mercoledì 30 novembre 2011

Tanti cari saluti alle visualizzazioni dinamiche di Blogger

“La coerenza è il fantasma dei mediocri” diceva Dorothy Parker. E dunque, dopo aver magnificato a più riprese Blogger Dynamic Views, vado allegramente a ingrossare le fila di coloro che sono tornati al “vecchio” sistema. Ecco perché:

  1. non funziona la traduzione del blog in altre lingue
  2. la ricerca all’interno del blog è limitata ai post caricati nella homepage – quindi francamente non serve a molto
  3. il pulsante “Mi piace” di Facebook non è della giusta dimensione; inoltre, su Facebook appare solo il link al post, senza l’immagine
  4. quando si lavora a un post, non è possibile vedere come apparirà prima di pubblicarlo (anteprima).

Peraltro, le statistiche sulle visite al blog sono a dir poco deliranti. Blogger ci fa sapere che una volta attivate le visualizzazioni dinamiche si può notare un incremento nel numero di accessi – perché il sistema ha migliori capacità di rilevamento. Ma quando si confrontano questi dati con quelli di Google Analytics, viene da ridere. Esempio: nell’ultimo mese, secondo Analytics, questo blog ha avuto 4.735 visualizzazioni di pagina. Secondo l’interfaccia di Blogger, nello stesso periodo, 20.154. Quasi il quintuplo. Inoltre più della metà dei visitatori risiederebbe negli USA. Assolutamente improbabile, visto che non si poteva tradurre il testo; è chiaro che qualcosa non torna. Anche i percorsi di accesso sono incompleti e spesso del tutto assenti.

Spero che i problemi di questo nuovo sistema vengano presto risolti, perché era e resta molto “cool”.

martedì 29 novembre 2011

Blogger Dynamic Views. Personalizzazioni e dolori

Tommy Pariah @ Flickr
Quando Blogger ha lanciato le visualizzazioni dinamiche (che ho presto adottato) la situazione era un po’ spartana: tutto uguale per tutti, a parte lo sfondo del blog. Solo quello si poteva cambiare, scegliendo un’immagine tra le tante messe a disposizione dal fornitore del servizio, o caricandone una propria. Dopodiché sono arrivate le personalizzazioni (giustamente: ognuno vuole che il proprio blog sia unico). E i dolori. Ovvero, in rete si è cominciato a vedere di tutto, e molto di quel tutto è inguardabile.

Eccezioni: questo blog di cucina e questo blog di moda. Ce ne saranno sicuramente molte altre ma, girellando per la rete, sono rimasta colpita da questi due casi perché nella loro semplicità (e diversità) riescono a essere visivamente gradevoli. In entrambi è stata scelta come predefinita la visualizzazione “Magazine” – la più gettonata in assoluto a livello mondiale, stando a quanto ci fa sapere Blogger (io da ieri ho invece impostato “Mosaic”, basata sull’impatto delle immagini. Dopotutto Internet è qualcosa che, prima di essere letto, è visto). Il primo dei due blog accoppia opportunamente il rosso dello sfondo e il rosso dei titoli, e il turchese dell’intestazione con la tonalità, giusto un po’ più intensa, dello sfondo-data del post. E utilizza (come anche il secondo) lo stesso carattere per il titolo del blog e dei post. In giro si vedono fino a quattro caratteri per pagina. Aiuto.

lunedì 28 novembre 2011

Reading musicale “Le due vite di Elsa” a Pavia: il video

Giuditta Rissone e Vittorio de Sica
sulla copertina de Il Dramma (15/1/1931)
A breve arriverà un altro video, realizzato da un professionista, ma intanto sono lieta di consegnare all’etere i primi 3 minuti (più in basso) che documentano il reading musicale del mio ultimo romanzo andato in scena a Pavia, presso l’Osteria letteraria Sottovento. La serata si inseriva nell’ambito della manifestazione Leggevamo quattro libri al bar organizzata dall’associazione onlus Vivere con lentezza.

All’inizio del video, le prime battute di Lodovico (“sei dolce come un fico, più caro amico di te non ho…”), cantata da Vittorio de Sica – e molto citata nel mio romanzo. Faceva parte della rivista Le lucciole della città (1931), così intitolata sulla scia del maggior successo cinematografico di quell’anno: Luci della città di Chaplin.

