Come riconoscere i segnali che ci invia il nostro corpo? Dove cercare le cause profonde di una malattia? Con Il risveglio del corpo. Dai sintomi alle emozioni l’arte della salute (Iacobelli Editore, 208 pagine, 15 euro) Maria Teresa Pinardi e Nadia Tarantini seguono le tracce di un sapere antico, alla ricerca di una nuova consapevolezza. Attraverso strumenti alternativi alla medicina ufficiale – shiatsu, naturopatia, alimentazione macrobiotica, yoga – le autrici ci conducono alla riscoperta delle memorie depositate nel corpo e alla comprensione dei suoi messaggi.
Avvincente come un romanzo e utile come un piccolo manuale di medicina naturale, Il risveglio del corpo è un invito a leggere i conflitti irrisolti, le emozioni, le vecchie abitudini come tracce impresse sulla mappa di ogni esistenza. “Sentire” la memoria del corpo significa rivisitare il passato e risanarlo: in questo affascinante percorso la malattia può divenire il segnale di un necessario cambiamento e l’opportunità di riparare le ferite dell’anima.
Questo volume ci guida verso una nuova comprensione del corpo e ci fa scoprire aspetti dimenticati dello stare al mondo, da custodire e ascoltare come una preziosa voce della nostra interiorità. Pubblicato per la prima volta nel 1996, Il risveglio del corpo è diventato libro di culto per gli amanti della medicina naturale e non solo. La Iacobelli lo ha recentemente riproposto in una nuova edizione aggiornata, con ricche appendici sui rimedi naturali e alcune indicazioni terapeutiche.
lunedì 31 ottobre 2011
lunedì 24 ottobre 2011
“Life Live”, mostra personale di Marco Tamburro al MACRO Testaccio di Roma
Mercoledì 26 Ottobre alle ore 18,00 all’interno degli spazi della Pelanda, presso il MACRO Testaccio di Roma, s’inaugura la mostra personale di Marco Tamburro Life Live a cura di Luca Beatrice. La mostra, che durerà fino al 20 novembre, è promossa e patrocinata dal Ministero della Gioventù, dalla Regione Lazio e da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, con il supporto organizzativo di Zetema Progetto Cultura.
In esposizione 30 opere suddivise in due sezioni, una pittorica e una fotografica, scelta imprescindibile: il lavoro pittorico del giovane artista perugino (nato nel 1974) è all’inizio fortemente influenzato dalla sua passione per la fotografia. Nel corso del tempo Tamburro ridurrà progressivamente nelle proprie opere l’uso di ritagli fotografici, una scelta determinata dalla consapevolezza di aver ormai scelto come mezzo espressivo principale la pittura, nella quale le campiture di bianco e di nero, a volte interrotte da squarci accesi di rosso, esprimono al meglio la trasfigurazione di quel “teatro di vita” che lui vuole rappresentare.
Luca Beatrice, curatore della mostra, nel testo in catalogo edito da Il Cigno GG Edizioni, scrive:
In esposizione 30 opere suddivise in due sezioni, una pittorica e una fotografica, scelta imprescindibile: il lavoro pittorico del giovane artista perugino (nato nel 1974) è all’inizio fortemente influenzato dalla sua passione per la fotografia. Nel corso del tempo Tamburro ridurrà progressivamente nelle proprie opere l’uso di ritagli fotografici, una scelta determinata dalla consapevolezza di aver ormai scelto come mezzo espressivo principale la pittura, nella quale le campiture di bianco e di nero, a volte interrotte da squarci accesi di rosso, esprimono al meglio la trasfigurazione di quel “teatro di vita” che lui vuole rappresentare.
Luca Beatrice, curatore della mostra, nel testo in catalogo edito da Il Cigno GG Edizioni, scrive:
Pur essendo pittura che genera dall’astrazione, con rimandi al vorticismo e all’ipercinetismo futurista, quello di Marco Tamburro è un lavoro dalla forte componente autobiografica, persino letteraria. Gesti e movimenti si mescolano di continuo a un vissuto improntato sulla storia personale e, metaforicamente, sul destino dell’artista. Dietro di sé si agita il mondo come scosso da una spirale, da cui rischiamo di essere travolti ma che ci affascina e in fondo rappresenta l’unica possibilità concreta di esistenza. Aggiungere caos al caos. Moltitudini reali e immaginarie, perdita dell’orientamento, scherzo sul proprio destino (il clown, lo schermo disturbato). Di questa mostra “La mia vita” è il quadro chiave, citando una vecchia canzone “è l’uomo che si gioca il cielo a dadi.”
