sabato 30 luglio 2011

La scrittrice Rita Charbonnier a Fornaci


Articolo uscito su giornaledibarganews.com, di Luca Galeotti, che ringrazio. È corredato di un’intervista in voce, che potete anche ascoltare utilizzando il player qui sotto. Immagini della presentazione si possono vedere sulla mia pagina Facebook.



A Fornaci di Barga, ospite della manifestazione musicale Fornaci in… canto, venerdì sera anche la scrittrice Rita Charbonnier. Romanziera, autrice di soggetti e sceneggiature per la televisione, appassionata di Internet e delle sue possibilità. Dal 2006 è attivo il suo blog nonsoloMozart che si occupa prevalentemente di libri, musica, spettacolo.



mercoledì 27 luglio 2011

Ci vediamo venerdì 29 a “Fornaci in… canto”

Questo venerdì 29 luglio sarò ospite della manifestazione musicale nazionale Fornaci in… canto a Fornaci di Barga (Lucca), per parlare dei miei romanzi (soprattutto dei loro aspetti musicali). Appuntamento alle ore 18 presso i giardini del Cocktail Time RistoPub adiacenti Piazza IV Novembre, sede della manifestazione.

Modererà l’incontro Luca Galeotti, direttore de Il Giornale di Barga, affiancato dallo staff del giornaledibarganews.com (media partner della manifestazione: una testata online redatta prevalentemente in lingua inglese. Dopotutto Barga è la città più scozzese d’Italia). Di seguito il comunicato stampa. Vi aspetto!

FORNACI IN...CANTO 2011
CONCORSO NAZIONALE MUSICALE 
per band, solisti, kids
III EDIZIONE
La musica sarà di nuovo protagonista nei giorni 28, 29 e 30 luglio 
alle ore 21 in Piazza IV Novembre a Fornaci di Barga LU

Anche quest'anno saranno tre i giorni di musica dal vivo, durante i quali si esibiranno concorrenti da tutta Italia con brani editi e/o inediti. Il Concorso, organizzato da Associazione Culturale Venti D'Arte e Scuola Musica Barga, prenderà il via nella sua fase eliminatoria giovedì 28 luglio alle ore 21 con la sezione Canto e proseguirà il giorno dopo, venerdì 29, con le sezioni Band e Kids (under 14).


lunedì 25 luglio 2011

Cinque domande a Paolo Cortesi, autore de “La velocità dei corpi”. Piemme

Nato a Forlì, dove vive e lavora, Paolo Cortesi ha pubblicato diversi saggi di storia della cultura occidentale ed è autore del programma televisivo Testimoni Risorgimento, che sarà trasmesso a settembre su Rai Storia. 
Il suo romanzo d’esordio, Il fuoco, la carne (Perdisa Editore), ha vinto il Premio Todaro-Faranda nel 2003. Con Il patto (Nexus Edizioni) ha ottenuto un buon successo di critica e di pubblico.

Al centro del suo nuovo romanzo La velocità dei corpi (182 pag., 14 euro) c’è la figura di un prete spregiudicato, che sfrutta l’abito talare per fare i propri interessi: non esita a inscenare false apparizioni per gruppi di fedeli creduloni né a sfruttare il nome di un cardinale, organizzando una truffa ai danni di molti investitori incauti.
 È un misogino, che vede le donne come mero strumento di dominio, fantocci di carne da sedurre, con la pochezza delle creature peccatrici.
 Un giorno, però, seduce la donna sbagliata, moglie di un onorevole corrotto quanto lui…

1. Il protagonista del tuo romanzo è quindi un prete-malfattore. Sei stato ispirato da fatti di cronaca, da persone che hai conosciuto, o il personaggio è di pura fantasia?

Pura fantasia, certo. Ho costruito Don Sergio Quadrazzini con una miscela di realtà e di immaginazione, o meglio di realtà filtrata dall'interpretazione. Non mi interessava mettere in scena uno dei preti infami di cui le cronache, non solo italiane, hanno dato notizia recentemente. Volevo creare una figura umana che fosse, per certi aspetti, l'emblema della parte oscura della fede: un manipolatore, un uomo che domina tramite il plagio, la paura, il ricatto morale. E ho scelto un prete proprio perché fosse più violento il contrasto fra ciò che un uomo insegna e ciò che invece fa. Anche l'altro protagonista, l'onorevole Locasciollo, rappresenta il rovesciamento – senza la grandezza del Götterdämmerung, ma becero e osceno – dei valori della politica.

2. Paolo, perché hai scritto questo romanzo?

sabato 23 luglio 2011

L’occupazione del Teatro Valle di Roma: storia fotografica

Da Facebook, riporto un commento appena lasciato da una degli oltre 11.000 (al momento) sostenitori l’occupazione del Teatro Valle:

Oggi pomeriggio sono stata al Teatro Valle occupato. Nel foyer ci sono le foto di Pina Bausch e dei suoi più importanti danzatori Malou Airaudo e Dominique Mercy, i ragazzi lavorano, scrivono, pensano, si stancano e sorridono, il teatro è perfettamente pulito ed in ordine, si preparano serate, spettacoli ed assemblee e nonostante l'afa che c'è ovunque lì si respira l'aria più fresca che abbia mai sentito ultimamente.

