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| Foto: seier + seier |
“C’è una bella storia sul tè” ha detto Amir. “Un gruppo di europei va a visitare un anziano e saggio uomo d’Oriente. Gli europei gli chiedono di trasmettere loro la sua profonda saggezza; l’uomo acconsente, ma prima vuole offrire il tè agli ospiti. Un servitore porta alcune tazze già piene, e il saggio prende la teiera e vi versa ancora del tè, finché la bevanda non traborda e si spande sul tavolo. Gli europei gli domandano perché mai versi del tè in tazze già piene, e lui risponde: vedete, io non posso darvi la mia saggezza, perché siete già pieni del vostro tè. In altre parole, siete già colmi della vostra cultura e non potete assorbirne un’altra.”
Amir è stato sposato con una donna italiana. “La conobbi qui in Giordania. Era venuta per lavoro; aveva una posizione dirigenziale in un’agenzia di viaggi italiana ed era stata invitata dal nostro Ministero del Turismo. All’epoca io lavoravo nella polizia turistica nell’area di Wadi Rum.”
Wadi Rum è una vallata piena di pace, nel deserto dalla sabbia rosa. La notte sembra di poter catturare le stelle con le mani. “Aveva in programma di restare due giorni. Ma il paesaggio, e il contatto con la società beduina, le piacquero moltissimo; mi disse che quel luogo le dava sensazioni straordinarie e che le pareva di aver trovato se stessa. Finì per trattenersi una settimana intera. In quei giorni parlammo a lungo, trovammo molti punti in comune e cominciammo ad amarci. In seguito lei tornò diverse volte, per rivedermi, finché non decidemmo di sposarci. Io lasciai il mio lavoro e mi trasferii in Italia. Lei era convinta che in Giordania non avrebbe mai trovato un buon lavoro e che per me fosse più facile inserirmi nel suo paese e trovare un’occupazione.”










