lunedì 11 marzo 2013

Se non legge, non ci scopare


Una decina di giorni fa ha preso a girare su Internet un articolo in inglese intitolato Top 10 reasons to date men who read, dieci ottime ragioni per uscire con uomini che leggono. Ho trovato l’idea divertente e pensavo di tradurlo per pubblicarlo qui, ma questo blog mi ha battuta sul tempo (è una riduzione piuttosto che una traduzione, ma rende bene). Dopodiché, a ridosso dell’8 marzo, esce un post speculare su Lìberos, comunità di lettori con sede in Sardegna: Dieci buoni motivi per uscire con una donna che legge (accessibile solo agli utenti registrati, quindi registratevi: ci vuole un attimo).

Entrambi i decaloghi (per così dire: non si tratta, evidentemente, di norme) mi sembrano un pochino zuccherosi. Nel testo riportato su Lìberos si punta il dito sulla perfezione fisica come mito inarrivabile: quindi meglio coltivare la mente, lì i risultati sono più facilmente raggiungibili (magari). E poi quell’immagine dello stare insieme acciambellati sul divano ad ascoltare Fahrenheit… conoscete uomini, anche lettori, che sarebbero felici di rinunciare a una sana scopata per passare un pomeriggio davanti alla radio con la copertina a quadri sulle gambe? Magari ascoltando una qualunque Charbonnier che discetta dell’essere figli di quello o di quell’altro? Io no.

In ogni modo, leggere l’una e l’altra lista di buone ragioni, fresca di questo post sugli aspiranti scrittori che non leggono, mi ha fatto tornare in mente una foto che avevo visto su Facebook tempo fa e che trovate in apertura. Riporta una frase attribuita a John Waters, che semplifica notevolmente il discorso e lo rende prosaico, in modo assai salutare: al di là di maschile e femminile.

Abbiamo bisogno che i libri tornino a essere considerati una gran figata. Se vai a casa di qualcuno e quel qualcuno non ha libri, non ci scopare.

Chissà che non sia proprio questo aspetto – l’eros – a mancare a tanta pubblicità e comunicazione che intenderebbero promuovere la lettura (ora non ho la possibilità di cercare casi specifici, mi riservo eventualmente di aggiornare il post. Si accettano suggerimenti). Ci spiegano compitamente, o simpaticamente, come leggere renda più intelligenti, accorti, come fornisca strumenti di interpretazione e gestione della realtà oggettiva, eccetera. Tutto vero, nel modo più assoluto. Ma si resta negli stretti confini dell’intelletto; manca l’aspetto della relazione con l’altro, e mancano i sensi. Perché, insomma, c’è qualche cosa d’altro a proposito della lettura, c’è un legame con il desiderio che meritoriamente, ancorché timidamente, i due “decaloghi” di cui sopra hanno inteso evidenziare.

Leggere è SEXY.

Fate un po’ voi.

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