Argomenti:
Arti figurative
martedì 18 ottobre 2011
Manfredi Aliquò legge una lettera di Leopold Mozart al figlio, Wolfgang Amadeus
Bernhard Paumgartner la definisce “la più nobile di tutte le sue lettere” (Mozart, Einaudi, pag. 226). Io la trovo francamente ignobile. Leopold Mozart, padre di Wolfgang e Nannerl, grande manipolatore, abilissimo nel mantenere il controllo dei famigliari attraverso il ricatto emotivo, dispiega qui tutta la sua arte.
La situazione che lo indusse a scrivere questa famosa lettera è enunciata all’inizio del video: nel 1778, a 22 anni, Mozart era in viaggio per l’Europa insieme alla madre, in cerca di un ingaggio – come suo padre aveva disposto e organizzato. Incontrata a Mannheim una famiglia di musicisti, i Weber, e soprattutto incontrata la loro figlia cantante, l’irrequieto giovanotto aveva provato il desiderio di recarsi in Italia con lei, per farle calcare le scene in una nuova opera che avrebbe scritto. Aveva esposto nei dettagli il progetto al padre, cercando di prevenire le assai probabili sue obiezioni. Per dissuaderlo da quella che gli parve una pura follia, e indurlo invece a recarsi a Parigi, il 12 febbraio 1778 Leopold gli rispose con una lunghissima lettera – un estratto della quale potete ascoltare qui sopra nell’interpretazione di Manfredi Aliquò.
Argomenti:
Wolfgang Amadeus Mozart
domenica 16 ottobre 2011
Intervista a Rita Charbonnier
Intervista uscita su Lo Schiaffo martedì scorso e realizzata da Mariangela Celiberti, che ringrazio.
Altre interviste su questo blog: L'Adige, Nuovasocietà, Deltanews, History Buff. Da blog letterari: Iperboli, ellissi, e... di tutto un po'. Radiofoniche: Radio Svizzera, Radio Popolare, Fahrenheit, Ciao Radio, Radio Città Futura. Televisive: Mattina in famiglia, Rai News 24, Viva l'Italia Channel, Unomattina, Rai 2 notte.
Rita Charbonnier è l’autrice di tre romanzi molto apprezzati dai lettori: “La sorella di Mozart”, “La strana giornata di Alexandre Dumas” e “Le due vite di Elsa” (Edizioni Piemme), pubblicato nel maggio di quest’anno. Nata a Vicenza, ma residente a Roma, ha studiato musica ed è stata, in passato, attrice di teatro e tv. Visitando il suo sito si entra in contatto con tutto il suo mondo artistico.
I suoi tre romanzi sono ambientati in epoche lontane: “La sorella di Mozart” nella seconda metà del settecento, “La strana giornata di Alexandre Dumas” nell’ottocento, “Le due vite di Elsa” nella prima metà del novecento. Come mai questa scelta?
Sono stati i personaggi a condurmi nelle loro epoche. Non scelgo a priori un’ambientazione storica per poi costruire una trama al suo interno; il processo è opposto. In principio mi appassionai alla figura di Nannerl, sorella di Mozart, per poi restare affascinata da Maria Stella Chiappini, la protagonista del mio secondo romanzo che si confida con un giovane Dumas; Elsa, per la prima volta, è un personaggio di invenzione. Vive nell’era fascista per due ragioni: è alla ricerca del proprio sé e il processo è reso più difficile dal contesto omologante e repressivo (bisogna essere ‘cattivi’ con i propri personaggi); tra il 1931 e il 32 avvenne nella realtà un episodio che fa da sfondo alla sua vicenda, cioè il trasferimento delle spoglie di Anita Garibaldi da Nizza a Roma e l’innalzamento del monumento all’eroina sul colle del Gianicolo.
Il personaggio di Elsa, del suo ultimo romanzo, racchiude in sé una profonda bellezza, che si scopre piano piano, leggendo la sua storia. Chi – o cosa- le ha ispirato la figura e la vita di Elsa Puglielli?