Sottoscrivo. Negli ultimi giorni mi sono ritrovata spesso al Valle, sia nel pomeriggio, per dare, come posso, una mano sulla comunicazione in rete (per questo ho trascurato il blog…) sia la sera, per assistere agli spettacoli. Come ho già avuto modo di dire, è una cosa che ha veramente un senso. Non mi dilungherò sull’occupazione in sé, sulla quale potete trovare un gran numero di articoli in rete, tutti o quasi elencati sul sito ufficiale degli occupanti (ne ha parlato anche il New York Times); anche la blogosfera ne ha molto parlato; mi limiterò a proporvi un video, molto bello, che racconta la straordinaria esperienza attraverso le immagini dei tanti fotografi che frequentano il Valle da 40 giorni a questa parte.

lunedì 18 luglio 2011

“Le due vite di Elsa” nei blog. Nuove uscite

“Ciao, capo!”
“Perché non stai lavorando al blog?!”
“Perché sto andando al mare” potrebbe rispondere il biondo nella vignetta rielaborata da Mike Licht.

D’estate la frequentazione di Internet si fa forse più rada e distratta; eppure l’attività dei blog letterari non si ferma. Al contrario. Di recente sono uscite due recensioni del mio ultimo romanzo Le due vite di Elsa (entrambe molto positive) e un’intervista esclusiva, che mi è stata richiesta dall’autrice del blog tramite il mio sito ufficiale. Grazie alle ottime blogger e lettrici, ed ecco a voi le anteprime dei post; facendo clic sui titoli potete collegarvi direttamente alle pagine.


Reading at Tiffany’s, 8 luglio 2011. Recensione
Questo romanzo è un grande affresco della mediocrità della borghesia fascista e della ridondanza del regime, dipinto con maestria dall’autrice che ha cercato di dare il giusto peso alle luci e alle ombre di quest’epoca. Ma è soprattutto il racconto che parla di due donne, Elsa ed Anita, così distanti tra di loro – la prima fragile ed impacciata, la seconda impavida e determinata – eppure così vicine, animate dalla stessa volontà di vivere e di lottare.


Il libro eterno, 28 giugno 2011. Intervista
Ci vuoi parlare del tuo romanzo “Le due vite di Elsa”?
È un viaggio delicato e complesso nell’essenza della protagonista, una ragazza che vive a Roma durante l’era fascista e nel 1931, quando inizia la narrazione, ha vent’anni. Oppressa da restrizioni sociali e familiari, Elsa vive un drammatico conflitto interiore; lotta per esprimersi, ma non riesce neppure a parlare ed è affetta da attacchi isterici. Nella sua vita d’un tratto irrompe una potente figura simbolica, quella di Anita Garibaldi, una donna forte e coraggiosa, che è il suo esatto opposto...

martedì 12 luglio 2011

Reading musicale: il nuovo video



Dopo i due bei video realizzati e pubblicati su YouTube dallo staff de La vie en Rose, ecco un altro "concentrato" (poco più di 3 minuti) del reading musicale che si è tenuto per il mio romanzo più recente, Le due vite di Elsa, presso Sesto Senso Art Gallery di Roma. (Nota per chi riceve questi aggiornamenti via email: per vedere i video occorre collegarsi al blog).

Altri reading e altre presentazioni verranno nel corso di questa torrida estate. Tornate sul blog per gli aggiornamenti, oppure iscrivetevi al feed del mio sito ufficiale per essere informati in tempo reale di tutte le novità! Intanto, buone vacanze a chi sta per partire. E un pensiero di gratitudine, da chi resta in città, per chi ha inventato l'aria condizionata.

giovedì 7 luglio 2011

Le sculture aeree di Graziano Piazza in mostra a Prato

Si inaugura stasera alle 21, e resterà aperta fino al 31 agosto, una mostra di sculture aeree di Graziano Piazza presso lo spazio espositivo “L’Asterisco” di Prato (via Banchelli 63). Alcune opere saranno inoltre presentate presso lo studio di design “L’Otto Agency”, sempre a Prato, e nel foyer del Teatro Metastasio - dove in tempi recenti Piazza, forse più conosciuto come artista di teatro che come scultore, è stato tra gli interpreti principali di Passaggio in India, da Forster, con la regia di Federico Tiezzi.

Quando pensiamo alla scultura la colleghiamo all’istante a qualcosa di pesante: materiali come marmo, legno, creta. Così la definizione di Wikipedia: La scultura è l’arte di dare forma ad un oggetto partendo da un materiale grezzo o assemblando assieme diversi materiali. Secondo queste parole, quindi, anche le opere di Piazza, assemblate partendo dall’intreccio di uno o più fili di ferro o rame, si possono definire sculture. Il lavoro dell’artista, tuttavia, si basa su una linea grafica, e nello stesso tempo materica; quasi un disegno che esce dal foglio e diviene tridimensionale.

