Il cosiddetto ‘effetto Mozart’: gli effetti positivi della musica sul corpo e sulla mente

A proposito de L'effetto Mozart. Curarsi con la musica di Don Campbell (Baldini Castoldi Dalai). Un articolo più ampio sull'argomento si trova qui.

Non solo la musica rende più attivo il cervello, non solo la musica di Mozart sviluppa l'intelligenza dei bambini, ma è anche in grado di curare disturbi fisici e psicologici. Lo sosteneva Alfred Tomatis, un medico francese del secolo scorso (1920-2001): "Mozart è un'ottima madre. Provoca i migliori effetti sul corpo e sulla mente umani". La musica del Maestro può curare difficoltà di apprendimento, epilessia, dislessia, iperattività, autismo...

La cura ideata e sviluppata dal dottor Tomatis, che è basata essenzialmente sull'ascolto di musica, ha permesso a diverse persone di "lottare contro la depressione, imparare più facilmente una lingua straniera, comunicare con maggior facilità, essere più creativi e migliorare l'efficacia nel lavoro". Molti utenti dei centri Tomatis hanno sottolineato la valenza psicologica del metodo, menzionando "un’accresciuta fiducia in se stessi, un migliorato livello d’energia e di motivazione, una maggiore chiarezza di pensiero e un migliorato senso di benessere"...

Ma la cosa che qui più ci interessa è che la musica di Mozart, ancora una volta, sembra avere davvero qualcosa di assoluto. Chi la ascolta quotidianamente sostiene che ha un impatto notevole sul proprio umore e sui propri pensieri; che trasmette sensazioni, emozioni profonde e può essere rilassante o energizzante, a seconda di quale pezzo si ascolta. E più la si ascolta, più cresce il desiderio di conoscere l'uomo che è dietro l'opera.

Mi piace, peraltro, la definizione di Mozart come "ottima madre".

Aggiornamento. Il libro di Campbell L'effetto Mozart. Curarsi con la musica (Baldini Castoldi Dalai, 2004) risulta al momento esaurito. Ma ci sono sempre le biblioteche.

Aggiornamento del 5 ottobre 2008. Il professor Paolo Manzelli, direttore del Laboratorio Ricerca Educativa dell'Università di Firenze, ci invita a leggere un suo articolo sull'argomento, dal titolo Scienza, cervello e musica. Davvero molte grazie ed ecco il link alla prima parte, ed ecco il link alla seconda.

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