domenica 1 gennaio 2012

“Cinque domande a…” volta pagina: da ora in poi, solo scrittrici

takomabibelot @flickr
L’11 dicembre scorso, giorno di chiusura della Fiera Più Libri Più Liberi, è stato proclamato il Libro dell’anno 2011 del programma Fahrenheit di Radio 3, scelto dagli ascoltatori e dai lettori. E mi ha colpita, riascoltando alla radio l’elenco dei libri candidati, constatare come solo tre su dodici fossero stati scritti da donne (Chiara Palazzolo, Ben Pastor e Silvia Ricci Lempen). Proprio quel giorno il movimento “Se non ora quando” era tornato in piazza.

La settimana precedente avevo effettuato un sorteggio natalizio dei miei romanzi tra gli iscritti alla mia newsletter e avevo constatato come si candidassero all’estrazione quasi solo donne; alla fine, ci sono state cinque vincitrici e un vincitore. Mi sono trovata davanti a un paradosso: sembra che un lettore su sei sia uomo, e che uno scrittore su sei sia donna.

La mia newsletter, naturalmente, non fa statistica. Ma le statistiche vere ci dicono che le donne leggono più degli uomini, mentre sembra che esistano tuttora più scrittori che scrittrici e che, comunque, i libri scritti da uomini vengano premiati più spesso ed entrino più facilmente in classifica. Come mai?

Su questo blog, all’interno della rubrica Cinque domande a…, finora ho intervistato 8 scrittrici (Monica Avanzini, Elisabetta Bucciarelli, Annamaria Fassio, Chiara Ingrao, Giorgia Lepore, Loredana Lipperini, Michelle Moran, Aude Walker) e 9 scrittori (Roberto AlajmoAndrea Ballarini, Ugo Barbàra, Bruno ContigianiAlfredo ColittoPaolo CortesiLuca Filippi, Andrea Frova, Giuseppe Matarazzo). Con il nuovo anno si cambia corso: intervisterò solo scrittrici. Trasformerò questa rubrica nel Teatro La Maddalena di Roma degli anni ‘70!

Non si tratta quindi di quote di genere; il riferimento è più antico. Non si tratta di andare alla ricerca di una presunta “naturale” specificità della scrittura femminile quanto di evidenziare, se possibile, alcune delle modalità sottili (e quindi, oserei dire, infide) attraverso le quali la dominazione maschile oggi si esprime; se è vero ad esempio che Joanne Rowling, al tempo della prima pubblicazione, fu consigliata di firmarsi J. K. Rowling per non essere immediatamente identificata come donna quindi autrice di roba donnesca.

Per chi non lo sapesse, il Teatro La Maddalena era uno dei luoghi-cardine di una felice stagione nella quale il palcoscenico italiano, o magari la cantina, era contestazione, sperimentazione, politica; il che oggi avviene più raramente. Si trovava in Via della Stelletta (pieno centro di Roma, a pochi passi dal Pantheon) ed era il teatro femminista militante. Solo donne vi erano ammesse a recitare, dirigere, scrivere, occuparsi di luci, costumi e scenografia (quando c’era). Cito da questa pagina:

Tra gli altri gruppi teatrali politici troviamo La Maddalena, formato a Roma nel ‘72 su iniziativa di Dacia Maraini. Attraverso il teatro si tenta una riflessione sulla condizione della donna e si privilegia il lato informativo come nello spettacolo “Mara, Maria, Marianna” durante il quale erano distribuiti dei volantini da diffondere poi durante le manifestazioni. Il gruppo inizialmente è formato solo da professioniste salvo poi aprire, in un secondo momento, le porte alle non professioniste allo scopo di risalire alla sorgente espressiva ed esistenziale.

Lettere d'amore. Foto di scena
Io ci ho recitato. Per la prima volta in vita mia. A metà degli anni Ottanta; avevo appena finito il liceo e vagheggiavo di occuparmi di teatro. Mia madre vide su un giornale l’annuncio di un seminario di regia tenuto da Lucia Poli presso La Maddalena, e mi esortò a frequentarlo. La Poli (che pure ho intervistato nel blog) volle trasformare quello che avrebbe potuto essere un mero ciclo di chiacchierate teoriche in un vero spettacolo, al quale diede il titolo Lettere d’amore. E da lì, per me e non solo per me, è cominciato tutto.

Domani pubblicherò l’intervista con Chiara Palazzolo, una delle tre autrici candidate al “libro dell’anno” che ci siamo appena lasciate alle spalle. Seguirà Silvia Ricci Lempen e chiuderà in bellezza il trittico Ben Pastor. E poi si vedrà. Felice anno nuovo a tutt*.

Se non vuoi perdere le prossime interviste:

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