Dello spettacolo, scritto da Dino Falconi e Oreste Biancoli, con canzoni e musiche di Vittorio Mascheroni, furono protagonisti Pina Renzi, Umberto Melnati, Giuditta Rissone e, appunto, De Sica: per lui fu un autentico exploit come “chansonnier”. L’anno successivo, il 1932, ebbe un successo ancor maggiore con il film Gli uomini, che mascalzoni… di Mario Camerini, presentato alla prima edizione della Mostra del Cinema di Venezia e nel quale interpretò la celeberrima canzone Parlami d’amore Mariù.

De Sica in realtà non amava l’etichetta di cantante. Così dichiarò sulle pagine del quindicinale di teatro Il Dramma (1/12/1936, testo riportato qui):

sabato 26 novembre 2011

Incontro con la scrittrice Rita Charbonnier

Da Il Giornale di BARGA, ancora a proposito de L’orma delle donne. L’articolo originale si può scaricare facendo clic qui (file Jpeg – 125 Kb). Buon fine settimana a tutti.

È un piacere leggerla, è un piacere ascoltarla, la scrittrice Rita Charbonnier, donna dai molti talenti che avevamo già incontrato durante gli incontri-dibattito di Fornaci in... canto tenutisi durante l’estate.

Il 18 ottobre scorso la scrittrice è stata di nuovo a Barga, presso Villa Moorings per affrontare, assieme alla commissione pari Opportunità e ad un variegato e partecipe pubblico il senso dell’orma delle donne nella Storia.

Autrice di tre romanzi di successo con protagoniste tre figure femminili e la Storia, il discorso si è sviluppato attorno a Nannerl Mozart – La sorella di Mozart, il suo primo romanzo, 2006, tradotto in decine di lingue – Maria Stella Chiappini – La strana giornata di Alexandre Dumas, 2009 – e a Elsa/Anita Garibaldi – Le due vite di Elsa, 2011.

Tutte donne che, nei romanzi di Rita Charbonnier come nelle proprie storie personali, hanno lasciato un’impronta, forse però più piccola di quella che avrebbero potuto se per epoca di appartenenza (metà Settecento la prima, inizio Ottocento la seconda, anni Trenta del Novecento la terza) e humus culturale fossero vissute nel presente.

lunedì 21 novembre 2011

“La sorella di Mozart” nei blog, tra Italia e USA

Ultime blog-recensioni del mio primo romanzo. La seconda, molto bella, in lingua inglese.


Wanderer’s Eyes. Blog di studio, ricerca e sperimentazione

Salisburgo, 1756. Nel salotto della famiglia Mozart, una piccola platea assiste alla straordinaria esibizione al cembalo di una bambina di cinque anni, Nannerl. Ma in quella stessa casa, il nuovo nato le ruberà la scena: suo fratello, Wolfgang Amadeus. Attraverso il tormento di una donna nata troppo presto per le convenzioni sociali del suo tempo, La sorella di Mozart di Rita Charbonnier è un libro che mostra una donna che rimane stritolata, senza poter trovare la possibilità di esprimere se stessa e il proprio talento artistico.
Il romanzo racconta la vita di Maria Anna Walburga Ignazia Mozart soprannominata “Nannerl” che già a pochi anni di vita viene instradata dal Padre Leopold ad imparare a suonare il clavicembalo.
A cinque anni nonostante le sue manine non arrivino neanche all’estensione di una quinta sulla tastiera è già capace di far danzare lo strumento e di affascinare il pubblico.
Tuttavia la sua passione e la sua bravura diventeranno ben poca cosa, quando nascerà il fratello Wolfgang, motivo d’orgoglio per il padre.

Vai alla pagina

mercoledì 16 novembre 2011

“L’orma delle donne”: il video

Il mese scorso sono stata a Barga (Lucca), su gentile invito della Commissione Pari Opportunità del Comune, per un’iniziativa dal titolo “L’orma delle donne” nella Storia. Nella bella Villa Moorings, davanti a una platea piuttosto varia, ho parlato dei miei tre romanzi e soprattutto di come intendano occuparsi dei condizionamenti ambientali che gravavano in passato sull’espressione artistica femminile – e che in altre forme continuano a gravarvi.

