lunedì 21 maggio 2012

Una mostra su Tatiana Pavlova presso il Museo Teatrale del Burcardo (Roma)

Tatiana Pavlova
Ancora grandi attrici (e in questo caso anche registe) del Novecento: dopo Paola Borboni e Marta Abba, il blog rende omaggio a Tatiana Pavlova (1890-1975). Fino al 7 giugno, peraltro, presso il Museo Teatrale del Burcardo di Roma, che si trova nei pressi di Largo Argentina, è visitabile una bella mostra a lei dedicata (martedì e giovedì dalle 9 alle 16, ingresso gratuito anche nel caso di visite guidate; maggiori informazioni qui). Fra gli oggetti più interessanti sono esposte le caricature eseguite da Umberto Onorato e Filiberto Scarpelli e i numerosi costumi teatrali. La lunga carriera artistica di Tatiana Pavlova come attrice, regista e docente dell’Accademia d’Arte Drammatica è documentata inoltre dalle numerose foto di scena provenienti dall’archivio fotografico del Burcardo e da una scelta di locandine, che fanno parte delle vastissime collezioni documentarie della biblioteca della SIAE.

Tatiana Pavlova (vedi anche questa pagina del sito Russi in Italia) nacque nel 1890 in Ucraina, a Ekaterinoslav. Iniziata giovanissima la carriera nella compagnia di Pavel Orlenev, con la quale girò la Russia in numerose tournée, nel 1916 divenne prima attrice al Teatro Drammatico di Mosca. Lasciata la Russia allo scoppio della rivoluzione, nel 1920 si trasferì in Italia, dove apparve in alcuni film muti prodotti dall’Ambrosio Film di Torino, uno dei primi stabilimenti cinematografici italiani. Dopo gli studi di dizione con Cesarino Dondini e Carlo Rosaspina, nel 1923 debuttò con una compagnia propria al Teatro Valle di Roma con Sogno d’amore di Ivan Kossorotoff, che poi portò nei maggiori teatri italiani con grande successo.

Tatiana Pavlova
Con le sue messe in scena, Tatiana Pavlova contribuì ad aprire la strada alla regia moderna, dedicando una maggiore attenzione al lavoro dell’attore, sulla base delle teorie di Konstantin Sergeevič Stanislavskij, ma anche alla cura dell’insieme di scene, costumi e luci, ispirandosi al Teatro d’Arte di Mosca e al lavoro di Vladimir Nemirovič-Dančenko, che chiamò in Italia per diverse regie. Le sue idee innovative le attirarono le critiche dei sostenitori del teatro tradizionale; fra i suoi critici più ostili fu anche Luigi Pirandello.

Come regista, Tatiana Pavlova si avvalse del lavoro di attori del calibro di Renato Cialente, Giulio Donadio, Annibale Betrone ed Evi Maltagliati, e dell’opera di scenografi come Aleksandra Ekster, Leonid Brailovskij, Mario Pompei, Antonio Valente. Come direttrice della compagnia, oltre a Nemirovič-Dančenko, si avvalse di registi come Nikolaj Evreinov, Pietro Sharoff, Guido Salvini e Anton Giulio Bragaglia. Nel 1935 Silvio D’Amico le affidò la cattedra di regia all’Accademia d’arte drammatica; fra i suoi allievi furono Orazio Costa Giovangigli, Pietro Masserano Taricco e Alessandro Brissoni.

Una caricatura di Tatiana Pavlova
Nel 1938 sposò Nino D’Aroma, giornalista, drammaturgo e direttore dell’Istituto LUCE. Ritiratasi dalle scene, vi rientrò nel 1946 con Zoo di vetro di Tennessee Williams, per la regia di Luchino Visconti.

Fra il 1949 e il 1951 diresse nuovamente una propria compagnia, interpretando il ruolo principale de La lunga notte di Medea di Corrado Alvaro, di cui firmò anche la regia. Negli anni Cinquanta e Sessanta svolse un’attività di rilievo come regista di opere liriche e di teatro televisivo. Morì a Grottaferrata nel 1975. Nel 1976 il marito e la figlia donarono alla Biblioteca e Raccolta Teatrale del Burcardo una collezione di documenti, costumi e oggetti di scena che le erano appartenuti.

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