilascio nel pubblico dominio, ma sotto la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0), come l'intero contenuto del blog. Ovvero, è possibile fare di questa filastrocca qualunque uso non commerciale, senza modificarla e riportando il mio nome; e se viene ripubblicata su Internet, riportando anche un link a questa pagina. Grazie e ancora auguri.


Natale: è sera, son solo

"Mamma, è già sera!
Or, non partire,
ho tanta paura
dei fantasmi, è tardi..."
"Oh, mio bambino,
ci manca il pane!
Sei birichino!
Come faremo domani
a mangiare?"
La mamma è già uscita.
Il babbo è al lavoro.
Quel bimbo, il bambino
tanto piccino
non più guarda l'ore,
ma prega il Signore.
"Mio Dio, sono solo!
Il babbo è al lavoro,
la mamma è al mercato,
e qui mi ha lasciato.
Io sento che avviene
qualcosa: che viene
in terra il Signore,
me l'hai detto tu...
si chiama Gesù.
Io qui sono solo,
ma un Bambinello
ch'è tanto bello
mi vuole allietar.
Gesù Bambino,
stammi vicino,
perché da solo
non posso star.
Sento un richiamo,
una musica dolce..."
"Osanna, Osanna!"
"E' nato, è nato!"
Il babbo è al lavoro,
la mamma è al mercato,
ma tu, Bambinello,
tu non mi hai lasciato.
Lì c'è una capanna,
è proprio vicino,
e dentro la greppia
c'è Gesù Bambino.
Ti adorano tutti,
il ricco e il pastore,
e cantano: "Osanna!
E' nato il Signore!
Ci porta e ci dona
la Pace e l'Amore".

Coda. A chi dovesse sentirsi stuccato da questo elogio dei buoni sentimenti, e desiderasse rifarsi lo spirito con un po' di sano cinismo, consiglio di ascoltare le considerazioni natalizie di Maddalena Balsamo, attrice e nota videoblogger.

Aggiornamento. Il video è stato rimosso da YouTube. Lo sostituisco con una mia playlist natalizia... che cinica proprio non è.

2 commenti:

  1. L'accostamento è geniale e ancor più lo è l'affermazione"tra il piccolo scritto che segue e L'infinito vi è qualche differenza". Buone feste a te

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