Una persona dello staff della Scuola di Musica Barga si è gentilmente offerta di realizzare un video dell’incontro e io le ho proposto di utilizzare una semplice macchina fotografica, che avrebbe reso più agevole il riversamento dei file. Forse nella vita ho avuto idee migliori. Sul piano del sonoro il risultato non è eccellente; ho pubblicato il video (che trovate più in basso) su Facebook e qualcuno ha commentato che non si capiva un accidente. Per fortuna, lo staff della testata multimediale giornaledibarganews ha pubblicato un resoconto dell’iniziativa corredato di foto e soprattutto della registrazione audio di una parte del mio intervento, nella quale parlo della “sorella di Shakespeare” di Virginia Woolf – e poi della sorella di Mozart. Potete ascoltarla qui, oppure dal player qui sotto. Altre foto della serata su questa pagina.

lunedì 14 novembre 2011

“Lavorare con lentezza” si può. Parola di Bruno Contigiani

Lavorare con lentezza: questo il titolo del terzo libro di Bruno Contigiani, dopo Vivere con lentezza (Orme 2008, poi riedito da Dalai) e Chi va piano (Rizzoli 2009). Bruno, e l’intero staff di Vivere con lentezza che lui presiede, sono cari amici per me, come si vede anche da altre pagine del blog: a proposito di Chi va piano, di Leggevamo quattro libri al bar, della Giornata Mondiale della Lentezza.

Era capo ufficio stampa di IBM Italia, di Telecom Italia Corporate e di Telecom Progetto Italia (quindi uno stressatissimo manager) quando uno sfortunato, o forse fortunatissimo, tuffo in mare costrinse Bruno Contigiani a rallentare i suoi ritmi di vita. Allora fondò L’Arte Del Vivere Con Lentezza Onlus e prese a organizzare spiritose iniziative in Italia e all’estero (New York, Tokyo, Shanghai), come le multe ai passanti troppo frettolosi, che intratteneva con ironici quanto profondi ragionamenti sul loro rapporto con il tempo; prese anche a discutere con gli studenti di alcune delle maggiori università del mondo di come cambiare l’economia e il lavoro per porre le basi di una società migliore. Poi, un giorno, in una tragicomica esperienza a fianco di un (ex) Ministro della Repubblica italiana, scoprì il profondo disprezzo per il lavoro che quotidianamente tante persone verificano sulla loro pelle.

lunedì 7 novembre 2011

“Roma. Percorsi di genere femminile”, a cura di Maria Pia Ercolini

Foto: Lalupa @ Wikimedia Commons
Di solito non mi spertico; le segnalazioni di libri che pubblico su questo blog non equivalgono automaticamente a “consigli per gli acquisti”. In questo caso sì. Vorrei consigliare a donne e uomini, che vivano nella capitale o vi si rechino in visita, di procurarsi Roma. Percorsi di genere femminile (Iacobelli Editore, collana Guide, 162 pagine, 20 euro) e di percorrere, o ripercorrere, Trastevere e il Gianicolo (o “Giannicolo”, come dicono i romani) col naso un po’ all’aria e un po’ alle pagine.

Il volume verrà presentato questo mercoledì, 9 novembre 2011, presso Palazzo Corsini alla Lungara (nella foto). La presentazione si concluderà con una visita alla Galleria Corsini, ricca di tesori artistici, condotta dalla storica dell’arte Adriana Angelelli con il supporto della formatrice Alessandra Forteschi. Appuntamento alle 17 in via della Lungara, 10.

L’idea della guida – spiega la curatrice, Maria Pia Ercolini, docente di Geografia turistica – nasce da un’esperienza didattica.
 Roma è nota per i suoi uomini illustri (imperatori, consoli, papi, condottieri, politici…) mentre restano spesso invisibili i segni lasciati dalle donne; donne diverse, il cui passaggio nella storia è stato talvolta deliberatamente cancellato. La guida intende quindi proporre a lettrici e lettori la narrazione di uno spazio urbano che non sia declinato solo al maschile.