Altre interviste su questo blog: L'Adige, Nuovasocietà, Deltanews, History Buff. Da blog letterari: Iperboli, ellissi, e... di tutto un po'. Radiofoniche: Radio Svizzera, Radio Popolare, Fahrenheit, Ciao Radio, Radio Città Futura. Televisive: Mattina in famiglia, Rai News 24, Viva l'Italia Channel, Unomattina, Rai 2 notte.
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| Foto di Tony Zecchinelli |
I suoi tre romanzi sono ambientati in epoche lontane: “La sorella di Mozart” nella seconda metà del settecento, “La strana giornata di Alexandre Dumas” nell’ottocento, “Le due vite di Elsa” nella prima metà del novecento. Come mai questa scelta?
Sono stati i personaggi a condurmi nelle loro epoche. Non scelgo a priori un’ambientazione storica per poi costruire una trama al suo interno; il processo è opposto. In principio mi appassionai alla figura di Nannerl, sorella di Mozart, per poi restare affascinata da Maria Stella Chiappini, la protagonista del mio secondo romanzo che si confida con un giovane Dumas; Elsa, per la prima volta, è un personaggio di invenzione. Vive nell’era fascista per due ragioni: è alla ricerca del proprio sé e il processo è reso più difficile dal contesto omologante e repressivo (bisogna essere ‘cattivi’ con i propri personaggi); tra il 1931 e il 32 avvenne nella realtà un episodio che fa da sfondo alla sua vicenda, cioè il trasferimento delle spoglie di Anita Garibaldi da Nizza a Roma e l’innalzamento del monumento all’eroina sul colle del Gianicolo.
Il personaggio di Elsa, del suo ultimo romanzo, racchiude in sé una profonda bellezza, che si scopre piano piano, leggendo la sua storia. Chi – o cosa- le ha ispirato la figura e la vita di Elsa Puglielli?
giovedì 13 ottobre 2011
Ci vediamo sabato 15 a Barga (Lucca)
Questo sabato, 15 ottobre, sarò a Barga (in provincia di Lucca) per una nuova iniziativa legata ai miei romanzi. (Molti di noi, sentendo nominare Barga, ricorderanno questa poesia di Giovanni Pascoli...)
Tempo fa ho presentato La sorella di Mozart nella bella cittadina toscana, e l'estate scorsa sono tornata nei pressi per la manifestazione Fornaci in... canto. Stavolta si tratta di un incontro-aperitivo presso Villa Moorings, un edificio Liberty a pochi passi dal centro storico. L'evento, voluto dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Barga (e organizzato in collaborazione con Edicola Libreria Poli), è intitolato L'orma delle donne. I passi di genere femminile nella storia.
Parlerò con il pubblico dei miei romanzi e delle figure femminili, reali e immaginarie, che vi sono ritratte; porterò la conversazione e la discussione sui condizionamenti ambientali che gravavano in passato sulle donne, e che in altre forme continuano a gravare. A conclusione della serata sarà offerto un aperitivo. L'appuntamento è per sabato 15 ottobre alle 17,30 presso Villa Moorings, via Roma 18, Barga.
Inoltre la mattina di sabato incontrerò gli studenti delle scuole medie superiori della città (Liceo Classico, Socio-Psico-Pedagogico, Scienze Sociali) per un'iniziativa denominata Incontro con l'autore.
Chi si trova in zona, venga a trovarci...
Tempo fa ho presentato La sorella di Mozart nella bella cittadina toscana, e l'estate scorsa sono tornata nei pressi per la manifestazione Fornaci in... canto. Stavolta si tratta di un incontro-aperitivo presso Villa Moorings, un edificio Liberty a pochi passi dal centro storico. L'evento, voluto dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Barga (e organizzato in collaborazione con Edicola Libreria Poli), è intitolato L'orma delle donne. I passi di genere femminile nella storia.
Parlerò con il pubblico dei miei romanzi e delle figure femminili, reali e immaginarie, che vi sono ritratte; porterò la conversazione e la discussione sui condizionamenti ambientali che gravavano in passato sulle donne, e che in altre forme continuano a gravare. A conclusione della serata sarà offerto un aperitivo. L'appuntamento è per sabato 15 ottobre alle 17,30 presso Villa Moorings, via Roma 18, Barga.
Inoltre la mattina di sabato incontrerò gli studenti delle scuole medie superiori della città (Liceo Classico, Socio-Psico-Pedagogico, Scienze Sociali) per un'iniziativa denominata Incontro con l'autore.
