Scrivere senza leggere

Elvert Barnes @ Flickr
La maggior parte degli aspiranti scrittori produce materiale impubblicabile, poiché non di rado essi scrivono e non leggono. L'avevo già detto. Ma qualcuno di coloro che si rivolgono a me come a una Grande Madre in grado di risolvere tutti i loro problemi e realizzare tutte le loro aspirazioni (fammi da editor, trovami un editore, trovami un agente letterario), qualcuno di costoro si è peritato di sfogliare almeno questo blog, prima di provare a contattarmi?

Perché la gente vuole a tutti i costi pubblicare un libro? Perché TUTTO IL MONDO desidera farlo con particolare ardore? E come è possibile che una parte consistente di quel mondo i libri non li ami, non li pratichi, non li conosca, non sappia cosa siano, non li legga?

Qui sotto la email che ho inviato a un'aspirante scrittrice che insisteva per pagarmi perché revisionassi il suo romanzo e lo rendessi pubblicabile. Dopo molte resistenze mi sono risolta a pregarla di inviarmi una sinossi di una pagina e le prime 20 pagine del suo testo, così da farmi un'idea e capire se/come sarebbe stato possibile procedere. Scorrendo il materiale mi è sorto il sospetto che costei non avesse letto molto in vita sua. Allora le ho scritto una email che recitava: che cosa stai leggendo, in questi giorni? Potresti farmi un elenco degli ultimi 5 romanzi che hai letto, dal più al meno recente? Le ho chiesto inoltre se avesse per caso letto i miei, visto che aveva deciso di rivolgersi proprio a me.
Lei mi ha risposto che in effetti negli ultimi anni ha avuto la possibilità di leggere poche cose, visto l'impegno considerevole che le ha richiesto la scrittura del suo libro; che i miei romanzi non li aveva ancora letti, ma si era "già attivata" per ordinarli in libreria.

Mia cara,
purtroppo mi confermi una cosa che già sapevo: tu non leggi. Me n'ero accorta fin da un primissimo, veloce sguardo alle cose che mi hai mandato. Ora, devi sapere che non si può scrivere senza leggere. E' come pretendere di attraversare la Manica a nuoto senza aver mai fatto 10 vasche in piscina. E' come pretendere di dipingere un tramonto senza mai averne osservato uno.
L'arte è una catena di esperienze. E' camminare su un terreno che altri hanno calpestato prima di noi, aggiungendo il nostro contributo. Ma il percorso che gli altri, prima di noi, hanno fatto, dobbiamo quantomeno tentare di conoscerlo.
Una persona che vuole scrivere non può permettersi di leggere, diciamo, meno di 3-4 romanzi ogni mese. Uno a settimana. Una quarantina in un anno. E' proprio il minimo, credimi. Perché esiste un fatto molto semplice: più si legge, meglio si scrive.
Tu sei determinata, appassionata e consapevole che la tua scrittura può migliorare: per questo stai cercando un editor. E' una cosa lodevole. Però, in un momento così delicato, rischi di partire col piede sbagliato. Troverai in giro una quantità di persone che ti diranno: ma certo! Non ti preoccupare! Il tuo romanzo te lo sistemo io. Dammi 500 euro, 1.000 euro, 1.500 e te lo faccio diventare fichissimo, e poi se me ne dai altri 2.000 ti trovo pure l'editore. Oddio, anche a lui dovrai dare qualcosa, ma saranno al massimo 3-4.000 euro, e poi vuoi mettere la soddisfazione di vedere il tuo libro pubblicato?
L'unico consiglio che intendo darti io, invece, è il seguente. Per qualche tempo lascia da parte i tuoi scritti, salvali su un CD, su una pennetta, stampali e mettili in cassaforte. Ben chiusi. E non riaprirli più finché non avrai letto, per cominciare, i classici dell'800. Non leggere i miei romanzi, quindi. Prima devi leggere Jane Austen, le sorelle Bronte, Flaubert, Tolstoj, Dickens. In questo periodo, se compri 'L'Espresso' (leggi anche quello: quotidiani e settimanali sono letture altrettanto importanti), con 3 euro in più ti compri anche un grande romanzo dell'800: comprali e leggili tutti o quasi tutti. Oppure vai a cercarli in biblioteca, che è gratis. Fai come ti pare, ma leggi prima i classici dell'800 (almeno una ventina), e poi passa a quelli del 900 (idem). Ogni tanto, per intervallare, leggi un autore vivente, preferibilmente italiano; prova a spulciare tra quelli che hanno vinto lo Strega o il Campiello, o magari tra i "Libri dell'anno" del programma 'Fahrenheit' di Radio 3. Dopodiché riprendi in mano i tuoi scritti, e ti garantisco che allora tutto ti apparirà molto più chiaro e che tu stessa avrai gli strumenti per migliorarti. Se vorrai, potrai anche riprovare a contattarmi; ma solo allora. Solo quando ti sarai formata, con le tue mani, con la tua mente, valorizzando te stessa, la tua intelligenza e la tua cultura, una solida base.
Buon lavoro, in bocca al lupo e un abbraccio,
Rita

P.S. Il narcisismo è una brutta bestia. E sospetto che pochi eventi nella biografia di una persona lo soddisfino come quello di vedere il proprio manoscritto pubblicato. Ma non può essere, davvero, tutto qui.

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