La Fantasia per pianoforte in Re minore di Mozart, K 397

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Busto di Mozart
Teatro dell'Opera di Buenos Aires
Foto: yanec
Un giorno comprai su una bancarella una di quelle raccolte di musiche di Mozart a poco prezzo, e quando tornai a casa misi su il CD: conteneva la Fantasia per pianoforte in Re Minore. Non appena sentii le prime note rimasi stupefatta, e interruppi quello che stavo facendo, e ascoltai quel brano una volta, poi un’altra, poi un’altra ancora, poi uscii nuovamente di casa e corsi a comprarmi lo spartito. Pensavo: chi ha scritto questo, come avrei voluto conoscerlo! Che mente superba! Che forza d’animo! Che affascinante follia!

E’ incredibile la varietà di idee e colori profuse in questa pagina di musica; sono incredibili quelle pause eterne, che preludono sempre a qualcosa di inaspettato; e il finale è sconcertante. Il cerchio non si chiude, e un pensiero che nasce drammatico si conclude con un sorriso giocoso e protervo.

Nel mio romanzo La sorella di Mozart, Nannerl, la protagonista, suona questo brano al pianoforte in un momento molto speciale (a pag. 313). Nelle sue mani, quel pezzo di musica diventa uno snodo importante per la sua vita: quello della riconciliazione con il ricordo del padre e del fratello. Suonarlo le fa capire alcune cose che Wolfgang le aveva detto molti anni prima, ma che lei non aveva voluto ascoltare.

Quando ho scritto quella pagina mi sono sbarrata in casa, ho staccato tutti i telefoni e ho chiuso la connessione Internet (come faccio spesso, per la verità). Ho programmato la ripetizione continuata del cd sul mio impianto stereo, quindi mi sono seduta sul divano, che è proprio accanto al pianoforte, con il computer portatile sullo sgabello del pianoforte stesso e lo spartito della Fantasia poggiato su una sedia. Ascoltando la musica che veniva dalle casse, osservando di tanto in tanto le note stampate, buttavo giù a ruota libera le immagini che mi comparivano davanti agli occhi, e poi interrompevo il cd e mi alzavo e suonavo io stessa alcuni passaggi, e poi tornavo ad appuntare quel che mi veniva da appuntare, e intanto piangevo come una fontana…

Se un brano musicale di Mozart ha significato qualcosa di importante per voi, fatemelo sapere. Rispondete qui, oppure scrivetemi privatamente utilizzando il modulo nella pagina Contatti del mio sito. Vi aspetto!

* Per ascoltare la Fantasia nell’interpretazione del pianista Vladimir Mischouk, fate clic qui e poi sul titolo del brano.
* Se volete ascoltare l’interpretazione di Marc McCarthy, fate clic qui, poi andate giù fino al nome di Mozart (è la sua unica composizione in elenco). Potete scegliere tra qualità mp3, lo-fi e hi-fi. Il pianista è giovanissimo, e tra quelle che ho trovato su Internet, la sua interpretazione è forse la più calda e forte.
* Su questa pagina è possibile collegarsi alle due interpretazioni precedenti più una terza, di Elena Kushnerova (ma è un po’ complicato riuscire ad ascoltarla); è inoltre possibile acquistare CD che la contengano, e anche lo spartito.
* Cliccando qui ci si collega direttamente all’ascolto di un’esecuzione accettabile; ma il suono è proprio quello della pianoletta finta. Il sito di provenienenza è Classical Midi (pagina dedicata a Mozart).
* Lo spartito è visualizzabile, e stampabile, anche facendo clic qui (è un file Acrobat Reader).
* Ulteriori informazioni, e un video, su questo post.

Aggiornamento del 12 ottobre 2008. Adesso è possibile scaricare dal mio sito, in formato m4a, un'altra interpretazione di questo brano musicale, insieme a tutti i brani di Mozart citati nel romanzo.

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