Chi si trova in zona, venga a trovarci...
Argomenti:
Donne,
Mie presentazioni
mercoledì 12 ottobre 2011
“Le due vite di Elsa”, “La sorella di Mozart”: ultime voci in rete
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| Immagine di ssoosay |
Recensione di Maria Di Lorenzo per In purissimo azzurro
Isteria, sentenziano. E con questa parola pensano di aver detto tutto. Di aver circoscritto la natura di Elsa. E, mettendola in una nicchia precisa, di aver neutralizzato la forza eversiva che cova dentro di lei. Che non è certo ‘matta’, ma più semplicemente è una ‘donna’. Una giovane donna timida e graziosa abitata da un “mondo sanguigno e rovente” che gli altri non comprendono e che rigettano bollandola nell’unico modo che sanno: isterica. Ma Elsa, che ha fatto sempre e solo ciò che gli altri, i suoi familiari, si aspettavano da lei, è solo una ragazza balbuziente, che vive una dolorosa solitudine perché privata della facoltà di esprimersi, di usare la parola, quel “nastro prezioso che mette in relazione gli esseri umani, e li induce a uscire dalla solitudine”.
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Presentazione del romanzo su Flannery. Il forum letterario delle donne che scrivono
Ed eccomi qui, di fronte alla terza prova narrativa della signora Charbonnier. L’aspettavo al varco, consapevole che questo libro rappresenta una tappa fondamentale del suo percorso letterario. Uno scrittore a un certo punto della sua carriera o si appiattisce, si adagia sugli allori delle opere precedenti, o va oltre, spinto dal demone della competitività, dal sacro ardore della continua ricerca, dall’ambizione, dal desiderio di mostrare soprattutto a se stesso che è in grado di scardinare qualsiasi barriera; di possedere il grimaldello per accedere e impadronirsi dei segreti che la scrittura contiene nei suoi meandri più reconditi. L’aspettavo al varco curioso, da lettore innamorato dei suoi scritti, pronto a “vendicarmi” con una sonora stroncatura nel caso mi avesse riservato una delusione.
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martedì 11 ottobre 2011
A Parma il festival “Slowflute”, nel centenario della nascita di Nino Rota
È in corso nella provincia di Parma la IV edizione di Slowflute Festival, il primo festival italiano dedicato ai flautisti e alla loro musica, quest’anno nel nome di Nino Rota, nel centenario della sua nascita. Il cartellone propone l’analisi dell’opera di Rota, uno dei maggiori compositori novecenteschi che ha diffuso in tutto il mondo la musica italiana per il cinema e il teatro. Fu allievo di Pizzetti e Casella, nonché amico di Toscanini che in prima persona si impegnò per garantirgli una borsa di studio presso il Curtis Institute di Philadelphia.
A completare il progetto vengono presentati i brani per flauto e arpa incisi da Claudio Ferrarini (direttore artistico del festival) e Emanuela Battigelli, nel cd dedicato alle musiche tratte dai film Amarcord, Il Padrino, Casanova, Il Gattopardo (con il Valzer di Giuseppe Verdi arrangiato da Rota), Otto e mezzo, Giulietta degli Spiriti, La Dolce vita, Rocco e i suoi fratelli, Il Padrino, Romeo e Giulietta e l’edizione critica delle composizioni di Rota per flauto e arpa.
I concerti si tengono a Salsomaggiore, la località che ha visto esibirsi numerosi flautisti di Parma tra le fila dell’Orchestra dalle Terme, nata nel 1925 e diretta da Gino Gandolfi. Il 29 Ottobre il concerto di chiusura, presso la Pieve di San Prospero a Collecchio, sarà affidato a un’originale rilettura di pagine di musica per il cinema interpretate dal flauto e dalla tastiera analogica.
Tutti gli appuntamenti sono a offerta libera, a sostegno dell’Associazione ADA Donne Ambientaliste per l’attività di tutela della natura e di educazione ambientale.
A completare il progetto vengono presentati i brani per flauto e arpa incisi da Claudio Ferrarini (direttore artistico del festival) e Emanuela Battigelli, nel cd dedicato alle musiche tratte dai film Amarcord, Il Padrino, Casanova, Il Gattopardo (con il Valzer di Giuseppe Verdi arrangiato da Rota), Otto e mezzo, Giulietta degli Spiriti, La Dolce vita, Rocco e i suoi fratelli, Il Padrino, Romeo e Giulietta e l’edizione critica delle composizioni di Rota per flauto e arpa.
