lunedì 31 gennaio 2011

Il genio del Novecento: Pablo Picasso

Penelope Filacchione per non solo Mozart

Picasso ritratto da Irving Penn (fonte: Flickr)
Sembra che per ogni secolo l’umanità riceva il dono di un genio, di qualcuno, cioè, che sappia portare il filo di un discorso alle sue massime conseguenze; in Spagna nel 1828 moriva Francisco Goya. Il suo erede, Pablo Picasso, nasceva ugualmente in Spagna nel 1881.

Come accade ad ogni Genio (ed Eroe) che si rispetti, l’alone di predestinazione circonda il nostro fin dalla nascita: il neonato, apparentemente morto, che resuscita per il fumo di un sigaro; il bambino che si salva per ben due volte dalla terribile scarlattina, che invece uccide la sorellina Conchita; il padre artista che rinuncia ai pennelli di fronte alla bravura del figlio.

Il Fato sembra avercela messa tutta, ha fatto le cose per bene: Picasso ha goduto di ben 92 anni di vita per rivoluzionare completamente il mondo dell’Arte, anche se in realtà di anni ne ha impiegati molto meno per raggiungere questo obiettivo.

E’ difficile raccontare Picasso, per varie ragioni: da un lato gioca a sfavore il “personaggio” costruito attorno alla persona – costruzione avviata dallo stesso Picasso, ma volentieri alimentata dalla critica – che ci impedisce di cogliere in profondità alcuni aspetti di un carattere a prima vista contraddittorio ed istrionico; d’altro canto è il modo stesso di procedere dello spagnolo nel campo dell’Arte a metterci in difficoltà.

Nel Novecento la quasi assoluta libertà di espressione degli artisti – raramente condizionati a priori da una committenza specifica – permette loro di spaziare come meglio credono dall’uno all’altro stile, di avviarsi in una direzione e tornare indietro laddove incontrano un vicolo cieco, di abbracciare un’idea, abbandonarla e poi magari riprenderla dopo un decennio. Picasso lavora appunto in questo modo. Se poi a questo aggiungiamo una straordinaria produttività ed una vita lunghissima, in cui il successo raggiunto dall’artista è stato tale da svincolarlo anche da qualunque “dovere morale” nei confronti del suo pubblico, l’impresa narrativa diventa davvero ardua. Ma noi vogliamo raccontare una storia e, per farlo, dobbiamo individuare almeno i punti fermi di una cronologia.

venerdì 28 gennaio 2011

Concerto ai Musei Capitolini (Roma), a favore di “Gocce nel mare” Onlus


Questa domenica, 30 gennaio 2011, alle ore 17.30, nella Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini (ammissione gratuita per chi è diretto al concerto!) si svolgerà un concerto del Coro Altrenote insieme al gruppo IMAGE a supporto dell’associazione onlus Gocce nel Mare. Ingresso libero fino a esaurimento posti, repertorio a sorpresa.

Gocce nel Mare, che si è ufficialmente costituita nel 2004 ma era già operante da anni in Brasile ed Etiopia, promuove e realizza interventi di sviluppo sostenibile. Gli interventi consistono principalmente nella costruzione di pozzi per l’acqua nei villaggi dell’Etiopia, e di cisterne per la raccolta dell’acqua piovana in Pantanal in Brasile.

lunedì 24 gennaio 2011

Cinque domande a Rita Charbonnier, autrice de “La sorella di Mozart”. Piemme Bestseller

Da domani la nuova edizione de La sorella di Mozart sarà in libreria. Questo mio romanzo, il primo, uscito originariamente nel 2006, è stato tradotto in diverse lingue (qui l’elenco e le copertine). Ho scelto cinque tra le domande che mi hanno posto altrettanti blogger (quattro italiani e una americana, che è anche una scrittrice), e relative risposte, e le ho riunite.

Con questa pagina chiudo la rubrica “Cinque domande a…”. Continuerò ad accogliere contributi esterni e trattare argomenti che non riguardino solo i miei romanzi, ma questa particolare rubrica comporta un impegno che (purtroppo) non posso più assumermi. Onore ai blogger che proseguono su questa strada, grazie di cuore a quanti hanno intervistato me e molte scuse a coloro le cui interviste non hanno trovato posto in questa pagina. L’elenco completo delle interviste, recensioni, segnalazioni dei miei romanzi pubblicate sui blog italiani si trova qui.

1. Nel tuo romanzo La sorella di Mozart, il personaggio principale è Nannerl, sorella per l’appunto del famoso Wolfgang. Come e quando hai scoperto la sua storia, le sue vicende?

venerdì 21 gennaio 2011

Alexandre Dumas, ‘o scrittore napulitano

Una rara foto a colori di Alexandre Dumas padre. Il fotografo si chiamava Alexis Gouin ed era nato a Cayes, ad Haïti. Il colore mette in evidenza la grande eleganza dello scrittore, le sue ascendenze etniche (vedi questo articolo), nonché la sua bellezza. La foto appartiene al Musée d’Orsay e mi è stata gentilmente inviata da Noël Lebeaupin della Societé des Amis d’Alexandre Dumas.