Osservando le sue opere non possono non venire alla mente le opere di Alexander Calder, l’artista nordamericano, poi trasferitosi a Parigi, che ha inventato l’arte cinetica. Lo stesso Piazza ha dichiarato: “Una grande mostra retrospettiva di Calder a Torino, ormai molti anni fa, è stata l’ispirazione iniziale della mia arte”. Un’arte che prende le distanze dalla scultura classica, piena, per lasciare il posto all’arte cinetica, ma soprattutto al volume reso con la leggerezza di materiali solo all’apparenza pesanti.


mercoledì 6 luglio 2011

Per sempre ragazzo. Racconti e poesie a dieci anni dall’uccisione di Carlo Giuliani

Domani, 7 luglio, uscirà per Marco Tropea Editore una raccolta di racconti e poesie in memoria di Carlo Giuliani. A dieci anni di distanza dal G8 di Genova, trenta scrittori italiani hanno voluto raccontare in questo libro il coraggio, la giovinezza spezzata, la non rassegnazione, la sete di giustizia: pensieri, emozioni, sensazioni che riportano il lettore al clima di quei giorni. Gli autori, la curatrice e l’editore devolvono l’intero importo di diritti e ricavi loro spettanti al Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus.

Gli scrittori coinvolti sono Carmelo Albanese, Fulvia Alberti, Cristiano Armati, Nanni Balestrini, Francesco Barilli, Sergio Bianchi, Pino Cacucci, Massimo Carlotto, Geraldina Colotti, Maria Rosa Cutrufelli, Erri De Luca, Girolamo De Michele, Marco Di Renzo, Valerio Evangelisti, Annamaria Fassio, Roberto Ferrucci, Eros Francescangeli, Daniela Frascati, Ermanno Gallo, Fabio Giovannini, Giulio Laurenti, Paolo Nori, Alessandro Pera, Lidia Ravera, Marco Rovelli, Marco Sommariva, Paola Staccioli, Stefano Tassinari, Roberto Tumminelli, Lello Voce.

La postfazione è di Haidi Gaggio Giuliani. In appendice, una scheda sui fatti di Genova 2001 a cura di Giuliano Giuliani. Così scrive la curatrice, Paola Staccioli, nell’introduzione:

Carlo privo di vita sull’asfalto di una piazza genovese. Nel pomeriggio di un 20 luglio, quello del 2001, infuocato dal caldo e dalle polemiche. Canottiera bianca, pantaloni e passamontagna blu. Rotolo di scotch al braccio. Immagini stampate in modo indelebile in una moltitudine di occhi disarmati. Fotogrammi di un amaro film che mai avremmo voluto vedere e invece di continuo invade la mente. Estintore contro pistola. Due spari, uno fatale. Carlo a terra, maschera di sangue. La camionetta dei carabinieri passa e ancora passa sul suo corpo agonizzante. La morte si abbatte sui mille colori del movimento dei movimenti. Incredulità, sgomento. Rabbia. Carlo Giuliani, ragazzo. Carlo Giuliani, per sempre ragazzo.

lunedì 4 luglio 2011

Cinque domande ad Andrea Ballarini, autore di “Chi massaggia il manzo di Kobe?”. Dalai Editore

Andrea Ballarini nasce a Milano nel secolo scorso. Dopo il liceo scientifico si iscrive inutilmente a Giurisprudenza, poi giunge alle soglie della laurea in Lettere Moderne, che non consegue perché dal 1989 si dedica all’advertising. Per vivere da allora fa il copywriter. Per non morire scrive delle storie. Dal 2001 vive a Roma. Nel 2003 appare per Lupetti Editori il suo primo romanzo Giallo Viola - Casanova, il cinema e l’amore. Nel maggio 2009 pubblica con Del Vecchio Editore il romanzo ambientato nel mondo della commedia dell’Arte del Seicento Il trionfo dell’asino. Dal 2010 ogni venerdì tiene su “Il Foglio” la rubrica “Manuale di conversazione” che nel 2011 viene raccolta nel libro Chi massaggia il Manzo di Kobe? da Dalai Editore. Al momento continua a scrivere un po’ per sé e un po’ per la pubblicità, ma principalmente naviga a vista.

1. Caro Andrea, in primo luogo ti pregherei di esporre le ragioni esistenziali, antropologiche e sociologiche che ti hanno spinto a scrivere questo libro.

In anni di intensa frequentazione di bar e meeting di lavoro mi sono accorto che una gran parte delle conversazioni è fatta da idee riciclate, non sempre capite davvero ma smerciate con la massima disinvoltura. Mi sembrava doveroso che alcune delle perle raccattate lungo la via non andassero perse. Poi ho preso gusto al gioco e mi sono divertito a scriverne alcune che avrei potuto sentire dire o dire io stesso.