I concerti si tengono a Salsomaggiore, la località che ha visto esibirsi numerosi flautisti di Parma tra le fila dell’Orchestra dalle Terme, nata nel 1925 e diretta da Gino Gandolfi. Il 29 Ottobre il concerto di chiusura, presso la Pieve di San Prospero a Collecchio, sarà affidato a un’originale rilettura di pagine di musica per il cinema interpretate dal flauto e dalla tastiera analogica.
Tutti gli appuntamenti sono a offerta libera, a sostegno dell’Associazione ADA Donne Ambientaliste per l’attività di tutela della natura e di educazione ambientale.
Argomenti:
Musica
lunedì 10 ottobre 2011
Torna in scena “Lettere rubate. Cercando Fernando Pessoa là dove non è mai stato” di Tony Allotta
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| Foto di Azzurra Primavera |
Questa la situazione. Un uomo dei nostri tempi è alle prese con una profonda crisi e, nel tentativo di dare una svolta alla sua vita, tenta l’ultima carta: il furto nella sacrestia di una chiesa. S’improvvisa ladro prendendo spunto da celebri (e maldestri) furfanti cinematografici: i protagonisti di Operazione San Gennaro, Anna Magnani e Totò in Risate di gioia. Studia il percorso di fuga su internet, consultando fantomatiche mappe di cunicoli sotterranei; qualcosa però va storto, e si ritrova in un teatro.
Dopo aver pregato gli spettatori di non denunciarlo, li rende suoi complici. La refurtiva comunque è poca cosa: un’immagine votiva, un paio di candelabri e soprattutto un misterioso baule, il cui contenuto il nostro ladro improvvisato scopre insieme agli spettatori. Nient’altro che un mucchio di lettere impolverate e una busta di plastica che conserva gli indizi di un rebus.
Argomenti:
Letteratura,
Teatro
venerdì 7 ottobre 2011
“Jane Eyre”, il film
Esce oggi in Italia Jane Eyre, tratto dal romanzo di Charlotte Brontë: un film diretto dal giovane regista americano Cary Fukunaga, con Mia Wasikowska nel ruolo del titolo, affiancata da Michael Fassbender (Vincitore della Coppa Volpi alla 68° Mostra del Cinema di Venezia), Jamie Bell e Judi Dench.
Questa nuova versione cinematografica del romanzo (ricordiamo quella di Franco Zeffirelli del 1996, ma ce ne sono state molte altre) viene presentata come una rivisitazione in chiave gotica; Moira Buffini, la sceneggiatrice, è riuscita a infondere un’immediatezza contemporanea al classico della Brontë. Il regista ha dichiarato di aver riletto più volte il libro, “cercando di provare gli stessi sentimenti che la scrittrice deve aver provato scrivendolo. C’è qualcosa di sinistro che grava sull’intera storia... ne sono stati realizzati oltre venti adattamenti fino a oggi, e questo lato oscuro è stato espresso di rado. L’hanno trattato quasi sempre come un semplice romanzo sentimentale del passato, ma io credo che sia molto di più”.
Una donna fragile e forte, un’eroina senza tempo, appassionata e oscura, percorre prati, corridoi e castelli dell’Inghilterra del XIX secolo. Amore, passione, dolore, sogni e paure in un film che seduce, sorprende e commuove. Jane Eyre (Mia Wasikowska), dopo un’infanzia di crudeltà, è determinata a vivere la propria vita senza più paure. L’incontro con Rochester (Michael Fassbender) le spalancherà le porte di un amore travolgente, segnato però da incomprensibili lampi di tenebra e inquietudine... L’audace rilettura di un capolavoro della letteratura di tutti i tempi ci accompagna in un sogno, come solo le grandi storie sanno fare.
Questa nuova versione cinematografica del romanzo (ricordiamo quella di Franco Zeffirelli del 1996, ma ce ne sono state molte altre) viene presentata come una rivisitazione in chiave gotica; Moira Buffini, la sceneggiatrice, è riuscita a infondere un’immediatezza contemporanea al classico della Brontë. Il regista ha dichiarato di aver riletto più volte il libro, “cercando di provare gli stessi sentimenti che la scrittrice deve aver provato scrivendolo. C’è qualcosa di sinistro che grava sull’intera storia... ne sono stati realizzati oltre venti adattamenti fino a oggi, e questo lato oscuro è stato espresso di rado. L’hanno trattato quasi sempre come un semplice romanzo sentimentale del passato, ma io credo che sia molto di più”.