Un articolo da Il Mattino del 13 gennaio scorso (inoltratomi da Giglioviola, che ringrazio) riporta:

Un signore francese, ciarliero e dall’aspetto rubicondo, elegante e con un cappello a falde larghe, tra il 1861 e il 1863 si aggirava per Napoli con lapis e taccuino. Prolifico e fantasioso, curioso osservatore della realtà, Alexandre Dumas inviò a Parigi un gran numero di corrispondenze e di articoli. Ma non tutti vennero pubblicati su “L’Indipendente”, il giornale che lui stesso aveva fondato e diretto. Gli articoli che da allora rimasero inediti, scritti durante il soggiorno napoletano, diverranno ora un libro. Si intitolerà “Des Bourbones de Naples” (Dei Borbone di Napoli) e presto vedrà la luce in Francia.

L’opera, che sarà pubblicata dall’editore Fayrand, sarà curata dallo storico Jean-Paul Desprat e si avvarrà della prefazione di Claude Schopp, forse il più grande studioso mondiale di Dumas e del romanzo d’appendice (qui un’intervista per il Guardian, in inglese, qui una sua biografia di Dumas, in francese).

martedì 18 gennaio 2011

Nessuno si aspetta l’inquisizione spagnola



Così partiva un memorabile sketch dei Monty Python e così ripeteva più volte il protagonista maschile di Sliding Doors. Nessuno se l’aspetta, e quando l’Inquisizione arriva si resta attoniti, si soccombe, o magari ci si oppone con ogni mezzo. È quello che è accaduto negli ultimi due giorni a seguito di una stupefacente iniziativa sostenuta dall’Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon: quella di eliminare dalle biblioteche del territorio tutti i libri scritti dagli intellettuali e romanzieri che, nel 2004, firmarono un appello per la liberazione di Cesare Battisti.

lunedì 17 gennaio 2011

Intervista per “Talento nella Storia” e video sul sito di Christian Floris

Alexandre Dumas da giovane
Micro-post. Quasi un cinguettioTalento nella Storia è un portale nato la scorsa estate e curato da Andrea Rocchi, grande appassionato di storia, archeologia e discipline artistiche correlate. Per una panoramica sugli scopi del sito consultate questa pagina. Se volete leggere l’intervista che Andrea mi ha fatto a proposito de La strana giornata di Alexandre Dumas (e, en passant, dello stesso Dumas padre) spostatevi qui, o anche sul mio sito dove se ne trova un ampio estratto.

Christian Floris ha pubblicato sul suo sito l’intervista che mi ha fatto per il programma Se Scrivendo, in onda su Viva l'Italia Channel, canale 830 di Sky, e prodotto dal Gruppo Albatros Il Filo. Sempre a proposito de La strana giornata. La trovate qui.

mercoledì 12 gennaio 2011

“La sorella di Mozart”: parola di blogger

La sorella di Mozart
in un film del 2010
Il 25 gennaio uscirà la nuova edizione del mio primo romanzo per Piemme Bestseller. Chi volesse leggere le prime 20 pagine in anteprima può scaricarle sul proprio computer facendo clic qui (file Pdf – 84 Kb). Sul mio sito (che a giorni, per l’occasione, sarà ridisegnato) è possibile consultare la rassegna stampa internazionale (recensioni e interviste), leggere le risposte alle domande più frequenti, i commenti dei lettori italiani e stranieri, alcuni articoli su argomenti correlati (Mozart e non solo) e, nella sezione Multimedia, guardare immagini, video, ascoltare programmi radio e scaricare le musiche di Mozart citate nel romanzo.

Qui vorrei segnalare tre post recentemente pubblicati su altrettanti blog: in ordine di tempo, Isn’t it romantic?, Diario di pensieri persi, JuneRossBlog.com. Il primo è una recensione, il secondo una presentazione, il terzo un “book contest”: tra coloro che lasceranno un commento c’è in palio una copia del libro con dedica (l’estrazione avrà luogo sabato 22 gennaio). “Parola di blogger” è il titolo che ho dato a un’iniziativa lanciata quasi due anni fa, atta a rendere disponibili, ai blogger che volessero parlare dei miei romanzi, i materiali utili (i particolari su questa pagina del mio sito).


Recensione: LA SORELLA DI MOZART, di Rita Charbonnier
da Isn’t it romantic?

