Gli scrittori, bugiardi e sfruttatori!

Puoi leggere questo articolo, insieme ad altri di argomento para-mozartiano, anche sul mio sito ufficiale.

Il post A proposito di Amadeus ha innescato una vivace discussione riguardo la libertà immaginativa dell’autore di romanzi storici. E’ lecito ricamare con la fantasia su fatti realmente accaduti, o è un comportamento esecrabile messo in atto da chi vuole solo sfruttare la fama degli eroi passati, e magari infangarne la memoria?

Io francamente non credo esistano fatti “realmente” accaduti: credo che la realtà sia negli occhi di chi la guarda, e che quindi ne esista una per ogni individuo. Di solito, chi si inalbera perché viene violata la realtà storica, si inalbera perché viene violata la sua visione della realtà: difende quindi (ed è naturale) più se stesso che non la figura storica in questione.

Una bella mattina mi sono ritrovata nel blog di una signora francese che ogni giorno scrive un pensierino (erudito) su Mozart, visto che ricorrono i 250 anni dalla sua nascita. Incuriosita da una frequentatrice di questo blog, che le aveva lasciato un graziosissimo messaggio, costei ha divorato in una notte il mio romanzo La sorella di Mozart, uscito di recente in francese (La soeur de Mozart, Editions du Seuil) e l'ha trovato... un orrore. Testualmente. Tengo a specificare che la traduzione è stata elaborata da uno scrittore di primissimo ordine, oltre che persona deliziosa, François Maspero, e che la sua versione è più bella del mio originale; quindi dell'orrore io sono l'unica responsabile. Ecco, più o meno, quel che dice la signora:

Il fatto che un grande editore arrivi a pubblicare un libro come questo, che a mio parere, anche se non è che il mio parere, è un orrore, mi rattrista profondamente riguardo all'epoca nella quale viviamo che, in nome della libertà d'espressione, permette di sporcare la memoria di una famiglia che non ha più discendenti a difenderla...

E poi, il giorno dopo (reggetevi forte) dà l’addio ai frequentatori del suo blog, perché La sorella di Mozart l’ha talmente sconvolta che non vuole più occuparsi di argomenti mozartiani:

Non riesco a liberarmi dell'immagine di papà Leopold come Thénardier, di mamma Mozart come una grossa tedesca rubiconda e stupida, di Wolfgang come un maschio immondo, di Nannerl come una martire cattiva e maleducata, di Costanza sporca e sciatta, fino al povero violinista tacciato di alcolismo che si suppone sia Wenzel. No, davvero, è troppo, troppo duro sbarazzarsi mentalmente di questa falsa famiglia Mozart per ritrovare quella vera!

Mi spiace aver provocato una tale depressione a questa poverina. Ho voluto parlarne qui, d'altra parte, solo per chiarire l'argomento dibattuto. Costei si inalbera in nome della violazione della realtà storica: la famiglia Mozart ritratta nel romanzo, dice, non è “quella vera”. Siamo sicuri che in questa levata di scudi non ci sia niente di personale?

Lascio la domanda sospesa e concludo con una notizia confortante: dopo un paio di giorni di cupezza, la signora è tornata a vivere felicemente, e fare felicemente sfoggio di erudizione mozartiana sul suo blog.

Chi desiderasse avere informazioni sul rapporto tra verità e finzione ne La sorella di Mozart può dare un’occhiata qui e qui.

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