Argomenti:
Cinema,
Letteratura
giovedì 6 ottobre 2011
Visualizzazione dinamica di Blogger: io mi butto
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| edoardocosta @flickr |
Vantaggi
Rapidità di caricamento. Grazie all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, il caricamento delle pagine è più veloce del 40%.
Fruibilità. È facilissimo accedere ai post precedenti e correlati: lo scrolling è infinito e si naviga tra i post senza bisogno di ricaricare la pagina. È inoltre molto interessante, come accennavo prima, la possibilità per l’utente di personalizzare la navigazione, scegliendo una delle sette visualizzazioni offerte dal menu a discesa sotto il titolo del blog. Dopo aver navigato in un blog dinamico tutti gli altri vi sembreranno obsoleti.
Aspetto minimale ed elegante. Assume grande importanza il contenuto del post, sia dal punto di vista del testo che delle immagini. D’altra parte, il fatto che il post sia lunghissimo o corto come un tweet non influisce minimamente sull’equilibrio visivo del blog.
Argomenti:
Internet
mercoledì 5 ottobre 2011
In libreria “Tutte le lettere di Mozart”
Che Mozart fosse un artista sommo, in grado di produrre almeno un capolavoro per ogni genere musicale, è cosa nota. Ma che uomo era? Davvero, nella vita privata, era un insolente fanciullone che sapeva parlare solo di cacca, una sorta di idiot savant come ci è stato fatto credere? È possibile conciliare l’altezza dell’intelletto e la bassezza delle pulsioni che alcune sue lettere lasciano intendere? Voi stessi potete dare una risposta a queste domande leggendo quelle famose lettere, e molte altre di tono assai diverso, nella nuova edizione appena uscita per Zecchini e curata da Marco Murara (3 volumi in cofanetto, 2.032 pagine, 89 euro).
L’epistolario della famiglia Mozart è una lettura interessante e divertente; fu il mondo umano che ne balzava fuori a intensificare, diversi anni fa, il mio desiderio di occuparmi di quella straordinaria famiglia con un romanzo. Al tempo, in lingua italiana se ne trovava solo un’edizione piuttosto parziale (un centinaio di lettere) pubblicata da Guanda, ristampata nel 2006 e ancora in commercio; per svolgere le ricerche dovetti procurarmi quella curata da Geneviève Geffray del Mozarteum di Salisburgo, in francese, sette tomi editi da Flammarion che comprendono il diario della sorella di Mozart, testimonianze e documenti altrimenti introvabili, con un ricco e autorevole apparato di note e approfondimenti. Ma anche quei volumi adesso sono fuori stampa. Quindi, coloro che intendono studiare a fondo la biografia e le opere di Mozart, nonché la società e la cultura europea del secondo Settecento, possono procurarsi questa nuova pubblicazione. La traduzione dell’epistolario (dal tedesco dell’epoca, che era piuttosto diverso da quello di oggi) è di Marco Murara, grande appassionato del Maestro che avevo avuto modo di conoscere in rete per via del suo sito WikiMozart e che ho conosciuto di persona al recente Convegno di Studi Mozartiani di Rovereto (vi ho partecipato con una relazione sulla sorella di Mozart, vedi questo articolo da scaricare).
L’epistolario della famiglia Mozart è una lettura interessante e divertente; fu il mondo umano che ne balzava fuori a intensificare, diversi anni fa, il mio desiderio di occuparmi di quella straordinaria famiglia con un romanzo. Al tempo, in lingua italiana se ne trovava solo un’edizione piuttosto parziale (un centinaio di lettere) pubblicata da Guanda, ristampata nel 2006 e ancora in commercio; per svolgere le ricerche dovetti procurarmi quella curata da Geneviève Geffray del Mozarteum di Salisburgo, in francese, sette tomi editi da Flammarion che comprendono il diario della sorella di Mozart, testimonianze e documenti altrimenti introvabili, con un ricco e autorevole apparato di note e approfondimenti. Ma anche quei volumi adesso sono fuori stampa. Quindi, coloro che intendono studiare a fondo la biografia e le opere di Mozart, nonché la società e la cultura europea del secondo Settecento, possono procurarsi questa nuova pubblicazione. La traduzione dell’epistolario (dal tedesco dell’epoca, che era piuttosto diverso da quello di oggi) è di Marco Murara, grande appassionato del Maestro che avevo avuto modo di conoscere in rete per via del suo sito WikiMozart e che ho conosciuto di persona al recente Convegno di Studi Mozartiani di Rovereto (vi ho partecipato con una relazione sulla sorella di Mozart, vedi questo articolo da scaricare).