Quando si dice che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, solitamente si pensa a una moglie o a una donna amata; stavolta invece è una sorella, Nannerl Mozart (al secolo, Maria Anna Walburga Ignatia), personaggio realmente esistito e che come talento era alla pari del famoso fratello. Perché allora non sappiamo nulla di lei? Con questo romanzo Rita Charbonnier prova a dare una risposta (certo romanzata, ma su basi reali) a questa domanda. Il risultato è un bellissimo romanzo con una bellissima protagonista; Nannerl mi ha letteralmente conquistato per tanti motivi, in primis per la sua modernità.

lunedì 10 gennaio 2011

Caravaggio e il suo tempo

Tiziana Daga per non solo Mozart

Caravaggio, I bari, Kimbell Art Museum, Fort Worth, USA

Quando il ventenne Michelangelo Merisi arrivò a Roma, nell’estate o nell’autunno del 1592, Roma si avviava a diventare una capitale moderna e il monumentale teatro della controffensiva controriformista della chiesa romana.

Già gli interventi promossi da Sisto V (1585-90) avevano provveduto ad aprire nuove imponenti vie e a segnalare – rialzando gli antichi obelischi – ai pellegrini i luoghi più belli e più sacri della città che, nei decenni successivi, si sarebbe riempita di moltissimi nuovi edifici, palazzi, chiese e confraternite, finanziati con uno sforzo senza precedenti dalle famiglie del patriziato romano e dei personaggi legati alla curia pontificia.

lunedì 3 gennaio 2011

“La sorella di Mozart” e i romanzi storico-musicali

Tra tre settimane il mio primo romanzo, La sorella di Mozart, uscirà in una nuova edizione, per Piemme Bestseller. Tradotto in diverse lingue, il libro è uscito anche negli Stati Uniti. Pubblico qui un estratto da un saggio della scrittrice americana Susanne Dunlap, uscito sulla prestigiosa rivista Historical Novels Review, che si propone tra le altre cose di recensire tutti i romanzi storici pubblicati in lingua inglese (circa 800 recensioni l’anno).

Susanne, creatrice di storie nelle quali la musica ha un ruolo fondamentale (Emilie's Voice, Liszt's Kiss, The Musician's Daughter) si domanda quale sia la peculiarità dei romanzi incentrati su figure di musicisti e quando essi raggiungano lo scopo che l’autore si prefigge; mi pone alcune domande e riporta e commenta brani del testo. Trovate l’articolo anche sul mio sito, insieme a diversi altri variamente correlati a questo mio romanzo.


Quando la Musica è la Musa 
di Susanne Dunlap

Come soggetti biografici, i musicisti non sono diversi dagli altri personaggi storici; a parte il fatto che, probabilmente, sono meno noti al grande pubblico (con alcune eccezioni). Tuttavia, nel ricreare il mondo di un compositore o interprete del passato, il romanziere si trova a fronteggiare una difficoltà specifica: come si presenta la musica sulla pagina stampata? Non mi riferisco, naturalmente, alla forma dello spartito, ma piuttosto alla necessità di trasporre il mondo sonoro di un’epoca storica nel mondo verbale del romanzo: è un’impresa possibile? […]

sabato 1 gennaio 2011

Marta Abba. Un’attrice allo specchio

Esattamente un anno fa ho dedicato una pagina a Paola Borboni, riportando un suo scritto pubblicato nel 1931 sulla rivista di teatro Il Dramma. Vorrei oggi celebrare nello stesso modo un’altra grande attrice del secolo scorso, pure nata nel 1900, la cui carriera è stata meno durevole ma non meno importante: Marta Abba, musa di Luigi Pirandello e vera diva, che la stampa del suo tempo definì tra le altre cose “la Garbo della scena italiana”. Famosa e acclamata anche in Francia, Inghilterra e Stati Uniti, era in grado di recitare ugualmente in lingua inglese e francese e fece lunghe e trionfali tournée all’estero.

Pirandello e Marta Abba si conobbero a metà degli anni ‘20 e la giovane interprete, presto scritturata dal drammaturgo già quasi sessantenne, lo conquistò “fino a identificarsi in una immagine vivente del teatro pirandelliano: il successo dell’uno sarebbe stato il successo dell’altra” [fonte]. Pirandello scrisse per lei Diana e la Tuda (1926), L’amica delle mogli (1927), Trovarsi (1932), ma la Abba fu interprete anche dei suoi massimi capolavori (tra i quali Così è se vi pare e Sei personaggi in cerca d’autore).

Tra i due artisti esiste un celebre, ampio carteggio che la Abba, nell’ultimo periodo della sua vita, donò all’Università di Princeton e che è stato pubblicato in tempi relativamente recenti (Lettere a Marta Abba, Mondadori; Lettere a Luigi Pirandello, Mursia). Il carteggio consente non solo di esplorare la relazione tra l’attrice e il drammaturgo, ma anche di comprendere meglio quale rapporto il drammaturgo avesse con il suo pubblico, la società del tempo e il regime fascista. Alcune lettere di Pirandello a Marta Abba si trovano in rete; da questa pagina potete accedere a otto lettere scritte tra il 4 e il 13 luglio 1928.