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Libri,
Wolfgang Amadeus Mozart
martedì 4 ottobre 2011
Il Teatro Valle Occupato risponde all’appello di Gianni Alemanno
Ricevo dall’ufficio stampa del Teatro Valle Occupato e volentieri pubblico. Dell’occupazione del Teatro Valle di Roma avevo parlato qui e brevemente qui.
Siamo felici delle dichiarazioni del Sindaco Gianni Alemanno che, dopo quasi quattro mesi di occupazione e di straordinaria partecipazione della comunità artistica e della cittadinanza, costituiscono un ulteriore riconoscimento del percorso di lotta intrapreso al Valle Occupato.
Proprio il coinvolgimento, atto di lotta e di coscienza collettiva, ha rivelato la natura di Bene Comune del Teatro Valle e ha portato all’ipotesi di far nascere qui un centro dedicato alla elaborazione drammaturgica e alla narrazione del presente.
"Bene comune" non è un’espressione retorica ma una figura giuridica prevista dalla nostra Costituzione, che consente l’autogestione, a opera di utenti e lavoratori, di un bene di cui viene riconosciuto il valore all’interno della collettività.
Presenteremo a breve lo statuto della futura Fondazione Teatro Valle Bene Comune, primo passo di un processo partecipativo e condiviso per arrivare alla sua costituzione.
Siamo felici delle dichiarazioni del Sindaco Gianni Alemanno che, dopo quasi quattro mesi di occupazione e di straordinaria partecipazione della comunità artistica e della cittadinanza, costituiscono un ulteriore riconoscimento del percorso di lotta intrapreso al Valle Occupato.
Proprio il coinvolgimento, atto di lotta e di coscienza collettiva, ha rivelato la natura di Bene Comune del Teatro Valle e ha portato all’ipotesi di far nascere qui un centro dedicato alla elaborazione drammaturgica e alla narrazione del presente.
"Bene comune" non è un’espressione retorica ma una figura giuridica prevista dalla nostra Costituzione, che consente l’autogestione, a opera di utenti e lavoratori, di un bene di cui viene riconosciuto il valore all’interno della collettività.
Presenteremo a breve lo statuto della futura Fondazione Teatro Valle Bene Comune, primo passo di un processo partecipativo e condiviso per arrivare alla sua costituzione.
lunedì 3 ottobre 2011
“Le due vite di Elsa” a “Furbo chi legge”, Radio Svizzera in lingua Italiana
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| CarbonNYC @flickr |
L'intervista che mi ha fatto la conduttrice del programma ha spaziato tra vari argomenti, da Anita Garibaldi e le ragioni per le quali proprio le sue vicende fanno da sfondo alle vicende di Elsa (la protagonista del romanzo), fino ai temi psicologici che costituiscono la base stessa della storia; dalle diverse modalità che un attore e un narratore utilizzano per immergersi nei propri personaggi fino alla scelta di ambientare il romanzo durante il ventennio fascista e non, magari, ai giorni nostri. Potete comodamente ascoltare la puntata dal player qui sotto. (Coloro che ricevono i post per email devono collegarsi al blog per poter fruire dei contenuti audio e video.)
In alternativa, per ascoltare la puntata, potete spostarvi su questa pagina del mio sito. O ancora, potete visitare la pagina ufficiale del podcast della Radio Svizzera, dove trovate le altre puntate recenti del programma; cercate sulla sinistra la dicitura Lingua, letteratura e arte e troverete in corrispondenza sulla destra il riquadro di Furbo chi legge. Tra gli ultimi ospiti, Andrej Longo, Ernesto Ferrero, Giuseppe Lupo ed Ermanno Cavazzoni. Buon ascolto... e buon lunedì a tutti.
Argomenti:
Le due vite di Elsa,
Mia rassegna stampa,
Radio
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